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 2007  settembre 17 Lunedì calendario

SANDRA RICCIO

TORINO
Si indebitano sempre di più, ma oggi fanno più attenzione ai costi. Sono le famiglie italiane che fino a qualche anno fa erano il fanalino di coda delle classifiche europee dell’indebitamento e che oggi si stanno rapidamente avvicinando ai livelli di debito delle famiglie europee. Gli ultimi dati Assofin indicano che nel nostro Paese la crescita dei prestiti è continua, con un incremento che nei primi sei mesi del 2007 è stato del 11,9% per un importo di 31 miliardi di euro erogati. I dati dicono anche che gli italiani puntano sempre di più sui piccoli prestiti: nel primo semestre del 2007, la richiesta di prestiti personali ha registrato una crescita del 24%, seguita dalla cessione del quinto dello stipendio (+19%) mentre l’uso della carta revolving, la costosa carta che permette il rimborso rateale delle somma spesa, ha registrato una brusca frenata con un progresso che è stato dell’8,7% contro il 46% dell’anno prima.
Che cosa è successo? I consumatori hanno imparato a muoversi meglio nella selva delle tante proposte di prestiti. Un confronto tra le condizioni applicate dai diversi istituti di credito dimostra, infatti, che i classici prestiti personali, che sono validi anche per piccoli importi a partire da 3-5 mila euro, sono molto più convenienti di altri prodotti oggi molto di moda sul mercato e fanno risparmiare diverse centinaia di euro l’anno. I prestiti personali richiedono, infatti, una quota di interessi sul debito più bassa rispetto alle carte revolving e anche rispetto allo scoperto di conto corrente, detto anche fido bancario.
Dal paragone emerge che, in genere, è sempre il prestito personale a offrire le condizioni migliori con un tasso nominale annuo (Tan) che in media è dell’8-9% mentre il fido supera il 10% e le revolving si avvicinano anche al 20%. Per intenderci, su un’esposizione finanziaria media di soli 5 mila euro, per un prestito personale si pagheranno circa 425 euro di interessi in un anno, contro i 550 euro del fido e i 1.000 euro l’anno chiesti dalla revolving. «Assistiamo a una minore recettività dei consumatori nei confronti delle carte revolving rispetto al passato più recente», conferma Giuseppe Piano Mortari, Direttore operativo di Assofin, l’Associazione Italiana del Credito al consumo e Immobiliare. «La percezione è che gli italiani siano ormai abbastanza disposti ad accettare le carte come strumenti di pagamento, ma meno pronti a sfruttarle come strumenti per ottenere credito», aggiunge Piano Mortari.
In generale la tendenza a un maggior ricorso al credito è sicuramente stata incoraggiata dal favorevole andamento dei tassi di interesse di questi ultimi anni. L’andamento del tasso Teag medio relativo al mercato del credito al consumo ha subito graduali riduzioni dal 2003 al 2005 e solo nel 2006 ha ripreso a crescere dopo i ripetuti interventi della Banca centrale europea (Bce). Ma al fenomeno dell’indebitamento ha contribuito anche la situazione dei redditi delle famiglie, che crescono sempre più lentamente. I valori pubblicati dall’Istat relativi alle retribuzioni contrattuali orarie indicano che nel 2006 il valore di crescita medio mensile è stato pari al 2,83%.
Questa situazione, considerando l’andamento del tasso d’inflazione, ha contribuito alla crescita del debito delle famiglie che in alcuni casi si trovano a rischio sovraindebitamento. «Non è ancora un problema sociale ma è un allarme su cui dobbiamo riflettere», rileva Fabio Picciolini, Segretario nazionale di Adiconsum.


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