Vittorio Monti, Corriere della Sera 18/9/2007, 18 settembre 2007
DAL NOSTRO INVIATO
SAN MARINO – Un capo di Stato in sedia a rotelle. Come Roosevelt, mitico presidente Usa. Senza i poteri di chi ha guidato il più forte Paese del mondo ma con una virtù esclusiva: interpretarsi come simbolo della caduta delle barriere architettoniche.
Questa è l’antica Repubblica della libertà, terra avanzata ma anche chiusa nelle tradizioni. Da lunedì primo ottobre avrà al vertice istituzionale un uomo paralizzato da un incidente stradale ma non per questo imprigionato. San Marino sta attrezzandosi per rendere agibili i palazzi del potere a chi è costretto a muoversi sulla carrozzina. Anche il cerimoniale di investitura ha subito modifiche. La speranza è che l’azzeramento degli ostacoli all’handicap diventi la vocazione del Paese.
«Vorrei che cadessero certe barriere mentali, poi anche le altre crollerebbero di conseguenza», dice l’uomo chiamato alla suprema magistratura della piccola repubblica. Si chiama Mirko Tomassoni, ha 38 anni, nel 1998 fu vittima di un incidente stradale disastroso. Era nella polizia municipale, agente in servizio, c’è rimasto con mansioni amministrative. Adesso è stato chiamato al ruolo di Capo di Stato. San Marino ha la singolare prerogativa di assegnare la massima magistratura civile non a un solo uomo ma a due, che restano in carica sei mesi.
Fece notizia quando molti anni fa l’incarico toccò per la prima volta a una donna. Ne farà altrettanta ora.
Tomassoni, sposato con la sudamericana Xiomara Munoz Guerriero, padre di una bimba di due anni, sa che la sua elezione può significare molto per il mondo dell’handicap e sicuramente darà impulso al parlamento (Consiglio grande e generale) in questo senso. Intanto osserva come vanno avanti i lavori per metterlo in condizione di affrontare il nuovo incarico. Tutti gli edifici pubblici ora sono a norma. Anche gli scranni reggenziali sono stati adattati per essere agibili con la sedia a rotelle e tenendo conto che i due Capitani Reggenti dovrebbero figurare alla stessa altezza. Lo Stato ha acquistato un automezzo allestito appositamente per trasportare una persona invalida. Naturalmente anche il cerimoniale dovrà tenere conto della situazione, anche quando la prima carica della Repubblica sarà in viaggio ufficiale all’estero e dovrà essere ricevuta con gli stessi onori che competono ai grandi della Terra. Intanto Mirko Tomassoni vive giorni di grande attesa: «In famiglia siamo un po’ eccitati e un po’ agitati». Da quando ha ricevuto la designazione, sente di trovarsi al centro di un’attenzione e di una aspettativa molto alte, perché al suo esempio e al suo impulso guarda con speranza tutto il mondo dei disabili.
Si sta già attrezzando per i nuovi compiti: «Ho fatto modificare l’altezza della carrozzina elettrica per potermi infilare agevolmente sotto i tavoli dei troni reggenziali».
Basta avere visto anche soltanto in cartolina San Marino, in cima al monte Titano, per rendersi conto delle maggiori difficoltà locali di una vita in carrozzina. «So che stanno lavorando molto per facilitarmi i movimenti», dice Tomassoni che interpreta quanto sta accadendo come una spinta alla vittoria sulle barriere. in sostanza la battaglia che porta avanti da tempo, avendo fondato anche Attiva- Mente, associazione culturale che si batte in favore dell’handicap.
Politicamente è stato espresso dal Pds, il partito al governo che unisce l’area che in Italia ha per segretario Fassino e i socialisti. Ma non è uno dei leader della Repubblica, non ha mai avuto incarichi esecutivi. Tuttavia la sua ascesa alla prima carica è già diventata emblematica. Dalla sua sedia a rotelle potrà far camminare San Marino più rapidamente sul tema dei diritti per tutti i cittadini, anche se disabili. Per i quasi 30 mila abitanti non esiste un censimento dell’invalidità, come premessa per interventi sulle persone. «Spero che entro l’anno prossimo venga adottato nel nostro piano sanitario».
CAPO DI STATO
Mirko Tomassoni, 38 anni, è capo di Stato a San Marino. Nel tondo a sinistra il presidente Usa Roosevelt