Vanity Fair 20/09/2007, pagg.152-160 Enrica Brocardo, 20 settembre 2007
In cella con Ridge. Vanity Fair 20 settembre 2007. Otto e mezzo del mattino, 25 agosto. La colazione che apre l’undicesimo raduno internazionale degli appassionati di Beautiful è appena cominciata
In cella con Ridge. Vanity Fair 20 settembre 2007. Otto e mezzo del mattino, 25 agosto. La colazione che apre l’undicesimo raduno internazionale degli appassionati di Beautiful è appena cominciata. In una sala all’ultimo piano dello Sheraton Universal Hotel di Los Angeles, piatti di dolci e uova strapazzate vengono ordinatamente depositati sui 17 tavoli da 10 posti l’uno, dove i fan sono già seduti. Attendono l’arrivo degli attori scelti per presenziare al primo appuntamento di questa giornata di incontri ravvicinati tra pubblico e celebrity. La prima domanda che mi viene in mente, dopo aver dato uno sguardo panoramico, è: qual è il peso medio dei fan di Beautiful? In sala ci sono uomini e donne, con una leggera prevalenza femminile, di un’età media tra i quaranta e i cinquant’anni e una corporatura prevalente compresa in quella fascia che i dietologi definiscono tra il sovrappeso e l’obeso. Sulla soap opera prodotta dalla Cbs, che ha appena festeggiato il ventesimo compleanno (la prima puntata andò in onda il 23 marzo 1987), si possono reperire parecchie statistiche e numerologie. Intanto il numero di puntate: 5.149 quelle realizzate al momento del raduno. In Italia, dove siamo indietro di circa quattro mesi, il 24 agosto scorso (primo giorno di ripresa della programmazione, dopo una mini pausa estiva di una settimana) è andata in onda, su Canale 5, la numero 4.975. In tutto, gli attori che fanno parte del cast sono 76; 15 i personaggi principali; 60 i matrimoni celebrati finora, di cui 11 della serial wife Brooke Logan. Beautiful, il cui titolo originale è The Bold And the Beautiful, qualcosa tipo «audaci e belli», da cui la sigla B&B, va in onda in 140 Paesi del mondo (di cui 2 in Medio Oriente, Israele e Dubai; 22 in Europa; 6 in Africa, dal Botswana alla Namibia). AUTOGRAFI E DOLCETTI La curiosità per il dato mancante (il peso medio dei fan) non è pura malignità: a farla emergere naturalmente è l’evidente differenza tra la loro stazza e quella degli attori che, intanto, hanno preso posto davanti ai loro piatti, seduti in fila su un palchetto a favore di pubblico. Per essere qui, ogni fan ha pagato 90 dollari. Di più, 150, per il pranzo, in programma lo stesso giorno, nello stesso albergo, a partire dalle 11 e mezzo. In tutto circa 450 persone, «un record», dicono gli organizzatori. Non hanno certo pagato per il cibo. Al termine delle pietanze, verranno incoraggiati a mettersi in fila per chiedere autografi e una foto, vicini o persino abbracciati a chi per anni hanno visto soltanto dentro a uno schermo. A quattro signore che festeggiano il compleanno viene concesso il privilegio di un bacio. Ogni fan, inoltre, potrà tentare di rivolgere una domanda alle star, scrivendola su una question card appositamente fornita. I quesiti scelti finiscono nelle mani di John McCook, ovvero Eric Forrester, veterano della serie, qui in versione di presentatore: «Come memorizzi le battute?». «È imbarazzante stare sul set con addosso solo biancheria intima?», domanda, per procura, ai suoi colleghi. Anche dal vivo, tutti gli interpreti di Beautiful appaiono in forma, in modo persino sospetto. A cominciare dalle celebrity della colazione: Winsor Harmon (Thorne Forrester), 44 anni a novembre, e i più giovani William DeVry (Storm, fratello di Brooke), Dax Griffin, ovvero il misterioso Shane McGrath, e Drew Tyler Bell, nel ruolo di Thomas Forrester, figlio di Ridge e Taylor. Nella sua precedente incarnazione di ragazzino paffuto (lo interpretava l’allora dodicenne Patrik Dorn) è stato «soppresso» nel 2003, alla puntata 4.102. riapparso un anno dopo, reincarnato nel corpo più asciutto e muscoloso di Bell. In mezzo a loro c’è Jennifer Gareis, alias Donna Logan, la sorellina di Brooke: il tipo magro con curve che, qui a Los Angeles, sembrerebbe l’unico modello di donna esistente. Allo Standard Hotel su Sunset Boulevard, dove la produzione ha alloggiato i giornalisti, a tutte le ore del giorno e della notte decappottabili e Suv rilasciano tonnellate di signorine simil Jennifer. Le vedi avanzare nella lobby su tacchi a spillo moderatamente sollecitati - seni a parte - dalla magrezza tonica di chi ha sostituito i pasti dell’ultima settimana con altrettante sedute di palestra. IN BAGNO CON ERIC Nei due giorni precedenti il raduno dei fan, durante le interviste di gruppo con i protagonisti della soap, tra i quesiti ricorrenti da parte dei giornalisti c’era quello sulla forma fisica. Ricorrenti anche le risposte: no, non mi sono rifatta/o niente; sì, faccio molta attività fisica, infatti ho una palestra in casa; ovviamente mangio solo cibo sano. Approfittando dell’assenza dal set di John McCook, gli incontri si erano svolti nel suo camerino. Su una parete ci sono due fotografie, stesso soggetto a molti anni di distanza: McCook con tre dei suoi quattro figli, quelli avuti con Laurette Spang, con la quale è sposato dal 1980. Nell’immagine dove sono più piccoli c’è scritto Why I do this, perché faccio questo (lavoro), nell’altra Why I’m still doing this, perché continuo a farlo. Non so se qualche fan mi invidierà, ma ho fatto pipì nel bagno di John-Eric. Due volte. E, durante la visita negli studi, mi sono pure seduta alla scrivania del set-soggiorno di Brooke, montato di fronte al set-casa al mare di Ashley Abbott. Personaggio (dirigente di una casa di cosmetici), e relativa attrice, Eileen Davidson, hanno traslocato qui di recente, dalla puntata 5.014. Il viaggio è stato breve, lo spazio del corridoio che separa il set di Beautiful da quello dell’altra storica soap opera della Cbs, Febbre d’amore. Le ambientazioni più utilizzate, una ventina, entrano ed escono una settimana dopo l’altra. Siccome si girano circa 250 puntate all’anno, la lavorazione deve scivolare più morbida di una crema antirughe: smonta, rimonta, azione, buona la prima, al massimo la seconda. Il giorno della mia visita sul set sono state girate 23 scene. Primo ciak alle undici, fine del lavoro tra le tre e le quattro del pomeriggio. Avanti così da martedì a venerdì. Le battute si ripassano fino a un secondo prima di cominciare a girare e, se l’inquadratura è un primo piano, il copione resta in mano appena fuori campo. Dopo anni, i cameramen riescono a lavorare leggendo il giornale. STELLE PER TUTTI Al raduno, finita la colazione, qualche piano sotto, comincia già il pranzo. La sala è più grande e il livello di scintillio - emanato da una pioggia di stelline argentate su ogni tavolo - sale insieme al livello delle celebrity. Ci sono quasi tutti. Manca Stephanie Forrester (Susan Flannery). Però c’è sua madre, Ann Douglas, l’attrice Betty White, una leggenda vivente delle soap. Altra domanda: ma quanti anni hanno i protagonisti di Beautiful? Giustina Porcelli, nel libro 101 motivi per non smettere di guardare Beautiful, pubblicato di recente da Morellini, ha provato a calcolare quale dovrebbe essere l’età reale di Eric Forrester, considerati il numero e la durata dei suoi matrimoni e l’età dei figli. Risultato: 107. Siccome Eric e Stephanie sono più o meno coetanei, allora Ann Douglas dovrebbe averne non meno di 125. A dirigere il va e vieni delle celebrity ci pensa Kathy Tomas, 41 anni, senza marito e senza figli, ma con una nonna di 86 anni, con la quale condivide la passione per Beautiful. Nel 1987, Kathy inizia a dare una mano ai protagonisti della soap: risponde alle lettere dei fan, spedisce le foto autografate. Dal 1996 è la presidente del fan club B&B, una professione a tempo pieno o, come dice lei: «Un sogno che diventa realtà». Kathy a fornire le notizie sui fan internazionali, qualche decina, presenti al raduno: «La maggior parte dall’Europa, Belgio, Olanda, Germania », dice, «ma anche da Israele e dall’Australia». Gli italiani al raduno sono otto. Elena, Margherita e la loro mamma, originarie dell’Emilia-Romagna, sono qui per caso, al termine di un giro per la California. Invece Federica, di Torino, è al suo secondo raduno, «ma sono andata a vederli anche quando giravano a Portofino e sul lago di Como». Due coppie, Laura e Giuseppe, entrambi avvocati di Brescia, e Giancarlo e Monia di Montecatini, mi dicono di aver incluso l’evento nella loro luna di miele. MAGIC MOMENTS Sto parlando con loro quando vengo sgridata da un signore: «Con lei davanti, non riesco a vedere», dice. Indossa una T-shirt da collezione, con gli autografi di tutto il cast sulla schiena. E siccome tra una spalla e l’altra gli avanza ancora un sacco di tela, decido di spostarmi al volo. Torno al tavolo, dove il pollo è stato sostituito da una torta di cioccolato su cui bisognerebbe far scrivere «nuoce gravemente alla salute». Intanto, sullo schermo si proiettano i «magic moments» della soap, scelti dai fan: l’agonia di Taylor che si spegne tra le braccia dell’allora marito Ridge (ma poi risorge e lo risposa); la morte, causa esplosione della macchina, di Macy, la figlia di Sally Spectra, e la sua «resurrezione» su un faro a Portofino; il matrimonio di Brooke con Eric, e quello a Malibu con Ridge. L’involontariamente perfida, eternamente innamorata Brooke (non importa se di uomini sempre diversi, compresi i mariti di sua figlia Bridget) è la principale ragione che ha tenuto i fan incollati alla serie per tutti questi anni. Almeno sembrerebbe, a sentire gli applausi che sottolineano le sue scene. Tra i fan, di nuovo «incodati» per gli autografi, trovo Debbie Krigger, veterana del raduno, preparatissima. «Ho registrato tutte le puntate su videocassetta, non le riguardo mai, ma mi fa piacere sapere che ci sono», racconta. Americana monolingua, con un esagerato bisogno di comunicare, mi spiega che usa Beautiful come agevolatore di rapporti umani durante i suoi viaggi: «In treno a Salisburgo, con la signora seduta vicino a me ho condiviso le uniche due parole che conoscevamo entrambe: Ridge e Forrester». Matthew Hanvey, ventenne texano, in onore della soap che ama «in quanto sua coetanea», indossa una T-shirt con stampata la foto del cast. «Mi piace perché, a differenza di altri show, è credibile ». «Anche se i personaggi muoiono e risorgono?», obietto. «Beh, però spiegano sempre com’è successo». BROOKE NON VESTE ALLA MODA Intanto procede l’asta di beneficenza, definita silenziosa perché si rilancia scrivendo l’offerta su un foglio. Ci sono bijoux, memorabilia varie e vestiti. Quelli da sera di Bridget, Taylor e Brooke partono da una base di 100 dollari. La produzione li mette all’asta regolarmente, per lo più su eBay, per far spazio nel guardaroba, una stanza enorme, con migliaia di abiti impilati su più piani: camicie, maglie, reggiseni e mutandine, tutto diviso per tipologia e personaggio. Più la collezione di abiti bianchi da sposa, proporzionata all’insaziabile voglia di convolare di Brooke. All’assistente che mi guidava nel tour avevo chiesto come vengono scelti gli abiti. E lei mi aveva svelato le ragioni di un paradosso da anni sotto gli occhi di tutti. Ci avete mai fatto caso che i personaggi di Beautiful, nonostante abbiano a che fare con il mondo della moda, non vestono alla moda? «Ci sono Paesi indietro di anni rispetto alla programmazione americana. Puntiamo su capi per lo più classici, perché gli abiti troppo di tendenza creerebbero un effetto vintage», mi aveva spiegato, aggiungendo che la nazione più in ritardo di tutte è la Polonia, sei anni in arretrato, «ma stanno cercando di recuperare, trasmettendo due puntate per volta». IN MEMORIA DI SALLY A pochi passi dai vestiti all’asta, circondata da un cordone, c’è la scrivania di Sally Spectra. Sul muro di fronte, decine di foto dell’attrice che la interpretava, Darlene Conley, morta il 14 gennaio di quest’anno. Quando sullo schermo scorrono le immagini delle sue scene memorabili, a tutti viene consegnata una candelina color panna che, una volta a casa, ognuno potrà accendere per celebrare la memoria. Nella penombra della sala, luccicano molti occhi, inumiditi dalle lacrime. Piange anche l’ufficio stampa italiano di Beautiful, Daniela Piu. «Era davvero una donna speciale, allegra e vitale, ma anche così sola», dice. «Una volta, a Milano, mi chiese di trovarle un escort. morta senza nessuno accanto». Una delle prime immagini che si vedono, entrando negli studi Cbs, è la foto ufficiale del cast. Fu scattata a novembre del 2006: Darlene aveva appena scoperto di avere un cancro allo stomaco. La sua figura, l’unica sovrabbondantemente umana della soap, spicca tra le altre. Finora non ho ancora acceso la mia candelina, ma non escludo, un giorno, di poterlo fare. O, magari, di mangiarmi un’ipercalorica torta al cioccolato simile a quella che ho lasciato nel piatto. In memoria di Darlene- Sally, che dolcemente riposi. Enrica Brocardo