Maria Chiara Bonazzi, La Stampa 17/9/2007, 17 settembre 2007
Delinquenti in erba, o piuttosto in preda ai fumi della medesima. L’erba delinquenziale è la cannabis, o meglio la sua variante ipertrofica coltivata in casa sotto le lampade ultraviolette: il cosiddetto «skunk» - 25 volte piùpotente del vecchio hashish -, al quale un settimanale medico come «Lancet» attribuisce un aumento del 40 per cento del rischio di psicosi
Delinquenti in erba, o piuttosto in preda ai fumi della medesima. L’erba delinquenziale è la cannabis, o meglio la sua variante ipertrofica coltivata in casa sotto le lampade ultraviolette: il cosiddetto «skunk» - 25 volte piùpotente del vecchio hashish -, al quale un settimanale medico come «Lancet» attribuisce un aumento del 40 per cento del rischio di psicosi. Nelle zone del Regno Unito più infestate dalla criminalità giovanile ormai la fumano nove malviventi su dieci. Il consumo della cannabis, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’«Independent on Sunday», è aumentato tra il 25 e il 75 per cento dal 2004, anno in cui il governo di Blair la declassificò a stupefacente di classe C, il cui consumo personale comporta, in pratica, una tirata d’orecchie dalla polizia piuttosto che l’arresto. Visto il rapporto ormai inequivocabile con l’aumento della criminalità, il governo di Brown intende ricollocare la sostanza nella classe B, insieme alle anfetamine e ai barbiturici. E’ significativo che l’inchiesta appaia sul settimanale che qualche mese fa chiese pubblicamente scusa per la propria campagna in favore della decriminalizzazione della cannabis, il cui declassamento in categoria C, accanto agli steroidi anabolizzanti, ha fatto sì che molti giovani oggi la percepiscano come una sostanza relativamente innocua, né più né meno di una birra. E la fumino apertamente per strada, anche nei quartieri bene. Secondo uno studio del King’s College di Londra, il 25 per cento dei giovani delinquenti di Sheffield si sono dati alla criminalità per pagarsi la dipendenza dalla cannabis, cosa che il commissario della città britannica ha definito come «una minaccia al tessuto stesso della società». Questo dato è in contrasto evidente con un’ormai obsoleta ricerca governativa, a sentire la quale «è improbabile che dietro la delinquenza ci sia l’uso della cannabis». Darren Johnson, segretario di un’associazione di recupero dei giovani delinquenti, avverte che l’abuso di cannabis è completamente «fuori controllo» in alcune zone del Paese. L’allarme è così drammatico che 50 tribunali minorili, fra i 51 di Inghilterra e Galles, hanno scritto al ministro dell’Interno Jacqui Smith per implorarla di ripristinare la classificazione della cannabis nella categoria B. E’ noto che fior di medici considerino la cannabis di oggi come uno stupefacente totalmente diverso dallo spinello dei vecchi hippy: alcuni specialisti si sono azzardati a dire che i suoi effetti, paradossalmente, sono addirittura più devastanti dell’LSD o dell’eroina, se si considerano gli effetti sistemici e il danno alla salute mentale. La coltivazione locale e lo spaccio dello «skunk» sono in mano alla criminalità organizzata che oggi, per la prima volta, si è messa a esportare la cannabis dal Regno Unito: secondo l’organizzazione Drugscope, la polizia scopre in media tre «fabbriche di spinelli» al giorno. John House, commissario capo della South Yorkshire Police, dice: «La produzione di cannabis in questo Paese è cresciuta in modo esponenziale. Di solito la sostanza arrivava da posti come il Marocco, ma adesso si comincia a esportarla da qui. La riclassificazione della cannabis era basata su una droga diversa». E’ cresciuto in modo esponenziale anche il numero di ricoveri in ospedale per abuso di cannabis. La professoressa Sue Bailey, psichiatra impegnata nella cura dei giovani criminali con problemi di salute mentale, dice che «negli ultimi tre anni posso dire che l’uso della cannabis è aumentato: non solo i giovani fumano molto di più, ma cominciano molto più giovani". Stampa Articolo