Il Sole 24 Ore 14/09/2007, pag.23 Roberto Capezzuoli, 14 settembre 2007
Il barometro dei mercati segna altri rialzi. Il Sole 24 Ore 14 settembre 2007. A giudicare dalle quotazioni registrate ieri sui mercati agricoli, si potrebbe pensare che il peggio sia passato
Il barometro dei mercati segna altri rialzi. Il Sole 24 Ore 14 settembre 2007. A giudicare dalle quotazioni registrate ieri sui mercati agricoli, si potrebbe pensare che il peggio sia passato. Il frumento, sorvegliato speciale, in due giorni è sceso del 5% rispetto al recentissimo record storico realizzato al Chicago Board of Trade, il punto di riferimento per le derrate agricole. Il mais ha perso il 24% da fine febbraio, quando sulla stessa borsa merci aveva toccato il massimo decennale. Quanto allo zucchero raffinato, a Londra è scambiato intorno ai minimi biennali. In tensione restano i semi di soia, i cui prezzi a Chicago sono sui valori più alti degli ultimi tre anni. La tendenza di lungo periodo però resta orientata verso l’alto, incurante delle temporanee fasi ribassiste e della tranquillizzante "decapitazione" dei valori record. Il trend rialzista dei prodotti agricoli, già battezzato con il termine di "agflazione", non assumerà forse i connotati tumultuosi e allarmanti degli ultimi mesi, ma nemmeno lascerà il posto a un ridimensionamento solido e costante. Il clima, come è ovvio, giocherà sempre un ruolo decisivo sui movimenti dei prezzi nel breve e medio periodo. Lo si è visto proprio nel caso del frumento: le coltivazioni hanno accusato dapprima la siccità in alcune aree nordamericane, poi l’eccessiva pioggia nella primavera europea, infine ancora la siccità in Australia, un "granaio" che da tre anni delude i suoi affamati clienti. L’elemento nuovo, influente in particolare nei mercati dello zucchero, del mais e dell’olio di palma, è l’utilizzo di questi prodotti per la generazione di biocarburanti, nell’intenzione di allontanare la carenza di petrolio e di attenuare la dipendenza dall’Opec. Le ondate di interventi speculativi hanno investito lo zucchero nei primi mesi del 2006 e il mais all’inizio di quest’anno, con il risultato di accellerare a dismisura la produzione dell’uno e dell’altro e, quindi, di ridimensionarne le quotazioni. Lo stesso fenomeno potrà interessare indubbiamente anche il frumento, ma in quasi tutti i mercati agricoli la base dei prezzi sembra destinata ad attestarsi su livelli più alti rispetto alle precedenti medie di lungo periodo. Gli speculatori potranno anche voltare le spalle a un settore per gettarsi in un altro, ma la tendenza all’aumento dei consumi appare irreversibile, non solo per gli usi alternativi, come bioetanolo e biodiesel, ma anche e soprattutto per l’aumento della popolazione mondiale e per il maggior benessere che, fortunatamente, contagia buona parte dell’Asia. Ciò che Madre Terra può fornire, senza scompensi nella disponibilità di acqua e senza pesanti tributi di inquinamento, non può crescere velocemente e indefinitamente, anche se i casi dello zucchero e del mais possono farlo pensare. I prezzi alti oggi affliggono soprattutto i consumatori di pane e pasta, ma hanno anche altri effetti gravi, come quello di ridurre gli aiuti alimentari e di vanificare la lotta alla fame nel mondo. molto probabile che il prossimo effetto sia quello di rivedere i piani per l’uso di biocarburanti (un allarme in tal senso è appena venuto da un rapporto dell’Ocse) e di ripensare al veto contro gli Ogm, le coltivazioni geneticamente modificate. Roberto Capezzuoli