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 2007  settembre 15 Sabato calendario

FRANCOFORTE

Costa un milione di euro. Iva esclusa, s’intende. E le hanno già vendute tutte. Venti Lamborghini, andate come il pane in soli quattro giorni. Una decina negli Stati Uniti, altre sparpagliate un po’ ovunque tra Europa e Asia. Una sola in Italia. Macchina da far girare la testa, tra le più fotografate in questi giorni al Salone dell’auto di Francoforte. Si chiama Reventòn, come il potente toro che nel 1943 uccise il leggendario matador messicano Felix Guzman. Ma assomiglia a un aereo da guerra, quello «invisibile ». Il Raptor F22. Una somiglianza voluta, ricercata, ottenuta dai designer del Centro Stile del marchio di Sant’Agata Bolognese, che dall’idea alla realizzazione finale del primo e finora unico modello prodotto, hanno impiegato poco più di un anno.
Esclusiva doveva essere, ed esclusiva è. In tutti i particolari. A cominciare dal colore: una vernice grigio-verde-opaca che non verrà mai più spruzzata su nessun’altra carrozzeria. E poi i cerchioni: disegnati per l’occasione. Gli interni: pelle, alcantara, fibra di carbonio. Perfino il tappo della benzina: una piccola opera d’arte meccanica ottenuta fresando un blocco pieno in alluminio. Il tutto assemblato a mano. Come vuole la tradizione di questo marchio italiano che oggi appartiene al gruppo Volkswagen-Audi. Anche la vendita dei venti modelli si è svolta in


Ai potenziali acquirenti nei mesi scorsi era stato mostrato un modellino

modo unico. Vale la pena raccontarla. I concessionari Lamborghini di tutto il mondo hanno ricevuto l’incarico di individuare i potenziali clienti. Fatto questo, per i ricconi americani scelti, sono stati organizzati in agosto una serie di incontri a Santa Monica, California. Nel lussuoso Centro design Audi, all’interno di un aeroporto privato (giusto perché i clienti che arrivavano con i loro jet privati non perdessero troppo tempo...), il presidente
COLORE «MILITARE»
Vernice grigio-verde opaca, la Reventòn ha una tonalità militare.
Gli interni sono in pelle, alcantara e fibra di carbonio
e amministratore delegato di Lamborghini, Stephan Winkelmann, e alcuni tra i suoi collaboratori più fidati, hanno illustrato riservatamente a ciascun potenziale acquirente le caratteristiche dell’auto. Senza che l’auto ci fosse, peraltro. Davanti a loro infatti c’era solo un modellino in scala, lungo poco più di un metro. E un filmato per dare un’occhiata agli interni.
Do you like? E in quattro giorni dieci ordini sono stati compilati. La stessa scena si è ripetuta nella stanza più segreta dell’azienda a Sant’Agata Bolognese, poco prima dell’inizio del Salone di Francoforte, con il resto dei clienti (qualcuno non si è nemmeno presentato, ma ha acquistato a scatola chiusa). Esaurito, stop. E non si replica.
Ma chi ha comprato questo bestione 6.500 di cilindrata, che scatena una potenza di 650 cavalli e una velocità di oltre 340 chilometri all’ora passando da zero a 100km/h in soli 3,4 secondi? Impossibile avere nomi. Si tratta di imprenditori, dicono genericamente in Lamborghini. E l’unico italiano che la metterà in garage non sfugge a questa classificazione: «Un imprenditore nel campo del lusso», aggiungono tra i denti, timorosi di avere già detto troppo.
Costruita sul telaio d’acciaio della Murciélago, uno dei due modelli prodotti da Lamborghini (l’altro è la Gallardo: tutti nomi di toro, il simbolo dell’azienda), la Reventòn sfoggia un design esterno completamente nuovo. Il rivestimento è realizzato in un costosissimo materiale a base di fibra di carbonio, tanto stabile quanto leggero. « la più estrema delle nostre auto – dice Winkelmann ”. I designer hanno compresso ed estremizzato il Dna del marchio. Siamo di fronte a un vero superlativo a quattro ruote».
Ma per averlo davvero di fronte, questo superlativo, i venti fortunati Paperoni dovranno aspettare ancora un annetto, il tempo di produrlo. Solo a ottobre 2008 potranno finalmente ingranare la prima e far correre quanto vogliono, e anche di più, il loro milione viaggiante.