Stefano Bucci, Corriere della Sera 18/9/2007, 18 settembre 2007
Il fac-simile delle Nozze di Cana di Veronese esposto ora alla Fondazione Cini di Venezia starebbe dunque a testimoniare «l’originalità della ri-produzione »
Il fac-simile delle Nozze di Cana di Veronese esposto ora alla Fondazione Cini di Venezia starebbe dunque a testimoniare «l’originalità della ri-produzione ». Ma al di là del dibattito suscitato dall’operazione messa in piedi da quell’«antifalsario del XXI secolo» che è Adam Lowe, merita ricordare come la stessa collocazione dell’opera «in originale» abbia a suo tempo suscitato polemiche tra gli uomini del Louvre di Parigi dove il capolavoro del Veronese è attualmente conservato (si tratta della «più grande tela del museo»). Nella Salle des Etats (la numero 6 della Grande Galèrie) al primo piano dell’Ala Denon del museo, dal 1995 le Nozze si trovano proprio faccia-a-faccia (a trenta metri circa di distanza) con la Gioconda di Leonardo ovvero con il quadro forse più celebre del mondo. In mezzo a loro una cinquantina di quadri del Rinascimento veneziano, da Tiziano a Jacopo Bassano, disposti su pareti color ocra che dovrebbero offrire «una luce più naturale, una maggiore visibilità, una conservazione migliore» (i dipinti sono tenuti tutti a una temperatura costante di 28 gradi). La Monna Lisa si trova nel bel mezzo della sala (ottocento quaranta metri quadri in tutto) mentre il Veronese è collocato sulla parete opposta, tra due piccole porte di accesso. I lavori (durati più di quattro anni e guidati dall’architetto peruviano Lorenzo Piqueras) sono costati oltre cinque milioni di euro, quasi tutti a carico della tv giapponese Nippon Television Network. Ma la responsabile dei dipinti italiani del Louvre, Cecile Scaillierez, è sembrata fin da subito contraria a quell’allestimento: «La presenza della Gioconda rischia di congestionare l’intero percorso museale e di fatto finisce per impedire l’adeguata valorizzazione degli altri capolavori». Insomma chi va a vedere Monna Lisa, quasi mai si dedica alle Nozze di Cana. Nemmeno a quelle «in originale». Leonardo Da Vinci, «Monna Lisa», conservata al Louvre