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 2007  settembre 28 Venerdì calendario

Luca Pagni per ”la Repubblica” I petroldollari degli emirati arabi del Golfo alla conquista delle Borse europee e americane

Luca Pagni per ”la Repubblica” I petroldollari degli emirati arabi del Golfo alla conquista delle Borse europee e americane. Non per comprare titoli quotati, ma per investire direttamente nelle società di gestione delle piazza finanziarie. Con una doppia mossa destinata a cambiare strategie e alleanze finanziarie nelle economia occidentali, Qatar e Dubai (Emirati Arabi Uniti) sono diventati azionisti di riferimento delle Borse di New York, Londra e Stoccolma, con ricadute che interessano anche la milanese Piazza Affari. La prima clamorosa novità è stata comunicata nella mattinata di ieri: la società governativa che possiede la Borsa di Dubai ha rilevato il 19,9% del capitale del Nasdaq, la piattaforma dei titoli tecnologici di Wall Street e, contemporaneamente, ha acquistato dallo stesso Nasdaq il 28% delle quote del London Stock Exchange - il terzo mercato al mondo per numero di operazioni giornaliere - che erano in mano alla società newyorchese. Lo scambio, in verità, è anche più complesso visto che il Nasdaq, a sua volta, diverrà socio al 33% del listino del paese del Golfo e manterrà comunque un piede nel capitale della Borsa di Londra con il 3,5% delle quote. In questo modo, il Nasdaq ottiene il via libera per la scalata a Omx, la Borsa con sede a Stoccolma che tratta i titoli di tutte le piazze scandinave e delle tre repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituana), considerato un trampolino di lancio fondamentale per l´espansione dei mercati emergenti dell´est europeo. A questo punto l´attacco a Omx non verrà da duellanti, ma da alleati. L´accordo, molto elaborato, prevede che Dubai rilevi il controllo della piazza di Stoccolma per 1,7 miliardi di dollari per poi girarla a New York. Tutto a posto? Per nulla, visto che soltanto poche ore dopo, è scesa in campo il Qatar Investiments Autorithy, un fondo creato dallo stato arabo, che può contare su 40 miliardi di dollari da investire in giro per il mondo. Prima ha avvisato i soci di Omx a non prendere decisioni affrettate, poi ha lanciato la sua doppia contromossa. Da una parte ha informato gli interessati, ma di fatto tutta la comunità finanziaria mondiale, di essere salita al 20% del London Stock Exchange comprando due pacchetti del 10% ciascuno da due fondi americani e poi di aver rilevato il 9,98% di Omx, a prezzi superiori rispetto a quelli che intendono offrire i rivali dell´accoppiata Nasdaq-Dubai. Quali sono le strategie del governo di Doha: in una nota è stato spiegato che Stoccolma fa parte della strategia di acquisizione di «partecipazioni di sostegno nelle Borse europee». Anche se, per il momento, non pare vi sia l´intenzione di lanciare un´offerta sull´intera Borsa di Londra. In attesa di capire le ulteriori conseguenze di tante manovre, a festeggiare sono gli azionisti di Lse, i cui titoli hanno guadagnato ieri il 16,1%.