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 2007  settembre 21 Venerdì calendario

MILANO

La Fiat ha venduto l’1,83% circa di Mediobanca che aveva già svincolato dal patto di sindacato dell’istituto nei mesi scorsi, in occasione del rinnovo. Torino in una nota precisa di aver ceduto la quota a Goldman Sachs in vista di un collocamento presso investitori professionali e di aver realizzato una plusvalenza di circa 118 milioni.
Una mossa dunque annunciata con l’uscita del Lingotto dall’accordo parasociale della banca d’affari guidata da Alberto Nagel. La cessione di ieri è comunque un passaggio intermedio per le azioni che non sono legate da obblighi di prelazione e possono essere vendute liberamente sul mercato. Diversamente dal 9,4% di Piazzetta Cuccia detenuto da Unicredit-Capitalia, incluso nel patto e che dev’essere ceduto in seguito alla fusione. L’Antitrust ha fissato alcuni «paletti», ma la partita per la vendita è già entrata nel vivo. Non mancano perfino «prenotazioni » pubbliche. Come quella di Gianni Zonin, numero uno della Popolare di Vicenza, che ha confermato l’ interesse. Piazzetta Cuccia ha tempo fino al 31 dicembre, ma porterà a termine il mandato a vendere nelle prossime settimane. La quota potrebbe essere ricollocata per buona parte fra i pattisti in modo da non alterare gli equilibri fra i diversi gruppi che partecipano all’accordo parasociale, cioè banche (gruppo A), imprese industriali (B) e «nocciolo» francese (C). Secondo le restrizioni definite dall’Antitrust i pattisti che intendono incrementare la quota non devono avere legami con Unicredit o essere partecipati da Mediobanca o Generali. Paletti che potrebbero essere applicati a più di un partecipante all’accordo e in particolare a soggetti come Commerz, Fonsai o Mediolanum, che ha più volte manifestato l’interesse a crescere.
 poi probabile non manchi qualche acquirente «new entry », che entrerebbe così nell’accordo parasociale. Nelle scorse settimane si sono fatti i nomi di Benetton e Fininvest, e la Vincentina si è già dichiarata pronta ad accettare un proposta. Soggetti che non avrebbero problemi con le regole Antitrust (nessuno è concorrente di Mediobanca o partecipato dall’istituto). E, come nel caso in particolare dei Benetton o di Zonin, per il management della banca d’affari si tratta di «vecchie conoscenze», visto che Piazzetta Cuccia ha lavorato con loro in più occasioni.
Lunedì intanto si riuniscono in Mediobanca il consiglio di gestione guidato da Renato Pagliaro e quello di sorveglianza presieduto da Cesare Geronzi. Il primo sui conti annuali. Il secondo avrà sul tavolo anche i regolamenti e la nomina del segretario.