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 2007  settembre 16 Domenica calendario

Un sindaco di 39 anni sfata il tabù della sanità pubblica in America dimostrando che le amministrazioni locali possono riuscire dove governo e Congresso continuano a tardare

Un sindaco di 39 anni sfata il tabù della sanità pubblica in America dimostrando che le amministrazioni locali possono riuscire dove governo e Congresso continuano a tardare. Il sindaco è Gavin Newsom, eletto nel 2004 alla guida di San Francisco, che già in occasione della legalizzazione delle nozze gay, decisa pochi mesi dopo l’insediamento, aveva dimostrato di voler fare da battistrada nell’affermazione dei diritti del cittadino nell’America del nuovo secolo. Adesso Newson sceglie come nuova frontiera il terreno considerato più scivoloso da tutti i candidati in lizza per la presidenza, repubblicani e democratici, ovvero come garantire l’assistenza sanitaria publica ai cittadini che non possono pagarsene una privata. Se il regista liberal Michael Moore ha affidato al film «Sicko» una spietata denuncia sulle carenze di cure per i circa quaranta milioni di cittadini americani senza assicurazione medica, il democratico Newsom ha fatto un passo in più inaugurando «Healthy San Francisco», ovvero un programma che consente agli 82 mila residenti della città senza assicurazione di poter avere comunque libero accesso a strutture sanitarie pubbliche. L’iniziativa è piombata nella campagna elettorale come una doccia fredda per i candidati più noti: se Hillary Clinton riunisce team di esperti per studiare complessi programmi miliardari, Barack Obama fa comizi dilungandosi in enunciazioni morali, John Edwards preannuncia drastiche modifiche del bilancio nazionale e i repubblicani Rudolph Giuliani e John McCain evitano prudentemente di sfidare a viso aperto le assicurazioni private, il sindaco Newson anziché aspettare l’esito delle elezioni nel 2008 ha varato nell’arco di poche settimane un programma con effetto immediato. Ecco di cosa si tratta: qualsiasi residente di San Francisco, inclusi gli immigrati illegali, con un reddito personale annuo inferiore a 10210 dollari, o membro di una famiglia con un reddito complessivo inferiore a 20650 dollari, nonché scoperto da assicurazione sanitaria da almeno 90 giorni, può presentarsi agli sportelli dell’«Healthy San Francisco» e diventare un assistito dai servizi sanitari garantiti da cliniche convenzionate con il Comune. Il giorno stesso dell’iscrizione i nuovi assistiti vengono sottoposti a esami del sangue, mammografie e altri test che portano a creare spesso le prime cartelle mediche della loro vita, sulla base delle quali verranno poi sottoposti a controlli preventivi simili a quelli suggeriti dalle assicurazioni private per scongiurare con la prevenzione il manifestarsi di gravi malattie. Le prime due cliniche che hanno accettato di convenzionarsi con «Healthy San Francisco» si trovano nel quartiere di Chinatown, ma altre 12 aspettano di essere incluse nel programma appena il numero degli iscritti crescerà. «Aspettiamo con interesse quale sarà la risposta del pubblico alla nostra iniziativa», dice il sindaco Newsom, per sottolineare che sta ora ai cittadini non assicurati il compito di farsi avanti. Sebbene agli occhi europei quanto avviene a San Francisco possa apparire quasi scontato, in realtà per gli Stati Uniti la ricetta del sindaco di 39 anni è qualcosa di rivoluzionario. Lanciato alla fine di agosto, il programma in due settimane ha già ottenuto 1300 adesioni e il sindaco scommette di arrivare a registrare tutti gli 82 mila non assicurati entro l’Election Day del novembre 2008, al fine di consegnare al nuovo inquilino della Casa Bianca un progetto-pilota per l’intera nazione, provando così che le leggi che nascono dal basso, dal territorio, possono essere più efficaci di quelle dovute a interminabili negoziati politici fra i maggiori partiti. Sotto questo aspetto il blitz legislativo di Newson ricorda da vicino l’iniziativa di Leonardo Domenici, il sindaco di Firenze che ha scelto e deciso di varare la tolleranza zero nei confronti dei piccoli reati - a cominciare dai lavavetri illegali - senza aspettare il varo di leggi nazionali. «Nelle maggiori democrazie industriali assistiamo alle sempre più numerose e incisive iniziative di amministratori locali che tentano con i loro provvedimenti di arrivare dove lo Stato non riesce - osserva Larry Sabato, esperto di diritto costituzionale all’Università della Virginia - e questo dimostra quanto vivaci e vitali sono le nostre democrazie, anche quando i sistemi parlamentari non funzionano a causa dell’ingolfamento degli interessi politici». La tesi di Sabato, autore del recente libro «A More Perfect Constitution» sulle riforme necessarie in America, è che «tanto gli Usa quanto l’Italia nascono dal federalismo, assegnano poteri importanti alle amministrazioni locali e possono trovare nell’azione dei sindaci uno spunto per le innovazioni, anche di livello nazionale».