Guido Santevecchi, Corriere della Sera 20/9/2007, 20 settembre 2007
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Un ex primo ministro britannico ossessionato dalla sua eredità politica sporcata dal sangue di una guerra in Medio Oriente che affida a un
ghost writer il compito di scrivergli le memorie. il protagonista di «The Ghost», il nuovo libro di Robert Harris, l’autore che con «Fatherland», «Archangel », «Pompei», «Imperium», ha venduto milioni di copie. E chi ha letto le bozze a Londra non ha faticato a riconoscere in Adam Lang una trasposizione di Tony Blair e delle sue piccole debolezze, come la passione per il make up che lo aiutava a nascondere il pallore anche nelle situazioni più drammatiche (l’uomo della Terza Via ha messo in conto al contribuente 1.800 sterline in cosmetici tra il 1999 e il 2005).
Harris ha sempre mischiato spunti reali e fantasia per i suoi romanzi: in «Fatherland» immaginava che Hitler avesse vinto la guerra, in «Archangel» rintracciava un figlio segreto di Stalin, «Imperium» racconta l’ascesa di Cicerone. Oltretutto lo scrittore, in passato giornalista politico, è stato un blairista della prima ora, amico e sostenitore del primo ministro fino al disincanto per l’invasione dell’Iraq. Quindi sa certamente molte cose sulla vita dietro il portone con il numero 10 di Downing Street.
E qui viene il punto: lavorando alle memorie il ghost writer, lo scrittore ombra, scopre particolari che il premier aveva seppellito; tra l’altro che Adam Lang si era infilato in un triangolo sentimentale pericoloso, tra una moglie ambiziosa di nome Ruth e una consigliera devota e affascinante, Amelia. Tony Blair aveva in effetti una assistente particolare: Anji Hunter, amica fin dai tempi in cui erano ragazzi. Una delle due sole persone che potevano permettersi di entrare nello studio del primo ministro senza bussare (l’altro era Alastair Campbell, l’anima nera di Downing Street); la consigliera da cui tutti dovevano passare per ottenere udienza dal capo; tanto vicina da scegliergli le cravatte per gli impegni pubblici. E che naturalmente non piaceva per niente a Cherie.
La signora Blair si lamentava perché Anji trascorreva più tempo di lei con Tony. Una volta la definì «quella maledetta donna» e un’altra le gridò di uscire dalla stanza d’albergo del primo ministro mentre stava ripassando con lui la traccia di un discorso. La gelosia di Cherie non aveva ragione di essere, perché il rapporto tra i due secondo tutte le testimonianze è sempre stato professionale. Sta di fatto che nel 2001 Anji Hunter lasciò improvvisamente la squadra di Downing Street per diventare direttrice delle comunicazioni alla BP. Il tempo non sembra aver stemperato l’avversione di Cherie: quando l’anno scorso Anji, che ora ha 52 anni, ha sposato un giornalista di Sky News, alla festa c’era tutto il circo della politica, con Tony ospite d’onore. Tutti hanno notato l’assenza della signora Blair.
Nel thriller («The Ghost» uscirà anche in Italia a ottobre edito da Mondadori) Amelia resta al fianco di Adam Lang e ha una relazione in piena regola extraconiugale con lui. Robert Harris ha già smentito qualunque illazione: «Il primo ministro del mio libro è una figura di pura fantasia; non ho nemmeno specificato a quale partito appartenga ».
Eppure, ci sono altri dettagli intriganti: Amelia fuma e Anji era in effetti l’unica a permettersi una sigaretta a Downing Street. E poi «Amelia aveva 45 anni ma ne dimostrava 10 di meno», proprio come Anji che era definita «l’arma segreta» di Blair per la capacità di affascinare gli avversari politici. Tutte e due hanno «occhi grandi, belli e chiari ».
Anji Hunter non ha voglia di parlare del libro e tradisce anche un certo fastidio quando risponde: «Non ho mai sentito nominare Robert Harris e non ho mai letto nulla di suo».
Chissà se leggerà un altro libro: l’autobiografia di Cherie per la quale Mrs Blair ha firmato ieri un contratto da un milione di sterline e che promette «un ritratto di famiglia caldo e intimo». Quanto basta per far tremare l’establishment laburista.
Guido Santevecchi