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 2007  settembre 16 Domenica calendario

ELISA, METTIMI A POSTO PER FAVORE


Si è tenuta in questi giorni a Erbil – regione curda dell’Iraq – una manifestazione fieristica tutta italiana a cui hanno partecipato ottanta aziende tra grandi, medie e piccole.
Numerosi contratti, con le dovute garanzie di pagamento, sono stati siglati tra i nostri operatori e gli imprenditori e i trader locali.
Questa Fiera è stata organizzata da una impresa privata italiana specializzata nell’organizzazione di tali eventi e io ho rappresentato ufficialmente il nostro Paese nella cerimonia di inaugurazione. Il successo non è stato solo economico ma anche di immagine generale per l’Italia e la sua economia.
L’evidenza della relativa tranquillità e del grande sviluppo in atto nella regione mi sono stati confermati
CONTRO LA MAFIA Tribunali speciali?

Caro Romano, potrebbe essere una soluzione nella lotta alle organizzazioni mafiose l’istituzione di tribunali speciali,da collocare in luoghi chiave, che si occupino esclusivamente di reati di mafia, in modo tale da rendere più snelle e veloci le operazioni giudiziarie?
Piergiorgio Stella
piergiorio.stella@yahoo.it
• L’art. 102 della Costituzione dice: «La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario. Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura». Un tribunale della mafia, se mai si vorrà costituirlo, dovrà tenere conto di queste norme.
LEGGE SULL’ABORTO La discussione

Caro Romano, ogni volta che qualcuno suggerisce di migliorare la legge 194 o di applicarla anche nei punti che prevedono la prevenzione dell’aborto qualcuno grida allo scandalo e parla di attacchi alla stessa. La mia esperienza professionale mi ha fatto conoscere tanti casi di donne che non avrebbero mai abortito se nei consultori avessero trovato un minimo di aiuto psicologico o se lo stato Italiano (come già avviene in altri Paesi) concedesse durante i colloqui privati che ho potuto avere sia con il presidente Massoud Barzani che con molti ministri del locale Governo regionale. Ho respirato un’aria di discreto ottimismo per gli sviluppi futuri anche per ciò che riguarda il resto dell’Iraq. Ciò soprattutto grazie agli accordi recentemente sottoscritti in Bagdad dalla maggior parte delle varie componenti della società irachena. Il futuro si annuncia quindi migliore per quel martoriato Paese e anche per i nostri interscambi con quella regione.
Dario Rivolta
Camera dei Deputati Caro Rivolta, il Kurdistan iracheno è un paradosso politico ed economico. Ha due partiti familiari e tribali (quello dei Barzani e quello dei Talabani) che hanno
degli aiuti economici alle madri in difficoltà. E così tante donne si portano dietro un trauma che spesso dura tutta la vita. Sarei contraria alla cancellazione della legge 194, ma in un Paese a tasso natalità zero come l’Italia, dove l’aborto sta diventando anche un mezzo di controllo delle nascite, credo che una revisione della legge sarebbe opportuna. Credo di aver detto delle cose logiche, condivise da molte donne.
Lucia Estran
aranstone2000@yahoo.it
• Credo di capire le ragioni per cui il governo preferisce non toccare la legge 194. Sa che le norme sull’aborto andrebbero riviste, ma sa altresì che l’apertura di una discussione scatenerebbe un conflitto all’interno della maggioranza fra coloro che vogliono renderle più riduttive e coloro che intendono difendere il testo esistente. Il governo ha già molti problemi e non desidera creare a se stesso ulteriori difficoltà.
NEL NOSTRO PAESE La monarchia

Caro Romano, a un lettore che sottolineava gli indubbi aspetti positivi del sistema monarchico, ha risposto che pur condividendo alcune delle considerazioni esposte, riteneva però non proponibile una soluzione monarchica italiana per il comportamento tenuto dai Savoia in più occasioni e che tali comportamenti la portavano ad una scelta repubblicana. Credo che così facendo lei perseveri, con moltissimi altri, in quello che, personalmente considero un errore storico che vede, nel nostro combattuto una sanguinosa guerra civile alla fine degli anni Novanta e amministrano ora due distinte regioni del Paese. Non ha un sistema fiscale (nessuno praticamente paga le tasse). Ha petrolio, ma non controlla gli oleodotti. Ha un Pil (prodotto interno lordo) difficilmente calcolabile. Ed è circondato da Paesi che lo tengono d’occhio con diffidenza. Ma ha un forte sentimento nazionale, irrobustito dalle persecuzioni dell’epoca di Saddam, e una forza militare (circa duecentomila peshmerga) che è di gran lunga la più efficace e disciplinata, dopo il corpo di spedizione americano, dell’intero Iraq. I due patriarchi della politica curda (Massoud Barzani,
Paese, un connubio indissolubile tra monarchia e Savoia. La monarchia è indubbiamente incarnata in una dinastia dove questa regni, ma in una repubblica che funziona male, niente e nessuno può impedire di pensare alla monarchia solo come valido sistema democratico, istituzionalmente alternativo, senza parlare di dinastie. Se insomma un giorno il popolo sovrano decidesse, in ipotesi, di tornare alla monarchia, nessuno potrebbe avanzare diritti, sempre secondo me, solo per meriti dei propri avi, ma dovrebbe essere una assemblea costituente a indicare un nuovo, futuro, primo sovrano di una eventuale nuova monarchia italiana. Casa Savoia ha avuto grandi meriti, ma ha anche commesso molti sbagli, anche se meno di quelli che normalmente gli si imputano.
Franco Ceccarelli
franco.ceccarelli@tiscali.it NELLO SPORT Troppi scandali

Calciopoli, Tour de France annientato dallo scandalo doping, spionaggio nella Formula Uno: l’elenco degli scandali potrebbe essere ancora più lungo. Lo sport del resto riflette la corruzione, che regna sovrana nella società intera. Tuttavia il pubblico non sembra accorgersene e segue i grandi eventi sportivi illudendosi che i risultati siano reali. Ormai però penso che lo sport agonistico sia solo un presidente della regione di Erbil, e Jalal Talabani, presidente dello Stato federale iracheno) si sono rappacificati e hanno deciso di giocare nella stessa squadra. I ministri sembrano essere preparati e intelligenti. La pubblica amministrazione è pletorica, ma svolge bene o male i suoi compiti. Un ultima osservazione, particolarmente importante: mentre le altre province irachene sono sconvolte dalla violenza pubblica e privata, il Kurdistan è complessivamente tranquillo e bene amministrato. Gli industriali e i banchieri se ne sono accorti. Le compagnie petrolifere hanno già negoziato contratti per il giorno in cui la regione potrà più liberamente disporre delle proprie ricchezze. L’aeroporto internazionale di Erbil è stato costruito da imprese turche e britanniche. L’intercambio
grande show spesso falso come gli spettacoli di wrestling.
Mauro Lupoli, Milano DELINQUENZA La prevenzione

Segolène Royal durante la sua campagna per le presidenziali ha detto che il miglior modo per impedire una carriera di futuro delinquente è quella di sanzionare severamente i primi atti vandalici o delinquenziali commessi dai ragazzini. Tanto basterebbe a genitori, scuola, forze dell’ordine o giudici per bloccare sul nascere comportamenti negativi.
Barbara Bertolini, Brescia PROBLEMA ATTUALE L’individualismo

Il senso di responsabilità nasce dal senso di comunità, che purtroppo in Italia si sta perdendo a favore di un individualismo esasperato ed egoista. Forse questa è la chiave per capire tanti dei nostri problemi...
Stefano Vizioli
ste_viz@yahoo.it ENERGIA Inverno a rischio

L’ Enel prevede un inverno a rischio energetico. La società moderna deve decidersi: o si ritorna al passato o ci si indirizza verso un futuro sempre più affamato di energia. I frequenti casi di black out lo hanno dimostrato: se non si rinuncia a uno stile di vita a progressivo aumento di consumo energetico, la scelta del nucleare sarà inevitabile. Sarebbe auspicabile pertanto una maggiore coerenza anche da con la Turchia è fiorente. E l’inviato speciale dell’Economist, durante un viaggio recente nella capitale della regione, ha incontrato petrolieri norvegesi, banchieri libanesi, mercanti del Dubai. utile quindi che anche gli industriali italiani si siano accorti dell’esistenza di un interessante mercato potenziale. Quando al «discreto ottimismo » del presidente Barzani, caro Rivolta, non ne sono sorpreso. I curdi sono tenaci, hanno fiducia in se stessi e un comprensibile interesse a disegnare, nei loro rapporti con i visitatori stranieri, un futuro corrispondente alle loro aspettative. Ma le sorti dell’Iraq non sono nelle loro mani e, a giudicare dalla prudenza con cui il generale Petraeus ha descritto nel suo rapporto la situazione del Paese, nemmeno in quelle degli americani.
parte dei contestatori di casa nostra: suscita una certa perplessità l’atteggiamento di chi si oppone all’ installazione delle antenne per la telefonia mobile e poi impreca perché «non c’è campo » se non riesce a telefonare o di chi non vuole le centrali di produzione energetica ma non rinuncia ai numerosi elettrodomestici e apparecchi elettrici sempre più energivori.
Mauro Luglio
mauromati@tiscali.it POLITICI Spese da ridurre

I politici continuano a dirci che se tutti pagano le tasse si può pagare meno ma ci dimostrano tutti i giorni che sono solo capaci di spendere di più. Poveri noi!
Roberto Ghersini
robgher@inwind.it ALLA GUIDA Abitudini pericolose

Per strada è facile notare le cattive abitudini degli italiani. Guidatori con il braccio sinistro fuori dal finestrino a penzoloni. E poi c’è chi usa la strada come un cestino dei rifiuti, chi fuma la sigaretta e nel frattempo parla con il cellulare in mano. Camionisti con panino, braccio fuori, cellulare e giornale. Il tutto mentre viaggiano tranquillamente senza rendersi conto di mettere in atto comportamenti che possono risultare pericolosi. Senza dimenticare che nonostante esista l’obbligo di usare la freccia in uscita nelle rotatorie, la segnalazione viene il più delle volte dimenticata.
Primo Di Tumulus, Roma