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 2007  settembre 13 Giovedì calendario

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Merkel: meno spesa pubblica. Il Sole 24 Ore 13 settembre 2007. FRANCOFORTE. La Germania continua sulla strada del risanamento. Ieri il cancelliere Angela Merkel ha annunciato un’ulteriore riduzione della spesa pubblica e, approfittando di un discorso in Parlamento, ha anche attribuito parte del merito della ripresa economica al suo predecessore, il socialdemocratico Gerhard Schröder.
«Per la prima volta dai tempi dell’unificazione il pareggio di bilancio è vicino», ha detto al Bundestag la signora Merkel, riferendosi a un obiettivo che potrebbe essere raggiunto già nel 2008. «Abbiamo un Governo forte, dobbiamo avere anche un Governo efficiente».
L’obiettivo rimane quello di ridurre la spesa pubblica al 42,5% del Pil nel 2009, dal 44,7% nel 2007 e dal 48,5% del 2003. Secondo le ultime statistiche dell’Ocse il dato di quest’anno è basso rispetto al 44,9% della Gran Bretagna, al 48,3% dell’Italia e al 53,4% della Francia. «Una politica dei conti pubblici solida è essenziale» per aiutare la Germania a risolvere molti dei suoi problemi, ha aggiunto la signora Merkel, alla guida di una grande coalizione tra socialdemocratici e democristiani, e ai vertici in termini di popolarità.
Esprimendo ottimismo sul futuro dell’economia tedesca, nonostante, le turbolenze finanziarie di questo periodo, il cancelliere tedesco ha spiegato che l’attuale ripresa è merito anche del precedente Governo socialdemocratico-verde, tra il 1998 e il 2005. «La buona congiuntura ci dimostra che le riforme avviate con l’Agenda 2010 dal Governo rosso-verde erano giuste. Lo dicono i dati», ha affermato sportivamente l’attuale cancelliere, con una presa di posizione forse impensabile nel mondo politico italiano.
Con l’Agenda 2010, presentata nel 2003, l’allora cancelliere Schröder lanciò un esteso programma di riduzione del welfare state: sono stati ridotti gli assegni di disoccupazione così come i sussidi pubblici, ed è stato riformato in parte il sistema sanitario.
Ad appena qualche anno di distanza - e dopo un forte aumento della disoccupazione, riassorbito (in parte) solo in questa ultima fase - la Germania si guarda indietro e apprezza gli sforzi effettuati per tornare competitiva. Proprio negli ultimi giorni dati recenti hanno mostrato che il costo del lavoro nel settore privato tedesco era nel 2006 ormai più basso che in Francia o in Olanda. «Si tratta di una grandiosa storia di successo», ha commentato la signora Merkel. «Chi è riuscito in questa impresa non deve aver paura dei cambiamenti del XXI secolo».
Nel rendere merito a Schröder, con cui il rapporto personale è stato anche difficile in questi ultimi tempi, la signora Merkel non ha solo dimostrato onestà intellettuale. anche intervenuta, non a caso, in un dibattito che sta dilaniando l’Spd, prendendo posizione a favore di coloro che vogliono continuare sulla strada dell’Agenda 2010 e contro invece l’ala sinistra del partito (si veda Il Sole-24 Ore del 5 settembre).
Beda Romano


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E Düsseldorf festeggia l’azzeramento del debito. Il Sole 24 Ore 13 settembre 2007. FRANCOFORTE. Chi era a Düsseldorf ieri pomeriggio poteva bere birra e mangiare salsicce a volontà e gratuitamente, su invito del borgomastro, Joachim Erwin. La città renana ha festeggiato con una grande festa pubblica il primo giorno senza debiti in almeno un secolo. La capitale del Nord-Reno Vestfalia è riuscita a risanare i propri conti vendendo attività economiche (tra le quali un pacchetto di azioni Rwe per circa 360 milioni di euro) e tagliando la spesa. Nel 1999 il suo debito ammontava a oltre 1,6 miliardi di euro.
Düsseldorf, che conta 580mila abitanti, è la nona città più popolata di Germania. Ed è la seconda a liberarsi del suo debito, dopo Dresda (460mila abitanti) che l’anno scorso ha venduto 48mila appartamenti al Fortress Investment Group pur di rimettere ordine nelle finanze pubbliche. La città renana invece ha deciso di conservare le sue 10mila abitazioni, troppo «importanti per i cittadini con redditi bassi», ha detto il portavoce Kai Schumacher. Dal 2000, Düsseldorf ha registrato ogni anno un bilancio in pareggio.
«Senza più passività finanziarie abbiamo un maggiore margine di manovra», ha affermato Erwin, che ha notato come tra il 1999 e il 2007 la città abbia speso, solo per il servizio del suo debito, circa 465 milioni di euro. Libero da questa incombenza, il sindaco democristiano vuole ora pensare al futuro: modernizzare l’aeroporto della città, migliorare il servizio di metropolitana, costruire nuovi asili-nido e case per anziani, ridurre le tasse.
Il caso di Düsseldorf non è banale, essendo la capitale renana un grande centro della Germania Ovest. Ma proprio per la sua posizione geografica è anche sede di molte aziende: «La città - ha detto Franz-Reinhard Habbel, portavoce dell’associazione dei Comuni tedeschi - è un’eccezione nel panorama tedesco: ha molte società ricche che pagano molte tasse».
Beda Romano