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 2007  settembre 15 Sabato calendario

DAL NOSTRO INVIATO

NEW YORK – Dal 2002, quando ha ereditato dal padre appena scomparso il mantello di capo della setta dei mormoni fondamentalisti e alcune dozzine delle sue mogli, Warren Jeffs ha guidato le comunità poligame di Hildale, nello Utah, e di Colorado City, imponendo a tutti il rispetto dei suoi precetti. Indossando i panni del profeta che dialoga direttamente con Dio, il 51enne Jeffs ha convinto i suoi fedeli che ci sarà paradiso solo per gli uomini con almeno tre mogli e per le donne che accettano di condividere con altre il loro marito: è riuscito così a spingere ragazze minorenni ad accoppiarsi con uomini anziani e ad obbligare le famiglie della setta a cacciare dalla comunità i figli maschi la cui presenza, una volta divenuti adulti, avrebbe inevitabilmente fatto saltare la struttura di un villaggio organizzato per harem. La polizia ha cercato a lungo, ma invano, di incriminarlo per poligamia: nessuno nella sua comunità era disposto a testimoniare contro di lui.
Poi, un anno fa, i giudici dello Utah sono alla fine riusciti a far arrestare Warren Jeffs (catturato a Las Vegas dopo una lunga latitanza) contestandogli un’accusa diversa: violenza carnale su minori. Il processo, iniziato giovedì pomeriggio a St. George, una cittadina a 40 miglia da Hildale, è basato sul caso di due ragazze che all’epoca dei fatti avevano 14 anni e che hanno dichiarato di essere state spinte ad accoppiarsi con uomini adulti proprio da Jeffs che le aveva minacciate: se rifiutate, la vostra anima sarà perduta.
Il procedimento, dal quale il «profeta» rischia di uscire con una condanna all’ergastolo, sarà sicuramente tormentato. Gli ostacoli sono stati enormi fin dalla prima fase, quella della selezione della giuria: magistrati e avvocati hanno ascoltato oltre 300 cittadini, ma quasi tutti i candidati si sono rivelati inadatti per i loro pregiudizi o per i rapporti con persone che appartengono alla setta. Poi, quando appariva ormai probabile il trasferimento del processo a Salt Lake City, il tribunale è riuscito a mettere insieme un numero sufficiente di candidati dai quali trarre otto giurati e quattro supplenti.
I danni sociali prodotti dalla Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo e dei Santi dell’Ultimo Giorno – una denominazione simile a quella della chiesa mormone ufficiale salvo che per il termine «fondamentalista » – sono fuori discussione: le poche donne che hanno osato abbandonare la comunità, hanno raccontato storie tremende di violenze psicologiche e promiscuità forzata, mentre la vicenda dei mille «ragazzi perduti», gli adolescenti abbandonati dalla comunità negli ultimi sei anni per strada, come animali domestici non più graditi, è stata raccontata più volte dalla stampa americana e ha dato lo spunto anche a sceneggiati televisivi come Big Love (trasmesso alla fine dello scorso anno anche in Italia).
I poligami – 20-30mila in tutto lo Utah, oltre 10mila dei quali fanno parte della setta che vive tra Hildale e Colorado City – considerano quella della magistratura una persecuzione: «Pensano – spiega il giudice James Shumate – che avere più mogli contemporaneamente sia una questione di diritti civili, si sentono come i neri che negli anni ’50 sfidavano le leggi che imponevano la segregazione sugli autobus pubblici».
Certo, la setta è isolata nel suo oltranzismo ed è stata scomunicata da oltre un secolo dalla chiesa ufficiale di Salt Lake City che non perde occasione per condannare Jeffs e i suoi. Ma molti sono convinti che quello della poligamia rimanga comunque per i mormoni un fantasma ingombrante. La decisione di mettere fuori legge questa pratica venne, poi, presa alla fine dell’800 più che per motivi etici, perché il governo di Washington aveva condizionato l’ingresso dello Utah nell’Unione alla messa al bando della poligamia.
Per questo spesso i fondamentalisti sfidano la chiesa ufficiale affermando di essere loro i veri interpreti della dottrina mormone, così come concepita da Smith. E per questo Mitt Romney, candidato alla Casa Bianca repubblicano e mormone, è costretto a ripetere in tutti i comizi di considerare ogni forma di poligamia assolutamente intollerabile. Per gli ottimisti quello della poligamia è ormai un fenomeno residuale: la popolazione della remota contea di St George è pressoché decuplicata anche grazie al turismo. Per la setta sarà, insomma, sempre più difficile isolarsi dalla civiltà. E anche molti dei «ragazzi perduti», superato il trauma del distacco, sono riusciti a rifarsi una vita restando nello Utah e sperano, prima o poi, di riprendere i contatti con le loro famiglie. Secondo altri, invece, il fenomeno potrebbe essere più diffuso di quanto non si pensi: è il caso, ad esempio, del Canada che qualche mese fa, mentre si occupava del caso di alcuni immigrati musulmani che rivendicavano il diritto di costruirsi un piccolo harem nonostante la legge vieti espressamente di avere più mogli, ha scoperto che a Bountiful, paese di mille anime tra le montagne alle spalle di Vancouver, una comunità non musulmana ma di ispirazione mormone pratica da anni, indisturbata, la poligamia.