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 2007  settembre 13 Giovedì calendario

Con il limite dei due mandati a Londra senza seggio il 67%. Il Sole 24 Ore 13 settembre 2007. In Europa una "legge Grillo" non c’è

Con il limite dei due mandati a Londra senza seggio il 67%. Il Sole 24 Ore 13 settembre 2007. In Europa una "legge Grillo" non c’è. In nessuno dei principali Paesi esiste un vincolo a non ricandidarsi dopo aver già vinto due elezioni precedenti. Forse perché, se così fosse, sarebbero in troppi a dover abbandonare le aule parlamentari. E, per la legge dei grandi numeri, a dire addio al proprio seggio sarebbero non solo i «mestieranti della politica», ma anche esperti legislatori. Nelle camere basse dei principali Paesi europei (le uniche per cui è possibile fare un confronto omogeneo) la percentuale di onorevoli con più di due legislature alle spalle è più alta che in Italia. Nell’aula di Montecitorio sono 181 su 630 i deputati in questa condizione (si veda «il Sole 24 Ore» di martedì), quelli che la proposta del blogger Beppe Grillo vorrebbe rendere inellegibili. Da noi, quindi, non si arriva neanche al 30%, contro il 67% della Gran Bretagna, poco meno del 50% di Germania e Francia e il 32,5% della Spagna. Squadra che vince non si cambia, verrebbe da dire per gli onorevoli di Oltremanica. Tra i 646 deputati della House of Commons appena un terzo è alla prima o al massimo alla seconda legislatura. Tuttavia tra maggioranza e opposizione le differenze sono notevoli: dieci anni di leadership del Labour hanno lasciato il segno. Nel partito del premier Gordon Brown quasi l’80% dei deputati è composto da veterani con più di due mandati sul curriculum. Tra i conservatori la percentuale scende al 60%, e lo stesso leader dell’opposizione, David Cameron, 41 anni a ottobre, ha alle spalle appena due elezioni vittoriose. Ad ogni modo, in Gran Bretagna pesa anche il sistema di voto: sono frequenti i casi di deputati che tramandano a se stessi il proprio collegio uninominale. In Germania, la XVI legislatura iniziata nel 2005 ha consegnato al Bundestag (la camera bassa) 109 membri su 613 già vittoriosi in due delle precedenti consultazioni. Ci sono poi 194 deputati che sono oltre il loro quarto periodo legislativo (di cui due al decimo). La stessa cancelliera Angela Merkel ha ottenuto per la prima volta un seggio nel ’90, cinque legislature fa. Di segno opposto la situazione nel Congreso de los Diputados spagnolo. Dei 350 rappresentanti che siedono in aula, infatti, il 67,5% è alla prima o seconda "volta". Meno di un terzo, dunque, lascerebbe il seggio se valesse la "ricetta Grillo". Forti le differenze tra le formazioni politiche. Il partito socialista del premier José Luis Zapatero (giunto alla sua quarta presenza al congresso) detiene infatti il primato in materia di ricambio: soltanto 40 deputati sui 164 appartenenti alla forza di maggioranza sono stati eletti per più di due volte. Ben il 76,7% dei rappresentanti socialisti (in gran parte donne) svolge al massimo il secondo mandato (che nel Paese iberico dura quattro anni). Sono invece poco più della metà i "novizi" (o quasi) in forza al partito popolare all’opposizione, circa il 44% dei 147 deputati in carica. Spaccata a metà l’Assemblea nazionale francese, con il 49% dei suoi componenti eletto almeno per la terza volta. Qui, sono i popolari di Nicolas Sarkozy a mostrare una maggiore propensione al ricambio rispetto ai socialisti di Ségolène Royal. Giunto invece alla sesta legislatura il terzo incomodo delle ultime elezioni presidenziali, François Bayrou. La formazione che subirebbe di più il limite proposto dal comico genovese è tuttavia il partito della sinistra democratica repubblicana (Gdr): perderebbe due deputati su tre. Andrea Marini, Francesco Nariello