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 2007  settembre 19 Mercoledì calendario

OMA – Anche lui adesso vuole far sentire la sua voce. Anche lui, come suo fratello Franco, non sopporta di essere stato escluso dalla conferenza nazionale sul clima

OMA – Anche lui adesso vuole far sentire la sua voce. Anche lui, come suo fratello Franco, non sopporta di essere stato escluso dalla conferenza nazionale sul clima. Lui è un altro fratello di Romano Prodi: Vittorio, professore universitario di Fisica. «Ma adesso sono il primo-vicepresidente della commissione parlamentare europea sul cambiamento del clima», dice. E lamenta: «Non hanno invitato me alla conferenza sul clima, ma nemmeno il presidente che è un altro italiano, Guido Sacconi. Una cosa insensata».  stata istituita in maggio questa commissione europea sul cambiamento climatico. E Jeremy Rifkin (l’economista che Alfonso Pecoraro Scanio ha chiamato come consulente al ministero) non ha esitato a definirla «qualcosa di infinitamente importante». «Eppure nessuno in Italia ha sentito l’esigenza di coinvolgerci», ribadisce Vittorio Prodi e viene spontaneo chiedergli se rivolge anche a suo fratello premier l’accusa per il mancato invito. Vittorio Prodi non si scompone. E come suo fratello Franco non se la prende con l’altro fratello presidente del Consiglio. Spiega: «Ci sono i canali istituzionali, le questioni di parentela non hanno senso. Non è mica stato Romano ad organizzarla la conferenza». Il fratello Franco per protestare dell’esclusione dalla conferenza sul clima ha preso carta e penna e ha scritto a Fabio Mussi, ministro dell’Università, a nome di tutti i professori ordinari di climatologia. «Noi come riferimento abbiamo cercato il parlamento italiano», spiega invece Vittorio Prodi. Che con il fratello climatologo non si trova d’accordo soltanto sulla linea di comportamento istituzionale. Dice, infatti: «Non posso che condividere la distanza presa da Franco sull’allarmismo gratuito che è stato lanciato per il nostro Paese. Non si può dire che per quanto riguarda il clima l’Italia è più a rischio di altri paesi. Non ha senso». Così come anche per Vittorio Prodi non hanno senso quei dati della conferenza che parlavano di un aumento della temperatura nel nostro Paese quattro volte superiore al resto del pianeta. Ma la protesta di Vittorio va oltre. Sostiene, il fratello del premier: «Dovevano dare una visione internazionale a questa conferenza. Perché il problema del clima è il complesso delle politiche che devono essere messe in moto subito. Bisognava parlare di Kyoto. Bisognava parlare della revisione dei permessi di emissione, fondamentale, visto che oggi si va avanti per serie storiche. Ovvero: chi ha inquinato di più può continuare ad inquinare di più. Servono nuove regole ».