Varie, 18 settembre 2007
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CHABAL Sébastien Valence (Francia) 8 dicembre 1977. Giocatore di rugby • «[...] ”Attila” (uno dei suoi soprannomi) è l’esatto contrario della serie ”gli dei dello stadio”, cioè i patinati, palestrati, lampadati eroi di calendari e passerelle [
CHABAL Sébastien Valence (Francia) 8 dicembre 1977. Giocatore di rugby • «[...] ”Attila” (uno dei suoi soprannomi) è l’esatto contrario della serie ”gli dei dello stadio”, cioè i patinati, palestrati, lampadati eroi di calendari e passerelle [...] 1,92 per 114 kg, 49 di piede, voce cavernosa, è quello che è: non mangia, piuttosto manda giù anche in quantità industriali (’ la mia benzina”), soprattutto quando è in Inghilterra (’Non lo chiamerei cibo”); confessa che gli piacciono le macchine (’Avevo la possibilità di provare una F.1, ma non sono riuscito a entrarci”), ma l’unica che possiede è una Smart (’Modificata: non nel motore, ma nei sedili”); e quando in Nazionale è stato sottoposto a una scuola di sopravvivenza, con prove di resistenza umana, alla fine si è rivolto agli istruttori-stuntmen domandando ”Ma quand’è che si attacca con le cose serie?”. [...] ha conosciuto il rugby tardi (’Avevo 17 anni”), ed è stato il suo primo sport. Dal Beauvallon (sesta divisione) è passato al Valence (terza), poi al Bourgoin (Top 14) senza essere mai stato visto giocare. ”Mi è bastato scoprire quanto fossero grandi le sue mani – dice Michel Couturas, l’allenatore del Bourgoin ”: come due padelle. nato per giocare a rugby: noi usiamo la scienza per creare rugbisti, e lui li distrugge”. Kingsley Jones, suo coach ai Sale Sharks: ”Duro come il cemento e veloce come il vento”. E Thomas Castagneide, compagno di club: ”Ha le braccia così lunghe che può spegnere le luci senza alzarsi dal letto”. Una forza della natura. ”Però prendo il mio tempo, mi lascio vivere, faccio tutto all’ultimo momento – confessa ”. Sono un casinista, non mi organizzo, non prevedo, come-viene- viene. Per il momento, viene bene”. Gli viene bene anche la famiglia: ”Annick, la mia donna (1,55, ndr) è come me: disorganizzata e casinista”. [...]» (Marco Pastonesi, ”La Gazzetta dello Sport” 18/9/2007) • «[...] seconda linea della Francia, la meteorite di carne più grossa e potente che abbia colpito il pianeta ovale dai tempi di Jonah Lomu. Un atleta fuori scala, un fenomeno mediatico, il Corpo della nazione. Nel look però è l’opposto dell’ex ala degli All Blacks. Lomu era un enorme bambino calvo. Chabal è un mostro stracapelluto e strabarbuto, un titano con occhi di brace e braccia e mani smisurate. Una creatura da fumetto che ormai ha più soprannomi che peli: l’uomo delle caverne, Rasputin, Attila, Jesus, Hannibal Lecter, lo spaccaossi, il vikingo. In Inghilterra, dove gioca con i Sale Sharks, squadra dei dintorni di Manchester che l’Orco (eccone un altro) ha contribuito a portare allo scudetto dopo 130 anni di carestia, l’hanno battezzato ”Cantona del rugby”. Oppure Seabass, branzino, per la facilità con cui naviga dentro maul e ruck. O, ancora, l’Anestesista perché dopo un suo placcagggio sei pronto per il chirurgo. ”Sebastien è alto 194 cm, pesa 106 kg e ha solo il 7% di massa grassa - spiega il guru Jacques Brunel -. Non lo si può paragonare a nessun altro”. [...] ex allevatore di bestiame nella fattoria del nonno ed ex meccanico arrivato tardi al rugby, scoperto in fabbrica dagli osservatori del Beauvallon e subito arruolato a Bourgoin per la dimensione delle sue estremità, fuori dal campo sfodera sorrisi educatissimi, un tono di voce morbido, quasi tenero. [...] Non è un miracolo di tecnica. Il ct Laporte non lo ama, lo considera un jolly ingombrante e senza ruolo, ma ha dovuto rimetterlo in squadra a furor di popolo. Perché Chabal, il rugbista Cro-Magnon, è telegenico e in fondo piacione, assolutamente nazional-popolare. Dopo aver calpestato gli avversari cerca le telecamere, ingoia felice gli applausi. ”Per la Francia sono pronto a giocare ovunque”, bramisce. In un sondaggio pre-mondiale è risultato il più sexy di tutti. ”Perché Chabal ci piace tanto?”, si interrogava un giornale francese. Risposta: perché incarna il mito eterno dell’Uomo Forte, rude e rassicurante. Ma non erano i francesi, quelli raffinati?» (Stefano Semeraro, ”La Stampa” 18/9/2007).