Alessandra Arachi, Corriere della Sera 15/9/2007, 15 settembre 2007
ROMA – La conferenza sui cambiamenti climatici? «Non ha avuto nulla di scientifico ». Parola di climatologo
ROMA – La conferenza sui cambiamenti climatici? «Non ha avuto nulla di scientifico ». Parola di climatologo. Parola di Franco Prodi che non è soltanto il fratello del premier, ma è il più grande climatologo d’Italia, lui che al Cnr dirige l’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima. Dice: « stata una conferenza impostata male. Gli è stato dato un titolo e un’impronta scientifica, ma non hanno invitato nessuno scienziato. E hanno sbagliato a legger e i dati». Non hanno invitato lui e nessuno dei professori italiani della materia. Per questo Franco Prodi e gli altri ordinari d’Italia ieri hanno preso carta e penna per protestare con Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca. «Io sono il rappresentante dei professori dell’università », dice Franco Prodi. E spiega: «Ci siamo rivolti a Mussi per chiedere spiegazioni sul perché non hanno ritenuto opportuno far partecipare anche noi a questa conferenza». Magari il professor Prodi avrebbe potuto chiedere spiegazioni direttamente al premier. «Ma va là! Mica vado da mio fratello a chiedere: perché Pecoraro Scanio non mi ha invitato alla conferenza? Lo chiedo a Mussi, che è il mio ministro di riferimento». LE CIFRE – Vorrebbe chiedere molte altre cose il professor Franco Prodi. «Perché hanno sbagliato a leggere i dati, ad esempio», dice. E commenta: «E’ stato detto che in Italia la temperatura è aumentata quattro volte in più rispetto al resto del pianeta: ma come hanno potuto? Eppure i dati arrivano dal Cnr. E dicono che a fronte di un aumento di temperatura di sette decimi di grado per secolo, in Italia è aumentata di un grado. Ovvero l’Italia è assolutamente in linea rispetto al resto delle terre emerse dove, si sa, la temperatura è sempre superiore ». Ma non è soltanto questione di numeri. «Hanno dato per scontato e misurato il contributo antropico all’aumento della temperatura. Ma non è così: è assai probabile che ci sia il contributo dell’uomo nell’aumento di temperatura. Ma quantificarlo è, invece, il problema di questo secolo. E dare un messaggio distorto in questo senso è assolutamente nocivo perché blocca il desiderio dei giovani per la ricerca». IL NUCLEARE – Ne avrebbe voluto dire Franco Prodi a questa conferenza sul clima. E adesso, a margine, sussurra anche la sua in materia di energia nucleare: «Una scelta inevitabile se si vuole continuare nella società con questi consumi. Inevitabile per la compatibilità con il clima, visto che con il nucleare non si produce anidride carbonica, anche se limitata nel tempo: non abbiamo scorte che per tre-quattro secoli». Sulla stessa linea il candidato alla guida del Pd Enrico Letta, che ieri al Festival delle Idee di Piacenza ha dichiarato: «Sto con Bersani, è necessario tornare a fare ricerca sul nucleare». Guarda di buon grado anche alle energie rinnovabili il climatologo Prodi. « sicuramente una buona soluzione, anche se se ne parla tanto ma siamo ancora molto indietro». CORRIERE DELLA SERA, 16/9/2007 ROMA – Sempre più calda le polemica sul clima. Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, accusato da Franco Prodi, uno dei più autorevoli fisici dell’atmosfera e fratello del premier, di non aver invitato alla Conferenza sui cambiamenti del clima proprio gli scienziati che indagano l’evoluzione del clima, offrendo la tribuna a quelli che ne studiano i disastrosi effetti, si difende. «Alla Conferenza – replica il ministro – erano presenti i climatologi del "Focal point" locale dell’Ipcc, l’organizzazione mondiale che studia i cambiamenti climatici, inoltre c’erano i maggiori esperti mondiali». C’erano esponenti del Cnr, ricordano al ministero dell’Ambiente, e una delle allieve di Prodi ha avuto un ruolo rilevante. «Inviterò il professor Franco Prodi – aggiunge Pecoraro Scanio – a chiarirsi con i climatologi presenti. Penso che le sue parole siano state strumentalizzate ». Lo scienziato, intervistato dal Corriere della Sera, aveva segnato con la matita blu vari errori. DIVISI – Il mondo della scienza appare diviso. «Ho trovato la conferenza sul clima molto interessante, mi è piaciuta », afferma il Nobel per la Medicina, Rita Levi Montalcini. Ma i fisici dell’atmosfera non si accontentano dell’apertura di Pecoraro Scanio. E soprattutto non hanno cambiato idea sull’attendibilità della Conferenza. «Non voglio alimentare la polemica – dice Franco Prodi confermando tutto – ma ribadisco che ho parlato a nome del gruppo di ordinari della Scienza della terra e del clima e come direttore dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr, e che l’invito alla conferenza non c’è stato. Al convegno c’erano esperti di adattamenti agli effetti del clima, mentre io penso che ci sia bisogno di ulteriore ricerca». «E poi – continua Franco Prodi – le conferenze scientifiche hanno altre procedure. A Pecoraro Scanio rispondo che nessuno ha strumentalizzato le mie parole, non voglio entrare nella querelle catastrofisti o anticatastrofisti. I dati non corretti? L’aumento di un grado di temperatura in un secolo non è poco ed è innegabile l’apporto antropico, ma la lettura dei dati è stata sbagliata». «Sul nucleare – conclude – sostengo che è inevitabile per chi vuole un aumento dell’uso di energia, non io, che punto ad un umanesimo con consumi più consapevoli. Lo dico a titolo personale, mio fratello non c’entra». CRITICHE – L’incontro non è piaciuto neppure al climatologo Guido Visconti, altro escluso, docente di Fisica dell’atmosfera all’università dell’Aquila: «Non siamo stati invitati perché avremmo cambiato le carte in tavola ». «Il convegno – spiega Visconti’ alla fine ha assunto lo scopo politico di sensibilizzare il governo e nel far questo si è esagerato. Insomma non si è rispettata la verità scientifica o quel poco che si conosce: nel nostro Paese manca da sempre un approccio sperimentale».