Fulvia Amabile, La Stampa 20/9/2007, pagina 3., 20 settembre 2007
Quattro napoletani si sono inventati lo scéc o Sconto che cammina, moneta alternativa che prende il nome da una battuta di Totò in "Miseria e nobilità” («Noi adoperiamo gli scèc!»)
Quattro napoletani si sono inventati lo scéc o Sconto che cammina, moneta alternativa che prende il nome da una battuta di Totò in "Miseria e nobilità” («Noi adoperiamo gli scèc!»). Le banconote, in quattro tagli, sono realizzate prendendo come spunto le carte napoletane (l’asso, il 2, il 5 ed il 10 di denari). Il meccanismo è semplice: ci si iscrive all’Associazione e si ottiene gratis una certa quantità di scec per avere sconti negli esercizi commerciali che aderiscono all’iniziativa. Nell’elenco, sul sito www.progettoscec.com, ci sono commercianti di vario tipo (alimentari, sanitari, benessere personale e altro) ma anche elettricisti, idraulici, pittori, ottici, liberi professionisti. In circolazione a Napoli da quattro mesi, lo scéc è ora utilizzato da 508 iscritti, di cui 120 privati e 95 esercizi commerciali, per un totale di 31.700 banconote in circolazione (il corrispettivo di oltre 30 mila euro). Un mese dopo la nascita lo scec ha avuto la benedizione ufficiale di Beppe Grillo e ora l’iniziativa si sta estendendo in tutt’Italia. A Roma c’è EcoRoma (www.ecoroma.org) già attivo col suo circuito di negozi, artigiani e professionisti dove andare con i Buoni Spesa dell’associazione. Stanno studiando l’operazione moneta alternativa anche gruppi di Amici di Grillo di Firenze, Vicenza e Trieste. Esperimenti identici (progetto Tau e progetto Thyrus) sono presenti a Lucca e a Terni.