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 2007  settembre 17 Lunedì calendario

La costruzione delle centrali nucleari Si riapre il dibattito sul nucleare. Vorrei ricordare alcuni fatti

La costruzione delle centrali nucleari Si riapre il dibattito sul nucleare. Vorrei ricordare alcuni fatti. Oggi esistono 440 reattori nucleari al mondo. Forniscono il 6% del fabbisogno mondiale di energia. Se si continua così, l’uranio esistente può durare non più di 60 anni. Se i sogni di sviluppo massiccio si realizzassero, durerebbe molto meno. I nuovi reattori di IV generazione (quelli «sicuri») se mai saranno realizzati non saranno sul mercato prima del 2040, mentre per contenere le emissioni occorre agire ora. Il nucleare quindi non è l’alternativa alla dipendenza da petrolio o da gas (tra l’altro, non mi pare che in Europa ci sia molto uranio). Oggi in Europa c’è solo una centrale nucleare in costruzione: in Finlandia. E’ in ritardo di un anno e sta costando milioni di euro in più rispetto ai 3 miliardi previsti, perché per fare una centrale più moderna e sicura, secondo criteri trasparenti, occorre risolvere molti più problemi tecnici del previsto. Da parte sua Enel sta investendo in Slovacchia nella costruzione di due reattori tipo Chernobyl. Alla faccia dell’innovazione tecnologica. Non c’è alcuna soluzione in vista per il problema delle scorie, né per la sicurezza degli impianti rispetto ad attacchi terroristici. D’altra parte, nessuna azienda o gruppo privato investirebbe un solo euro nel nucleare senza la garanzia di un enorme investimento pubblico. E allora perché mai buttare via soldi pubblici e privati in una tecnologia vecchia, pericolosa e costosa e non investire decisamente - come hanno fatto altri che oggi sono all’avanguardia - su efficienza energetica e rinnovabili? Monica Frassoni Copresidente Verdi/ALE al Parlamento europeo