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 2007  settembre 14 Venerdì calendario

GUIDO RUOTOLO

ROMA
«Non è vero che ho dettato la lettera di ritrattazione. E’ vero invece che quel giorno mi trovavo a casa del ragazzo proprio mentre scriveva quella lettera». La «squadra» di don Pierino Gelmini prova a difendersi. L’inchiesta della procura di Terni sui presunti abusi sessuali del fondatore della comunità Molino Silla - nei confronti ormai di decine di tossicodipendenti ospitati dalla comunità, tra cui diversi minori di origine straniera, anche thailandese - marcia spedita. Non è più soltanto don Gelmini a doversi difendere dalle accuse, dalle contestazioni degli inquirenti e dagli investigatori umbri, che ormai cercano «prove» non solo sugli abusi sessuali ma anche sul depistaggio, sull’inquinamento probatorio, sospettandolo perlomeno di aver fornito false dichiarazioni nel corso del suo interrogatorio. Alcuni collaboratori di don Pierino sono finiti sul registro degli indagati.
Favoreggiamento

Per Pierluigi La Rocca l’ipotesi di reato è favoreggiamento. Ma anche su altri «contatti» della «squadra» di don Gelmini per tentare di orientare o perlomeno di neutralizzare le indagini sono in corso approfondimenti. Come nel caso dell’ex procuratore di Terni, Cesare Martellino, oggi rappresentante italiano ad Eurojust, che archiviò nel 2002 un’inchiesta su don Gelmini, sempre per abusi sessuali. Gli inquirenti avrebbero raccolto un’intercettazione telefonica tra il magistrato e don Gelmini nella quale Martellino avrebbe detto: «Dobbiamo vederci e pianificare una strategia». Naturalmente, difensiva. Ma proprio perché l’intervento di Martellino si inserisce in un’attività opaca della «squadra» di Molino Silla, gli inquirenti di Terni vogliono approfondire anche il protagonismo di Martellino.
Dunque, il presunto favoreggiatore Pierluigi La Rocca. L’episodio che gli viene contestato risale al novembre scorso, quando uno degli «accusatori» del fondatore della comunità di recupero di tossicodipendenti scrive la sua lettera di ritrattazione, precisando che quelle accuse se le era inventate sotto gli effetti di psicofarmaci. Il ragazzo fu poi indagato per calunnia.
Il «regalo»

Interrogato nella primavera scorsa, l’ex accusatore ha ammesso di aver scritto sotto dettatura di Pierluigi La Rocca negando, tra l’altro, così come aveva detto don Gelmini agli inquirenti, di aver ricevuto dal sacerdote un «regalo» di 200 euro. E proprio a La Rocca il ragazzo si sarebbe rivolto per avere un suggerimento sul nome dello psicofarmaco da indicare.
Incastrato dalle accuse, La Rocca ha provato a difendersi. Ammettendo di essersi trovato a casa del ragazzo nel giorno della lettera di ritrattazione - ma non di aver suggerito cosa scrivere - e soprattutto ha chiamato in causa un altro sacerdote, amico di don Gelmini, don Ezio Miceli, che avrebbe «regalato» alla famiglia del ragazzo ben 5 mila euro. Un atto di «carità», per via delle condizioni economiche disastrate della famiglia del ragazzo. Ecco il dubbio che gli investigatori devono sciogliere: la «regalia» è merce di scambio per la ritrattazione? Certo è che la Procura di Terni nel corso degli approfondimenti per verificare le accuse di abusi sessuali nei confronti di don Gelmini si è trovata di fronte a una serie di comportamenti sospetti, al limite del favoreggiamento, dell’inquinamento probatorio.
In queste settimane, la Mobile di Terni è impegnata a cercare riscontri sui nuovi accusatori di don Gelmini mentre la Procura di Terni avrebbe deciso di riesaminare vecchi episodi, come quello di un ragazzo di San Marino, Fabrizio Franciosi, allontanatosi dalla comunità perché a conoscenza di episodi di abusi sessuali all’interno di Molino Silla. Il ragazzo fu poi ucciso a Rimini (ovviamente la Procura di Terni è interessata alle sue denunce sugli abusi sessuali, che gli investigatori archiviarono a suo tempo). Ma anche sui nuovi spunti investigativi forniti da don Antonio Mazzi che, chiamato in causa da uno dei ragazzi «accusatori» di don Gelmini, non solo ha confermato che effettivamente quel ragazzo gli raccontò degli abusi, ma ha aggiunto che gli furono raccontati anche altri episodi del genere.