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 2007  settembre 20 Giovedì calendario

Libro in Gocce. Asia. Dal nome del re Assuwa. Il suo regno si trovava nell’Anatolia occidentale, tra il Caistro e la valle dell’Ermo (territorio corrispondente alla Lidia classica), e fu conquistato nel secondo millennio, secondo alcuni nel XIII secolo a

Libro in Gocce. Asia. Dal nome del re Assuwa. Il suo regno si trovava nell’Anatolia occidentale, tra il Caistro e la valle dell’Ermo (territorio corrispondente alla Lidia classica), e fu conquistato nel secondo millennio, secondo alcuni nel XIII secolo a.C., dal re ittita Tutchalijas IV, secondo la tesi più moderna nel XV secolo a.C., dal re ittita Tutchalijas II. Lidia. Tra il VII e il VI secolo la formazione di un impero lidio che comprendeva gran parte della penisola anatolica fece sì che il termine Asia indicasse tutta l’Asia Minore (così Saffo e Mimnerno). Poi Ciro il Grande conquistò questa regione e l’Asia fu identificata con l’intero dominio degli Achemenidi. Infine, poiché nessuno in Grecia aveva la minima possibilità di valutare esattamente l’estensione e i limiti dell’impero persiano verso il Nord e il Nord-est, il termine fu usato per designare una "parte del mondo". Sole. Secondo un’altra opinione, Asia deriverebbe dall’accado asu, ”sorgere”, così come Europa da erebu, ”entrare” (detto del sole, ”tramontare”), concetti corrispondenti a Oriente e Occidente. Europa. Dal nome dell’antica divinità ctonia della Beozia. Così come il toponimo ”Asia”, anche il termine Europa col tempo è usato per indicare il territorio via via più vasto in connessione con gli avvenimenti politici che interessavano la Beozia. Finché nel VI secolo ”Europa” indica la parte del mondo corrispondente alla Grecia continentale non peloponnesiaca, contrapposta all’Asia. Rapimenti. Il ratto di Elena è raccontato da Erodoto come emblema dell’antitesi tra Oriente-Occidente, Asia-Europa: "Dicono i Persiani che essi asiatici non fecero alcun conto delle donne loro rapite; e gli Elleni invece per una donna spartana raccolsero una gran spedizione e poi, venuti nell’Asia, abbatterono la potenza di Priamo. D’allora, dicono i Persiani, essi considerarono sempre nemica la stirpe dei Greci. L’Asia infatti e le stirpi che vi abitano i Persiani considerano come proprie; e l’Europa, invece, e il mondo ellenico, giudicano del tutto separati". Tiranno. Concetto e nome popolare greco, indica prima il ”signore”, poi, già nei primi del sesto secolo a.C., con tono di disprezzo, ”colui che fonda la sua autorità sulla forza”. "Proprio qui, nel tono dispregiativo che il termine assume, è l’aspetto propriamente ellenico del concetto di tiranno. L’etica aristocratica greca, la quale naturalmente si continua nell’etica democratica, ha sentito l’aspetto negativo della violenza politica. un grande dono, questo, dell’etica greca alla cultura universale: è, in fondo, la scoperta della connessione fra politica e vita morale". Isonomia. L’esistenza di leggi uguali per i cittadini di una stessa polis, che garantisce anche gli uomini liberi di condizione inferiore. Si afferma in Grecia nel settimo secolo a.C., quando entrano in crisi le aristocrazie: gli scambi commerciali tra Fenici e Greci dei secoli nono e ottavo avevano arricchito le aristocrazie greche (che degli orientali avevano imitato il gusto per l’arte e la gioia per il ”vano lusso”, abrosyne), ma impoverito i liberi di condizione inferiore. Da qui l’esigenza del nomos, la legge, come freno alla ricchezza e al ”vano lusso”. Occidente. "I Greci hanno scoperto qualcosa che gli Orientali non sospettavano: l’esigenza isonomica. Questa fu la nascita dell’Occidente". Ploûtos. Eraclito, tra i maggiori critici del ploûtos, la ”ricchezza” aristocratica, era proprio il rampollo della massima famiglia aristocratica di Efeso. Esigenza. Salomone fu Il primo ad avvertire l’esigenza isonomica. "Se avesse Salomone imposto con la violenza l’accettazione della sua legislazione, avrebbe dato modo, ai suoi avversari, di considerarlo tyrannos; ma in lui era pur chiara quell’esigenza etica, che gli impedì di farsi tyrannos, e di cui egli stesso, con piena coscienza, si vanta". Dêmos. Parola di origine indoeuropea per indicare gli ”uomini al seguito”. Nel formulario costituzionale greco finisce per indicare lo stato, in quanto ad esso partecipano tutti gli uomini liberi, anche quelli di condizione inferiore.