Francesco Alberti, Corriere della Sera 16/9/2007, 16 settembre 2007
ROMA – «Dire che in Italia la temperatura è aumentata 4 volte in più rispetto al resto del pianeta è una forzatura statistica
ROMA – «Dire che in Italia la temperatura è aumentata 4 volte in più rispetto al resto del pianeta è una forzatura statistica. Anzi, per parlare chiaro: una balla madornale!». Dopo il climatologo (e fratello del premier) Franco Prodi, anche un’altra persona molto vicina al capo del governo, Sandro Ovi, consigliere per l’Innovazione a Palazzo Chigi, critica alcuni dei dati emersi dalla Conferenza sul clima che si è svolta a Roma nei giorni scorsi sotto la regia del ministero per l’Ambiente retto da Pecoraro Scanio. Ovi, pur non bocciando su tutta la linea l’esito dei lavori, condivide le riserve avanzate da Franco Prodi, responsabile del-l’Istituto di Scienze dell’atmosfera del Cnr, sull’attendibilità scientifica del convegno e sull’assenza di «alcuni dei maggiori esperti del settore». Eppure, consigliere Ovi, il dato sul surriscaldamento italiano ha fatto scalpore... «Ci credo! Ma è falso. frutto di un errore: non si può infatti confrontare, come è stato fatto, i dati degli ultimi sei mesi con quelli degli anni Settanta e Ottanta, tra l’altro saltando gli anni Novanta. Non ha senso. E poi, anche solo seguendo la logica, viene da chiedersi perché mai questo improvviso innalzamento della temperatura dovrebbe avvenire in Italia e non in Spagna o in Grecia...». Come è potuto succedere? «Forse si è voluto enfatizzare il dato per avere maggiore visibilità sui giornali: cosa puntualmente avvenuta e, su questo, anche i mass media non sono esenti da responsabilità». Conferenza da bocciare, quindi? «No, alcuni messaggi Le conclusioni sono state affidate a Romano Prodi: ha sbagliato qualche numero anche il premier? giusti sono usciti...». «No, no, anzi... Ha riaffermato il concetto che alla base del surriscaldamento della Terra negli ultimi 15-20 anni vi sono precise responsabilità umane. Su questo esiste ormai un consenso scientifico piuttosto diffuso. Da qui, la necessità di un patto con la natura, invitando a combattere il fatalismo di chi non vuole fare nulla». Fatalismo da parte di chi? «Mi riferisco a quella corrente di pensiero secondo la quale, dato che Usa e Cina non hanno sottoscritto il Protocollo di Kyoto, allora bisogna stare tutti fermi. Al contrario: ognuno, nell’ambito delle proprie possibilità, deve prendere l’iniziativa. Prodi ha indicato alcuni settori d’azione: recuperare i decenni perduti nel campo degli impianti di energia rinnovabile, investire nel risparmio energetico, diversificare le fonti per limitare la dipendenza energetica». Interventi che costano... « qui l’errore: occuparsi dell’ambiente non è un costo, ma un’enorme opportunità industriale, una molla per lo sviluppo».