Aldo Grasso, Corriere della Sera 21/9/2007, 21 settembre 2007
Cecchi Paone, ma tornatene a casa, impara a mortificare il tuo smisurato ego, smettila di atteggiarti a salvatore della tv
Cecchi Paone, ma tornatene a casa, impara a mortificare il tuo smisurato ego, smettila di atteggiarti a salvatore della tv. Dobbiamo ora anche subirci le isterie di Alessandro Cecchi Paone che va sull’isola per redimere il reality. Che si redima lui, poi ne parliamo! L’Isola del riscatto, quella che doveva riportare in tv i professionisti e lasciare fuori gli stalentati, è iniziata con la più classica delle risse: la zuffa verbale che provvidenzialmente alza l’ascolto, decreta il fenomeno mediatico e incoraggia i guardoni. Da una parte Cecchi Paone, idolatra dell’infelicità perbenista, e dall’altra Simona Ventura, neoconvertita alla lotta contro il trash (Raidue, mercoledì, ore 21.05). Quest’anno tutti vogliono salvare il reality. Dopo aver frequentato i bassifondi, sono ora in molti ad aspirare ai quartieri alti: la Ventura si dedica alla causa nobile e ha persino abbandonato la griffe Dolce & Gabbana, Cecchi Paone va in Honduras con un’espressione corrucciata che trasuda virtuosa indignazione, i concorrenti fanno cinicamente fuori Debora Salvalaggio, ma solo per il suo bene («non si è integrata» la poveretta), l’opinionista Gianluca Nicoletti, dopo aver irriso per anni il genere, adesso si guadagna il pane dispensando tristi pareri e dimostrando che non c’è alcun bisogno di credere a una verità per sostenerla (tale quale Cecchi Paone), i concorrenti affrontano la trasferta di Cayo Cochinos al solo scopo di recuperare una professionalità perduta, poi però s’incartano sulla «topa pelosa». Per divertirci, non ci resta che Cristiano Malgioglio, il più trash di tutti. La nuova edizione dell’Isola dei famosi ricorda molto lo zelo di William Gladstone, quattro volte primo ministro d’Inghilterra tra il 1868 e il 1894, un brav’uomo che adempiva alla pia missione di redimere le prostitute. Trasformato in solerte passeggiatore, le adescava sui marciapiedi e le conduceva negli «asili» allestiti dalla moglie. La quale si occupava poi del loro riscatto secolare e ultraterreno. Questa, appunto, vuol essere l’edizione del riscatto. Prima si rifanno le tette, adesso vogliono anche rifarsi l’anima.