Corriere della Sera 20/9/2007, 20 settembre 2007
MILANO
La Provincia di Milano perderà oltre la metà degli amministratori delle società partecipate. Lo ha annunciato il presidente Filippo Penati (Ds), giocando d’anticipo sull’entrata in vigore, il prossimo 22 novembre, della cosiddetta «legge Lanzillotta», il dpcm che recepisce le indicazioni della finanziaria 2007 sul numero di componenti il board delle società controllate dagli enti locali. Secondo una nota diffusa dalla Provincia milanese, gli amministratori «passeranno da circa 262 a 122, con un taglio di 140 componenti». Un tornado anche politico, visto che in genere i cda sono il frutto di meticolosa spartizione politica. Spiega Filippo Penati che «da Milano deve arrivare un segnale forte.
Noi tutti dobbiamo confrontarci con il testo della Lanzillotta non per eluderlo ma per applicarlo». Secondo il presidente della Provincia, infatti, «in tutta Italia sono iniziate le grandi manovre per aggirare il provvedimento». E dunque, Penati inviterà «tutto il consiglio provinciale a pronunciarsi con chiarezza: questa è una vicenda che chiede a tutti il massimo di responsabilità». Anche per gli amministratori che verranno – i cda saranno azzerati e poi ridesignati – si profila una robusta cura dimagrante. La legge prescrive che i presidenti di società possano percepire al massimo l’80% del compenso che spetta al presidente (o al sindaco) dell’istituzione di riferimento, il 70% ai consiglieri. Penati annuncia che proporrà di abbassare i tetti: «Per gli incarichi operativi in società importanti, la regola potrebbe creare difficoltà nel trovare personalità adeguate. Ma per i consiglieri semplici, il 70% a me pare troppo».