wikipedia 25/9/2007, 25 settembre 2007
« La lotta per la democrazia e i diritti dell’uomo in Birmania è una lotta per la vita e la dignità
« La lotta per la democrazia e i diritti dell’uomo in Birmania è una lotta per la vita e la dignità. una lotta che comprende le nostre aspirazioni politiche, sociali ed economiche. » (Aung San Suu Kyi) La Birmania (dal 18 giugno 1989 ufficialmente[1] Myanmar, in inglese Burma), è uno Stato dell’Asia sudorientale. Occupa parte della costa occidentale della penisola indocinese, è affacciato sul Golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina da ovest a est con Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia. Attualmente, dopo il colpo di stato del 1988, è sotto il regime militare di Than Shwe. La Birmania è uno dei cosiddetti paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione di circa 51 milioni di abitanti, ma l’ultimo censimento affidabile fu svolto nel 1983. Il 27 marzo 2006, la giunta militare ha spostato la capitale da Yangon a Pyinmana, che è stata ufficialmente rinominata "Naypyidaw", cioè "sede dei re". La denominazione di Birmania (che deriva dal nome dello stato in lingua locale predicato), legata all’etnia maggioritaria dei Bamar, è come tale sgradita alle minoranze[2] locali, spesso in lotta contro il potere centrale, per questo è stata modificata in Myanmar, nome etnicamente neutro, dopo il colpo di stato del 1988. Il nome "Myanmar", abbreviazione di "Myanma Naingngandaw" (in birmano ) in lingua locale, incominciò a diffondersi con l’arrivo dei Mongoli nel XIII secolo, ma non prese mai piede in quanto l’etnia dominante continuò a riferirsi a sé stessa ancora con il termine Bamar, al posto di Myanma. Il Mramna in birmano è inoltre la lingua scritta ed è forse questa l’origine del nome attuale. Solo nel 1989, il nuovo nome venne imposto dalla giunta militare appena arrivata al potere, soppiantando quello precedente di Birmania, nome ufficiale dal 1948 al 1989, come avvenne per Rangoon, ora Yangon, nel tentativo di ingraziarsi le minoranze etniche, quali Karen e Shan, che apprezzavano maggiormente la nuova denominazione. In molti stati divenne il nome ufficiale dopo alcuni anni, ma comunemente, forse per il fatto che la Birmania non appare molto spesso nella scena internazionale, il nome con cui è chiamata è ancora il precedente. Burma è uno dei due nomi in italiano, ma è poco diffuso. L’Unione Europea preferisce usare entrambi i nomi: Birmania/Myanmar [3]. BBC, The Wall Street Journal e The Financial Times usano tuttora la denominazione "Birmania". [4] [5] siano stati i primi individui ad aver abitato le sponde del Fiume Irrawaddy[6]. Nel I secolo a.C., questa zona fu abitata dai Pyu, una popolazione dedita al commercio con Cina e India. Il regno Pyu più potente era Sri Ksetra, che scomparve nel 656. Successivamente il regno Pyu si ristabilì, ma verso la metà del IX secolo furono sconfitti dal regno di Nanzhao[7]. I Birmani, o Bamar, cominciarono a migrare verso la valle dell’Irrawaddy dal Tibet nel IX secolo. Nell’849, stabilirono un regno potente che aveva come capitale Pagan. Durante il regno di Anawratha (1044-1077), l’influenza dei Birmani si espanse molto, addirittura oltre i confini della Birmania attuale. Dal 1100 grandi parti dell’Indocina erano controllate dal regno di Pagan, che è chiamato comunemente come primo impero birmano. Verso la fine del 1200, i Mongoli sotto Kublai Khan invasero il regno, ma nel 1364 i Birmani ristabilirono il loro regno ad Ava[8]: in questo periodo la cultura birmana era in un’età dorata. Tuttavia, nel 1527, gli Shan saccheggiarono Ava. Nel frattempo, i mon si erano ristabiliti a Pegu (Bago), che si era trasformata in un centro commerciale e religioso importante. I Birmani fuggiti da Ava fondarono il regno di Toungoo nel 1531, sotto Tabinshwehti, che riunificò la Birmania e fondò il secondo impero birmano. A causa della crescita dell’influenza europea in Asia Sud-Orientale, il regno di Toungoo si trasformò in un centro commerciale importante. Ma le ribellioni e la mancanza interne di risorse necessarie per controllare le nuove acquisizioni imperiali portarono alla rovina del regno di Toungoo. Anaukpetlun, che aveva espulso gli invasori portoghesi, fondò una nuova dinastia ad Ava nel 1613. La ribellione interna dei mon, che furono aiutati dai francesi, condussero alla rovina del regno nel 1752. Alaungpaya stabilì la Dynastia di Konbaung ed costruì il terzo impero birmano durante il 1700.[9] La Dinastia Qing della Cina, spaventata dalla crescita dell’influenza birmana, tentò di invaderla quattro volte dal 1766 al 1769 senza successo. I monarchi successivi persero il controllo di Ayutthaya[10], ma conquistarono Arakan e Tenasserim. Nelle guerre Anglo-Birmane (1824-1826, 1851-1852 e 1885-1886), la Birmania fu sconfitta dai britannici e si trasformò in una provincia dell’India britannica, dalla quale si distaccò nel 1937. Durante la seconda guerra mondiale la Birmania divenne una parte importante nel teatro asiatico sudorientale. Dopo i successi iniziali, i giapponesi fecero una campagna in Birmania, nel 1942 (invasione giapponese) ed i britannici furono espulsi dalla maggior parte del territorio. Ma gli alleati reagirono e nel luglio 1945 ripresero il paese, con l’aiuto dell’AFPFL (Lega per la libertà delle persone antifasciste), guidato da Aung San. Nel 1947, Aung San divenne vicepresidente del Consiglio esecutivo della Birmania, in un governo transitorio. Tuttavia, nel luglio 1947, alcuni rivali politici assassinarono Aung San e parecchi membri politici. Il 4 gennaio 1948, la nazione si trasformò in una repubblica indipendente, conosciuta come Unione della Birmania, con Sao Shwe Thaik come primo presidente ed U Nu come primo Primo Ministro[11]. Ma, puntualmente, con l’indipendenza, arrivarono anche le richieste, avanzate dalle minoranze (chin, kachin, karen, mon e shan) di uno Stato Federale, e portate avanti con una guerriglia contro lo stato, che rispose con una feroce repressione. Diversamente della maggior parte delle altre ex colonie britanniche, la Birmania non divenne membro del Commonwealth. Nel 1961 U Thant, allora rappresentante permanente della Birmania alle Nazioni Unite e Segretario precedente al Primo Ministro, fu scelto come segretario generale per l’ONU; era il primo presidente non occidentale che dirigeva tutta l’organizzazione internazionale. Il governo democratico fu destituito nel 1962 da un colpo di stato militare condotto dal Generale Ne Win, che governò per quasi 26 anni e perseguì le politiche comuniste birmane, con la nazionalizzazione delle industrie, la soppressione dei partiti politici (1964),e la proibizione del libero scambio, che portarono all’isolamento del Paese dal resto del mondo, data l’assenza di diritti civili per la popolazione, così come di libertà di stampa. Nel 1988, dopo le rivolte studentesche (rivolta 8888)[12], che provocarono migliaia di morti, Ne Win si dimise, e fu proclamata la legge marziale, mentre il generale Saw Maung organizzò un altro colpo di stato. I programmi per le elezioni dell’Assemblea popolare furono finiti il 31 maggio 1989. Nel 1990, si tennero per la prima volta in 30 anni le elezioni libere. Il NLD (Lega Nazionale per la Democrazia), il partito di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la pace nel 1991, e figlia di Aung San, porta alla Assemblea Costituente 392 membri, su un totale di 485, ma lo SLORC (Consiglio di restaurazione della legge e dell’ordine di stato), spalleggiato dall’Esercito, si rifiuta di cedere il potere, rovesciando l’assemblea popolare, ed arrestando Aung San Suu Kyi, ed altri leader dell’NLD. Successivamente si cambiò il nome Birmania in Myanmar. Da allora comincia un periodo molto difficile per Aung San Suu Kyi, che, rimessa in libertà nel 1995, viene nuovamente arrestata nel 2000, liberata nel 2002, e nuovamente arrestata nel 2003. A tutt’oggi (2006) si trova agli arresti domiciliari. Il 27 marzo 2006, la giunta militare sposta la capitale nazionale da Yangon verso un luogo vicino a Pyinmana, ufficialmente chiamato Naypyidaw, che significa "la sede dei re" [13]. Nel Settembre del 2007 sono cominciate nuove proteste, capeggiate da Monaci Buddisti, che stanno facendo sperare in un cambiamento, in senso democratico, del paese. La popolazione birmana è molto composita, cosa che rende difficile l’integrazione dei vari gruppi etnici. I birmani costituiscono il 69% della popolazione; abbastanza consistente è anche l’immigrazione di commercianti cinesi, pakistani, thailandesi e indiani. La popolazione ha subito un notevole incremento passando dai 13 milioni del 1921 ai 24 del 1964 ai 44.596.000 del 1993, ai 45.976.000 nel 2001, ai 51.000.000 nel 2006. L’aspettativa di vita è di 58,4 anni per i maschi (dati 2006), e di 64,2 anni per le donne (dati 2006); la mortalità infantile è del 69 per mille (Dati del 2006), che portano il Myanmar nella fascia dei paesi a basso sviluppo umano. Quasi il 79% della popolazione vive in villaggi (dati 2005). Grazie all’impegno per l’istruzione l’analfabetismo è stato ridotto al 15,3%. La Birmania è composta da sette divisioni e sette stati. Le divisioni (Immagine:Tain.png Tain) sono popolate prevalentemente da Birmani. Gli stati (Immagine:Pyinè.png Pyinè) hanno particolari minoranze etniche (tra cui Shan e Karen). Stati e divisioni sono divisi in contee, spazi comunali e villaggi. Anche le grandi città come Rangoon e Mandalay non hanno un unico potere centrale che risiede nel comune. Divisioni e Stati: La sua moneta ufficiale è il Kyat (al 6 novembre 2006, 1 euro = 810,47 kyat). Raffigurato su tutti i tagli della cartamoneta il "Chinze", la statua tradizionale. Gli altri valori di cartamoneta sono 5, 10, 50, 100, 200, 500 e 1000 Kyats. La Birmania è una delle nazioni più povere al mondo, perché nella storia recente ci sono stati ristagno economico, cattiva gestione e isolamento. Il prodotto interno lordo della Birmania cresce annualmente soltanto del 2.9% (il ritmo più basso della regione). Dal 1948, dopo l’instaurazione del primo governo militare, il Primo Ministro U Nu tentò di fare della Birmania uno stato abbastanza ricco. Il colpo di stato nel 1962 fu seguito da uno schema economico socialista, un programma per far controllare allo stato tutte le aziende, con l’eccezione di quelle agricole. Nel 1989, il governo birmano ha cominciato a decentralizzare il controllo economico. Da allora si è iniziato a liberalizzare determinati settori dell’economia. Le industrie lucrative delle gemme, la lavorazione dell’olio e la silvicoltura rimangono ancora severamente regolate. Recentemente sono state sfruttate dalle società straniere che si sono associati con il governo per accedere alle risorse naturali del Myanmar. Sotto la gestione britannica, la Birmania era una delle colonie più ricche. Era il più grande esportatore del mondo di riso e di olio fornito con il Burman Oil Company. Produceva il 75% del teck nel mondo ed il paese si credeva sulla via veloce per lo sviluppo. Oggi, la Birmania ha delle infrastrutture insufficienti. Le merci viaggiano soprattutto attraverso il confine birmano-thailandese, da dove la maggior parte delle droghe illegali sono esportate. Un’importante "autostrada" è il fiume Irrawaddy. Le ferrovie sono vecchie e rudimentali, con poche riparazioni dalla loro costruzione, nel XIX secolo. Le strade principali non sono normalmente asfaltate, tranne nelle città principali. Settore Primario [modifica] La coltura primaria è quella del riso, ma nelle regioni settentrionali che sono più aride si coltivano altri cereali (grano, miglio, sorgo), patate, legumi e canne da zucchero). Le terre coltivate sono il 14% del totale del territorio, sui 2/3 delle terre arabili è praticata la risicoltura e la meccanizzazione dell’agricoltura è solo agli inizi. Il turismo potrebbe essere un’ottima via per la ripresa economica della Birmania, specialmente grazie ai templi di Pagan. Il turismo potrebbe essere un’ottima via per la ripresa economica della Birmania, specialmente grazie ai templi di Pagan. Sulle montagne nordorientali, vicino ai confini con Laos e Thailandia, è diffusa la coltivazione di oppio (da cui si ricavano eroina e morfina) nel cosiddetto Triangolo d’oro. consistente il patrimonio dato dall’allevamento di bovini e anche la pesca fornisce un buon reddito. Le foreste del Tenasserim, e degli stati Karen e Shan forniscono pregiati legnami, tra cui il teak, di cui Myanmar è il principale produttore mondiale, il bambù e il pynkado. Lungo il litorale del Tenasserim ci sono grandi colture di caucciù. Settore Secondario [modifica] Discrete sono le riserve petrolifere che si trovano nelle isole costiere e nella zona centrale; un oleodotto unisce per 400 km i pozzi di Syriam e Rangoon. Importante è l’estrazione di gas naturale lungo l’Irrawaddy e sulla costa del golfo di Martaban. Si estraggono poi piombo, zinco, stagno e tungsteno. Buoni ricavi dall’esportazione provengono dai rubini(estratti nelle miniere di Mogok) , che in Birmania sono pregiatissimi e sono considerati tra i migliori del mondo. Importante è anche l’esportazioni del Teck. Le industrie non sono molto sviluppate. Ci sono stabilimenti tessili, alimentari ma anche industrie pesanti come quelle cementizie, metallifere e belliche. Settore Terziario [modifica] La banca centrale è la Central Bank of Myanmar. A Yangon è attiva una borsa di valori. in crescita il turismo, attirato da un patrimonio artistico di prim’ordine costituito da templi, monasteri e monumenti funerari. Nonostante ciò, meno di 750.000 turisti entrano annualmente nel paese. I principali partner commerciali sono Thailandia, Cina, India, Giappone, Singapore e Malesia. Città pricipali [modifica] Collabora a Wikiquote « Mandalay per parlare, Rangoon per vantarsi, Moulmein per mangiare[15] » (Popolare detto birmano) * Naypyidaw, la nuova capitale. Abitanti: 100.000 circa. * Rangoon o Yangon, l’ex capitale, la città più popolosa. Abitanti: 4.500.000. * Mandalay, città storica, seconda del paese per abitanti. Abitanti: 933.000. * Bagan, precedentemente Pagan, sito archeologico molto importante. * Pegu, oppure Bago è una città importante per le sue industrie. Abitanti: 251.000. * Moulmein, terza città, capoluogo dello stato Mon nota per la cucina. Abitanti: 300.000 circa * Sagaing, importante centro religioso. Abitanti: 300.000 circa * Tavoy, o Dawei capoluogo del Tenasserim. Abitanti: 139.000 * Pathein, precedentemente Bassein, pittoresco porto sul delta dell’Irrawaddy. Abitanti: 246.000 * Taunggyi, capitale degli Shan[16]. Abitanti: 185.000 Cultura [modifica] Sebbene in Birmania esistano svariate culture indigene, quella dominante è principalmente quella Bamar. La cultura Bamar è stata influenzata da quelle degli stati confinanti. Ciò è manifestato nella sua cucina, nella letteratura, nella musica, nel teatro e nella danza. Le arti, soprattutto la letteratura, hanno come tema principale il Buddhismo Theravada. In qualsiasi villaggio birmano tradizionale, il monastero è il centro della vita culturale e i monaci sono venerati anche dai laici. Per un ragazzo che diventa monaco si esegue una cerimonia chiamata shibyu ed è il suo più importante rito di crescita. Alla stessa età le ragazze svolgono delle cerimonie in cui si perforano i lobi delle orecchie. La cultura birmana è più evidente nei villaggi in cui queste cerimonie si compiono in tutto l’arco dell’anno, specialmente nelle pagode. Il colonialismo britannico ha introdotto alcuni elementi occidentali, specialmente nell’educazione e negli edifici delle città come Yangon. In seguito all’attività missionaria nelle minoranze Karen e Shan è diffusa la cultura cristiana.[17] Religione [modifica] I membri della Sangha Buddhista sono venerati in tutta la Birmania, che è al primo posto fra gli stati con individui che professano il Buddhismo Theravada. I membri della Sangha Buddhista sono venerati in tutta la Birmania, che è al primo posto fra gli stati con individui che professano il Buddhismo Theravada. La Birmania è tra i paesi con la maggior percentuale di buddhisti, che sfiora il 90%. I gruppi etnici che lo praticano sono Birmani (bamar), Shan, Karen, Cinesi e rakhine. Il 5% della popolazione è cristiano, principalmente protestante. Il cattolicesimo, che è stato diffuso limitatamente da alcuni missionari, è praticato dall’1% della popolazione. Il restante 4% è diviso fra islam sunnita[18] e induismo. Lingua e istruzione [modifica] Per approfondire, vedi le voci Lingua birmana e Alfabeto birmano. La lingua ufficiale è il birmano, appartenete alla famiglia delle lingue sinotibetane. Il sistema di scrittura è formato da lettere circolari o semi-circolari importate dai Mon. Le prime iscrizioni in questo alfabeto risalgono all’anno mille. Anche Shan e Karen usano questi caratteri particolari, anche se aggiungono vari accenti non presenti nella lingua birmana.[19] La tradizione birmana è sempre stata legata ad una scuola piuttosto rigida. Nei villaggi l’istruzione prende luogo nei monasteri. Questo scritto è anche usato per il pali, la lingua ufficiale del Buddhismo Theravada, quella parte del Buddhismo che unisce la religione e l’istruzione. Cucina [modifica] La cucina birmana è stato influenzata dalla cucina indiana, cinese e dalla thailandese. L’ingrediente principale della cucina è il riso. Sono inoltre mangiati noodles e pane. La cucina birmana utilizza spesso i gamberi, i pesci, il maiale e il montone. Il manzo, definito carne tabù, al contrario, viene mangiato solo raramente. Sono anche usati il curry, quali il masala ed i peperoncini rossi. Il Mohinga, considerato piatto nazionale della Birmania, consiste di brodo al curry con fiore di cece, vermicelli di riso e salsa di pesce.[20] La frutta tropicale è servita spesso come dessert. Le città importanti offrono una più ampia varietà di cucine tra cui quella Shan, la cinese e la indiana. Musica [modifica] La musica tradizionale birmana è melodiosa, ma senza armonia. Gli strumenti includono un tamburo chiamato pat waing, uno xilofono di bambù chiamato pattala, cembali, flauti, oboe e strumenti a corda, spesso organizzati in orchestre chiamate saing waing.[21] Il Saung, uno strumento a corda con una forma simile ad una barca e corde di seta, ha sul "collo" disegnate delle immagini associate alla cultura e alla storia. Dal 1950 anche le canzoni occidentali si sono diffuse con successo, specialmente nelle grandi città. Società [modifica] In Birmania, dal 1993, non sono state eseguite sentenze capitali. Prossimamente la pena di morte verrà abolita. Guerra civile [modifica] Quando il regime militare si è instaurato al potere nel 1988, è iniziata una feroce guerra civile. Ogni insurrezione popolare veniva sedata con la forza. Fra i gruppi attivi nella guerra vi erano i comunisti, ed è in corso un conflitto piuttosto aggressivo tra il governo ed il gruppo etnico dei Karen. Dopo 30 anni di dittatura militare, nel 1990, il partito al governo (NUP) permise libere elezioni, ma poiché vinse il partito (NDL) rappresentato da Aung San Suu Kyi, nell’ottobre dello stesso anno i reparti dell’esercito fecero un’incursione presso la sede NDL arrestando tutti i componenti. L’area più colpita dalle dimostrazioni di violenza dei militari è quella sud-orientale (o Tenasserim); di conseguenza ogni anno migliaia di esuli si muovono verso il confine con la Thailandia, dove sono stati istituiti dei campi profughi. I rifugiati hanno comunque scarse possibilità di migliorare le loro condizioni di vita, infatti non vi è alcuna fornitura di corrente elettrica e di medicinali, inoltre la maggior parte della popolazione è estenuata da fame e malnutrizione e molti bambini per sopravvivere vengono costretti alla prostituzione o al lavoro forzato. In questo stato le persone sono facile bersaglio di parassiti, vermi e malattie come malaria, epatite ed AIDS. Esercito [modifica] Le forze militari della Birmania, dette Tatmadaw, contano circa 500.000 militari. l’esercito si divide in fanteria, marina e aeronautica. Come numero di militari, l’esercito birmano è il decimo al mondo. Le spese militari dello stato non hanno dati certi, ma il Stockholm International Peace Research Institute afferma che il paese è tra i primi quindici stati. Non c’è servizio militare obbligatorio; alla fine del 2000 le Forze Armate Birmane potevano contare su: 126 Carri armati, 65 motovedette, 121 arei da combattimento. Il servizio militare è volontario e sia maschi che femmine possono svolgerlo dai 18 ai 49 anni.