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 2007  settembre 21 Venerdì calendario

DAL NOSTRO INVIATO

NEW YORK – Walter Cronkite, leggendario «anchor man» della Cbs ritiratosi nel 1981 dopo aver raccontato agli americani la guerra del Vietnam e la conquista della Luna e aver pianto con loro per l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, sta per tornare in pista a 90 anni suonati: anche se l’accordo non è stato ancora firmato, la Retirement Living TV, un canale televisivo dedicato alla «terza età», ha annunciato che Cronkite terrà un sua rubrica settimanale.
John Erickson, il miliardario che ha costruito la sua fortuna sul «business» degli anziani, da tempo sta cercando di costruire una programmazione che attiri e metta a suo agio un pubblico che non sa (e non vuol sapere) cosa sia Mtv, che ha nostalgia dei «format» televisivi di venti o trent’anni fa, ma che non si accontenta di vecchi sceneggiati riciclati. Erickson ha scommesso soprattutto sui baby boomers,
i 78 milioni di americani nati tra il 1946 e il ’64, la generazione più numerosa e ricca della storia americana, che hanno cominciato a varcare la soglia dei 60 anni nel 2006. un mercato sterminato e con caratteristiche nuove che è già da anni conteso dalle industrie di molti settori – dalle grandi moto cromate cavalcate più dai cinquantenni che dai ventenni, rese più leggere e facili da guidare, agli elettrodomestici ergonomici – ma per il quale le televisioni non avevano ancora confezionato un’offerta specifica.
L’imprenditore ha cominciato con i quartieri residenziali per gli anziani: non case di riposo per settantenni benestanti che non chiedono niente più di una poltrona sotto un portico e un clima mite, ma villaggi per una nuova «terza età» ancora piena di energia che vuole palestre, cerca lavori part-time, organizza viaggi. Gente che, per dirla in termini musicali, ha più nostalgia di Frank Zappa che di Frank Sinatra.
A questo esercito di signori di mezza età che spesso indugiano in atteggiamenti giovanilistici, ma che guadagnano molto più dei giovani e hanno un patrimonio molto più vasto, non era stato ancora offerto un messaggio televisivo tarato sui problemi dell’invecchiamento. Le emittenti nazionali, convinte che i «boomers» avrebbero rifiutato il ghetto di un canale specializzato, hanno fin qui preferito diluire le questioni relative alla terza età nei programmi per la famiglia dedicati, ad esempio, ai problemi della salute. Per il resto si è cercato di sedurre questa fascia di pubblico con qualche sceneggiato che ha il gusto «retrò» degli anni 70.
Viste le alterne fortune di questi esperimenti, un anno fa Erickson ha deciso di battere una strada diversa: trattare i problemi di chi invecchia in modo diretto, ma rivolgendosi a un pubblico molto ampio – tutti gli «over 55» – e offrendo agli spettatori indicazioni di ogni tipo: dai viaggi avventurosi per pensionati che finalmente hanno tempo e denaro per andare a scoprire il mondo, ai consigli per la salute; dalla gestione delle crisi depressive che possono insorgere quando si smette all’improvviso di lavorare, mentre il coniuge è ancora attivo, alle storie di vegliardi iperattivi che, arrivando sulla Retirement Living TV, smettono di essere percepiti come personaggi un po’ patetici per diventare gli idoli di alcuni milioni di telespettatori. Il canale, diffuso attraverso le emittenti via cavo Comcast e Direct Tv, raggiunge, infatti, un mercato potenziale di 26 milioni di famiglie. Un caso che ha appassionato e fatto discutere è quello di James Hylton, un ex pilota di auto da corsa che negli ultimi anni aveva gestito una scuderia, gareggiando qualche volta in competizioni minori e che pochi mesi fa si è visto offrire la possibilità di partecipare a una gara del campionato Nascar, il più popolare d’America, con un bolide tutto suo e una squadra di meccanici, proprio grazie alla sponsorizzazione della Retirement Tv. Hylton non ha ottenuto un tempo che gli consentisse di disputare la gara, ma è entrato nella storia come il più anziano pilota che abbia mai partecipato alle qualificazioni, ha catalizzato per giorni l’interesse dei telespettatori e ha provocato anche un dibattito acceso sui temi della sicurezza visto, ad esempio, che in campo aeronautico è considerato insicuro (e quindi vietato) far pilotare un jet a un ultrasessantacinquenne.
La mossa della Retirement Tv è stata sicuramente spregiudicata, ma lo spirito della rete è proprio questo: evitare di apparire ai telespettatori un grigio ghetto per anziani alternando trasmissioni «pedagogiche» (ad esempio quelle che invitano a programmare per tempo il trasferimento dalla casa su due piani nella quale si sono allevati i propri figli a un nuovo alloggio più piccolo e senza scale interne) a rubriche che spiegano come si può fare
rafting tra le rapide del Colorado senza rischiare troppo, che hanno il fascino e il ritmo del «reality».
Un’impresa nata per un mercato nuovo e in qualche modo collegata a un’esperienza immobiliare (le residenze per anziani) ha anche partorito un modo nuovo e curioso di reclutare il suo personale. Ora che il mercato pubblicitario ha iniziato a mostrare interesse per una rete tv che si rivolge con qualche successo ad un mercato sterminato e ricchissimo (gli americani ultracinquantenni guadagnano molto più dei trentenni e hanno un patrimonio cinque volte superiore), Erickson ha deciso di investire ben 100 milioni di dollari nella sua tv e di reclutare grandi firme. Ma all’inizio il suo tentativo era apparso a molti temerario e lui stesso aveva fatto ampio ricorso al lavoro volontario, compreso quello di anziani desiderosi di mantenersi in attività e degli assistenti sociali che vivono con loro nei villaggi.
 così che Sherry Parrish, dopo un paio di apparizioni casuali nei programmi della rete, si è sentita offrire un ruolo di conduttrice. «Scherzate? Ma non vedete che sono bassa, grassa e ho 54 anni?», ha risposto incredula. « esattamente ciò di cui abbiamo bisogno», è stata la risposta perentoria. E così, dopo aver lavorato per 13 anni come geriatra tra i 2.400 ospiti di Charleston, un villaggio costruito da Erickson vicino a Baltimora, Sherry ha cominciato a condurre un nuovo show quotidiano nel quale problemi come l’isolamento sociale o la sessualità degli anziani vengono trattati con un taglio a cavallo tra il documentario e il «reality». Trasmissioni centrate su storie come quella di un operaio di Chicago che, prepensionato dalla sua azienda e senza soffrire di alcuna ristrettezza economica, si fa prendere da un senso di inutilità precipitando nell’inedia e trasformandosi in obeso. Fino a quando il team della Retirement tv lo spinge a risollevarsi, a frequentare una palestra e a iniziare a lavorare come volontario. Da relitto a filantropo: un altro pezzo dell’«American dream» che si realizza. In diretta tv.