Varie, 18 settembre 2007
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DeLaRosa Pedro
• Barcellona (Spagna) 24 febbraio 1971. Pilota di Formula 1. Collaudatore della McLaren • «Un bravo gregario porta a tracolla i tubolari di scorta, riempie la borraccia, non scavalca mai il suo campione. E in questo Pedro de la Rosa [...] famiglia benestante, studi in economia, è il gregario perfetto. ”Fernando, è stato identificato il gas che la Ferrari usa per le gomme: lo dovremo provare...” scrive ad Alonso in una delle email che gli hanno cambiato (in peggio) la vita. Il terzo uomo della spy story, il collaudatore McLaren alla base del triangolo diabolico, è un veterano della F1 con un rocambolesco secondo posto in un piovosissimo Gp d’Ungheria come miglior risultato (era il 2006, sostituiva Montoya), così devoto alla madre da portarne il cognome (all’anagrafe è Pedro Martinez de la Rosa), un ragazzo pacato e sensibile che da quando sono state pubblicate le motivazioni della sentenza Fia ha perso il sonno: ”Mi hanno usato come capro espiatorio, mi hanno lasciato nudo”. Pedro aveva un sogno: essere il primo pilota spagnolo a vincere un Gp di F1. Ha mollato l’Università, ha fatto la gavetta nella Formula 3 giapponese (’Ogni due giorni una scossa di terremoto: la prima volta scappi, poi ti abitui”), ha esordito sulla Arrows portando in dote alla scuderia uno sponsor ricco e potente come Repsol, multinazionale del petrolio. Poi è arrivato Alonso, e il timido Pedro si è rimesso in tasca tutti i suoi sogni. Siccome non è stupido, si è alleato con la sua nemesi, diventandone buon amico. [...]» (Gaia Piccardi, ”Corriere della Sera” 18/9/2007).