Varie, 14 settembre 2007
Tags : Gaetano Arfé
ARF Gaetano Somma Vesuviana (Napoli) 12 novembre 1925, Napoli 13 settembre 2007. Storico • «La definizione più illuminante di Gaetano Arfè [
ARF Gaetano Somma Vesuviana (Napoli) 12 novembre 1925, Napoli 13 settembre 2007. Storico • «La definizione più illuminante di Gaetano Arfè [...] l’ha data lui stesso [...] quando ha voluto riconoscersi ”superstite, tra i pochi, di quella generazione di storici animata da una passione civile, che non revisionò ma scoprì la storia di un’Italia sconosciuta, l’Italia dei vinti del Risorgimento, dei socialisti e dei cattolici nell’età liberale, del fascismo, dell’antifascismo, della Resistenza”. E infatti, riflessione storica e impegno politico sono stati, per oltre mezzo secolo, due ”momenti”, distinti ma anche complementari, della biografia intellettuale di questo napoletano [...] che dietro un atteggiamento tranquillo, quasi ”pacioso”, sapeva nascondere uno straordinario attivismo. Da giovanissimo, nel 1942, aveva conosciuto Benedetto Croce, e proprio a Napoli, nel famoso Istituto di studi storici, aveva imparato quello che Marc Bloch chiamava ”il mestiere dello storico”, applicando le sue ricerche al recupero di voci e volti del socialismo, come dimostrano i suoi due libri più noti, la Storia dell’’Avanti!” (Edizioni Avanti!, 1956) e la Storia del socialismo italiano 1892-1926 (Einaudi, 1965), che hanno costituito altrettanti riferimenti fondamentali per tanti di noi. Del resto, lo stesso Arfè aveva confessato che fin da ragazzo ”il socialismo divenne la mia regola di vita”, come si può leggere nell’ultima raccolta dei suoi Scritti di storia e politica, a cura di Giuseppe Aragno (La città del sole, 2005). Così, a voler prendere a prestito l’immagine di Giano bifronte, possiamo dire che Arfè ha saputo offrire due simboliche ”facce” della sua personalità, perché accanto alla ”faccia” dello storico – per lunghi anni anche docente negli atenei di Bari e di Salerno, e poi al ”Cesare Alfieri” di Firenze, collega e amico di Giovanni Spadolini – c’è l’altra ”faccia”, quella del politico, che all’interno del Partito socialista ha ricoperto importanti cariche, è stato per un decennio (dal 1966 al 1976) direttore del quotidiano Avanti!, e più volte deputato alla Camera ed europarlamentare (dove sarà meritorio promotore della Carta dei diritti delle minoranze etniche e linguistiche). Eppure resto convinto che, se è stato un militante di partito (che abbandonerà nel 1985, per aderire alla cosiddetta Sinistra indipendente), Arfè non è mai stato uomo di parte, settario e intollerante. Tutto al contrario: proprio la forma mentis dello studioso, fedele a quella che, con implicito richiamo crociano, definiva ”la storiografia etico-politica”, si rifletteva anche nel suo modo di giudicare gli altri, fossero pure di diversa estrazione ideologica, ”evitando – come amava ripetere – ogni forma di faziosità e anche di tendenziosità, e cercando ogni volta di mettere in luce, di capire e di far capire i moventi dei vari attori e protagonisti”. Insomma, un bell’esempio di stile [...]» (Arturo Colombo, ”Corriere della Sera” 14/9/2007).