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 2007  settembre 17 Lunedì calendario

WASHINGTON

Il vicepresidente Richard Cheney sta vincendo il braccio di ferro sull’Iran con il Segretario di Stato Condoleezza Rice, ed è possibile che tra pochi mesi il presidente George Bush faccia bombardare Teheran. Lo scrive il New York Times, mentre a Londra il Daily Telegraph
afferma che il Pentagono ha pronti due piani, un blitz solo sugli impianti atomici iraniani e uno più vasto su 2 mila obiettivi anche militari e industriali. A Parigi ha dato l’allarme Bernard Kouchner, il ministro degli Esteri francese: «Bisogna prepararsi al peggio, cioè alla guerra» ha detto Kouchner chiedendo all’Ue nuove misure contro Teheran «ma bisogna anche negoziare sino alla fine perché un Iran con l’atomica sarebbe un vero pericolo per tutto il mondo». Secondo il Washington Post,
in vista di una rappresaglia iraniana in Medio Oriente la Siria ha mobilitato le forze armate avvisando Israele che su ordine di Teheran Hezbollah l’attaccherebbe con i missili.
Sull’Iran, Cheney e Rice, riferisce il New York Times, sono ai ferri corti. «Gli alleati del vicepresidente dicono pubblicamente che bisogna rovesciare il regime degli ayatollah », osserva il giornale, e in privato caldeggiano un bombardamento diretto o tramite Israele. I sostenitori del Segretario di Stato insistono invece su una soluzione diplomatica: venerdì Nicholas Burns, vice della Rice, cercherà di convincere i partner degli Usa all’ Onu, la Cina, la Russia, la Francia, la Germania e l’Inghilterra ad adottare più aspre sanzioni contro Teheran. Se il tentativo fallisse, Bush adotterebbe la linea di Cheney: giovedì nel discorso sull’ Iraq, il presidente ha detto che impedirà all’Iran «di avere armi nucleari e dominare il Golfo persico e il Medio Oriente ».
Alla vittoria del vicepresidente sul Segretario di Stato avrebbero contribuito il monito PRESSIONI
Cheney (a destra nella foto), vice di Bush, preme per un attacco militare contro l’Iran
del generale David Petraeus secondo cui l’Iran «arma addestra e finanzia le milizie sciite che ci attaccano in Iraq» e – a quanto rivela il
Washington Post – l’intercettazione di una massiccia fornitura di armi iraniana ai talebani in Afghanistan. Cheney avrebbe fatto presente a Bush che tra gli Usa e l’Iran è già in corso «una guerra per procura », e che occorre dichiarare «organizzazione terroristica » la Guardia rivoluzionaria di Teheran. Con tale passo, il presidente si riterrebbe autorizzato a bombardare l’Iran. I Paesi arabi non si opporrebbero, conclude il giornale, perché preoccupati dell’estremismo ed espansionismo iraniani.
In tv il ministro della Difesa Robert Gates ha detto che «per il momento ci basiamo sulla diplomazia» ma che «tutte le opzioni siano sul tavolo». I democratici temono che Bush attacchi l’Iran anche per cambiare la dinamica della campagna elettorale, dove i repubblicani sono dati per sconfitti, e lo hanno comunicato ai diplomatici europei a Washington. Dai sondaggi, la maggioranza degli elettori è propensa all’uso della forza contro Teheran: se i democratici lo denunciassero potrebbero perdere voti.