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 2007  settembre 16 Domenica calendario

PARIGI

L’ultima prova del riscaldamento globale è la «completa navigabilità» del «passaggio a nord-ovest». Lo scioglimento dei ghiacci a un livello mai raggiunto prima, ha aperto la rotta più diretta tra Pacifico e l’Atlantico attraverso le acque canadesi.
Questa possibilità ha tolto l’aurea del mito al «passaggio a nord-ovest» che per la prima volta potrebbe essere commercialmente sfruttabile. La rotta navale che collega i due oceani attraverso l’arcipelago artico del Canada fa risparmiare infatti 4.000 chilometri alle navi che attualmente sono costrette a usare il Canale di Panama.
Lo ha annunciato l’Agenzia Spaziale Europea che sul sito web ha pubblicato una foto satellitare che mostra le acque solitamente bloccate, ora completamente sgombre. «L’area coperta dai ghiacci si è ridotta ad appena tre milioni di chilometri quadrati, un milione in meno rispetto ai precedenti minimi registrati nel 2005 e 2006», ha spiegato Leif Toudal Pedersen dell’agenzia spaziale danese, aggiungendo che «il calo è stati pari a 100.000 chilometri quadri all’anno in media negli ultimi dieci anni ma quest’anno se ne sono persi un milione». Il precedente record negativo, toccato nel 2005, era di quattro milioni di chilometri quadrati.
Il passaggio a nord-ovest è il soggetto di una disputa territoriale tra Canada e Stati Uniti. Gli Usa lo considerano acque internazionali, mentre il Canada le considera proprie acque territoriali. Nell’estate del 2000, diverse navi si avvantaggiarono della sottile copertura di ghiaccio estiva sul mare glaciale artico per compiere l’attraversamento. Se «il passaggio a nord-ovest» era una rotta navale mitologica, tra gli Usa e la Russia esisteva invece un autentico percorso terrestre attraverso il quale i primi uomini giunsero sul continente americano.
Durante le ere glaciali e il Pleistocene l’attuale stretto di Bering (largo appena 85 chilometri con una profondità massima di 50 metri) non esisteva e l’Alaska era unita all’Asia da una sottile lingua di terra chiamata Beringia. Da oltre cento anni si parla di costruire un ponte o un tunnel sotterraneo per collegare i due continenti.
Ad aprile di quest’anno è stato calcolato che realizzare un tunnel sottomarino, dotato di un’autostrada, una linea ferroviaria e di una condotta per rifornire di gas e petrolio russo gli Usa, costerebbe 65 miliardi di dollari e sarebbe ultimato in 20 anni.
IL MITO
Una rotta mitica che diede impulso a numerose esplorazioni. A partire dal 1539, quando Hernán Cortés incaricò Francisco de Ulloa di navigare lungo l’odierna Baja California alla ricerca dello Stretto di Anián, passando per l’inglese John Davis, per Henry Hudson, fino a John Franklin. Il passaggio venne conquistato solo nel 1906, da Roald Amundsen