Varie, 17 settembre 2007
AZZARO
AZZARO Angela Nuoro 10 giugno 1966. Giornalista. Di Liberazione • «’Per quelli come me, l’antiveltronismo è un valore, anzi il valore”. Angela Azzaro, responsabile culturale del quotidiano Liberazione, è ormai il punto di riferimento di tutto quello che si muove a sinistra della sinistra: libri, film, orientamenti sul femminismo, transgender, movimenti e polemiche incluse [...] si è formata occupandosi anche di politica, negli anni della direzione di Sandro Curzi. E poi, da quando il quotidiano della sinistra radicale ha aperto una fase di rivoluzione permanente con Piero Sansonetti, ha cominciato a farsi sentire, e non si è più fermata. E lo fa dicendo il contrario di quello che ti aspetteresti da una che era ”femminista e comunista già da bambina”. [...] Tutti ne attaccano la volgarità e spregiudicatezza, lei invece sostiene che Corona non è né meglio né peggio del sistema in cui viviamo, fatto di polemiche inventate, reality show e politica-spettacolo. Apriti cielo: Angela parla, o meglio scrive, e la base di partito dura e pura incassa il colpo sbigottita. ”D’altro canto, diciamolo, Corona è pure un bellissimo ragazzo, e preferirei passare una serata con lui piuttosto che con qualche lugubre intellettuale ulivista. Solo che, purtroppo, Fabrizio non mi ha ancora chiamato”. Scherza, ma mica tanto, seduta nel suo appartamento arredato come un loft minimalista che dall’alto domina tutto il Village romano di San Lorenzo. ”A Corona chiederei di farmi fare un giro notturno dei locali che frequenta: sai che spasso, e che fauna. Io però non vado in discoteca. Ultimamente a Roma frequento il Phag Off: la serata musicale più queer e transgender d’Italia”. Fino a ”transgender”ci arrivavamo, grazie a Vladimir Luxuria. Ma queer (pronuncia ”cuìir”) che vuol dire? ”In origine era un modo di abbigliarsi in cuoio (cuir in francese), delle comunità gay americane, dei fuori di testa in genere. Poi è venuto a indicare un atteggiamento eccentrico. Se sei una testa calda, se sei femminista ma non vetero-bacchettona, aperta al confronto con chiunque, se ami le diversità, allora sei queer. E a proposito di Luxuria, è grazie al nostro lavoro culturale sul confronto di genere, che siamo arrivati alla sua candidatura”. E Queer è anche il nome dell’inserto culturale che, tutte le domeniche, Angela cura per Liberazione. Un controcanto evidente, per esempio, rispetto al paludatissimo inserto Alias del concorrente il manifesto. Alias è così serioso che se lo leggi puoi evitarti il relativo libro o film segnalato. Queer è smilzo e in bianco e nero, ma sembra una piccola versione italiana del mitico Village Voice, il giornale underground newyorkese di tanti anni fa. E ci scrivono intellettuali, giovani e non molto più vivi e divertenti: scrittori come Christian Raimo e Nicola Lagioia, Carlo Lucarelli, Aldo Nove, Nanni Balestrini, studiosi anti-establishment come l’italianista Elisabetta Mondello e il sociologo Massimo Ilardi, gente emersa dall’underground leoncavallino come Edoardo Caizzi. Questi gli amici di Angela. E i nemici? Pochi, molta di più è la voglia di spiegare i fenomeni pop del nostro tempo, ”come Madonna, che è un’icona di assoluto riferimento”. O meglio, tornando al veltronismo, un nemico ci sarebbe: ”Le politiche culturali di Veltroni sono il peggio del peggio”. Ma come, e l’Estate romana, la Notte bianca? ”Panem et Circenses: spettacoli di piazza per tener buono il popolino. Uno sperpero di denaro pubblico”. E la Festa del cinema? ”Lo abbiamo scritto per primi: un clone mal riuscito di Venezia”. E neppure la letteratura a Massenzio si salva? ”Massenzio è una cretinata immonda”. Questa la scriviamo? ”Che fa, mi censura?”» (Alberto Castelvecchi, ”Panorama” 20/9/2007).