Anna Lombardi, il Venerdì 21/9/2007, 21 settembre 2007
Durante il Ramadan, il mese sacro che i musulmani dedicano alla preghiera e al digiuno, sui canali satellitari arabi vanno in onda centinaia di ”musalsalat”, sorta di soap opera scritte appositamente per questo periodo e perciò trasmesse al tramonto, quando tutti si riuniscono davanti al piccolo schermo
Durante il Ramadan, il mese sacro che i musulmani dedicano alla preghiera e al digiuno, sui canali satellitari arabi vanno in onda centinaia di ”musalsalat”, sorta di soap opera scritte appositamente per questo periodo e perciò trasmesse al tramonto, quando tutti si riuniscono davanti al piccolo schermo. Prodotti con finanziamenti statali, i ”musalsalat” non puntano solo all’intrattenimento, peraltro di buon livello, ma anche a convogliare messaggi educativi. Alcune serie cercano di presentare un Islam moderato, come ”Al Mariqoun” (I rinnegati) che racconta fra l’altro come le vittime degli attentati di Londra del 2005 fossero civili, e fra questi anche devoti musulmani. Altre hanno suscitato molte polemiche, come l’egiziana ”Fares bila Jawad” (Cavaliere senza cavallo), andata in onda nel 2002 nonostante le forti proteste israeliane perché si rifaceva ai ”Protocolli di Sion”.