Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  settembre 13 Giovedì calendario

Landini Maurizio

• Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia) 7 agosto 1961. Sindacalista. Dal giugno 2010 segretario generale della Fiom. Dopo aver cominciato a lavorare, quale apprendista saldatore, in un’azienda cooperativa attiva nel settore metalmeccanico, è stato prima funzionario e poi segretario generale della Fiom di Reggio Emilia. Successivamente è stato segretario generale della Fiom dell’Emilia-Romagna e, da ultimo, di quella di Bologna. Nel 2005 è entrato a far parte dell’apparato politico della Fiom nazionale e il 30 marzo del 2005 è stato eletto nella Segreteria nazionale • «[...] a 16 anni lavorava come operaio apprendista in una Coop di Cavriago. La sua è una storia di fabbrica ”classica” [...]» (Marco Imarisio, ”Corriere della Sera” 13/9/2007) • «’Maurizio Landini fa parte di quei segretari generali che finiscono in ”ini’, come Rinaldini e prima di lui Sabbatini. E con questo ho detto tutto”. Così un ex dirigente sindacale che nella Fiom [...] fotografa il [...] leader dei metalmeccanici Cgil. Landini incarna insomma la continuità dell’anomalia Fiom, organizzazione gelosissima della sua autonomia fino al punto da teorizzare, sotto la guida del carismatico Claudio Sabattini (segretario fino al 2002), l’’indipendenza” [...] Rinaldiniano della prima ora, così come Rinaldini era stato sabattiniano doc, Landini, a differenza del predecessore è un leader nato e cresciuto tra i metalmeccanici, non un sindacalista mandato da fuori a dirigere la Fiom. Non ha il ghigno di Sabattini, né i baffetti che facevano anziano di Rinaldini, ma una faccia giovane, con gli occhiali da bravo ragazzo. Ha sempre bruciato le tappe. Comincia prestissimo come apprendista saldatore in una fabbrica vicino a Castelnovo Ne’ Monti, in provincia di Reggio Emilia, dove è nato [...] e dove tuttora vive con la moglie e il cane col quale si diverte tutte le volte che può. Qualche anno di lavoro ed entra come funzionario nella Fiom. A soli 30 anni è segretario generale di Reggio Emilia, poi diventa numero uno della Fiom regionale, quindi un passaggio a Bologna, infine, nel 2005, viene portato da Gianni Rinaldini nella segreteria nazionale. Una scelta non casuale. Rinaldini, che aveva fatto tutta la sua carriera in Emilia Romagna (lui a differenza di Landini è ”cittadino”, nel senso che è nato proprio a Reggio Emilia) aveva avuto modo di apprezzare la serietà e la professionalità di questo giovane sindacalista. Al quale affiderà deleghe di peso. Il delfino gestirà così importanti ristrutturazioni nel settore degli elettrodomestici, da Indesit a Merloni, e sarà il protagonista dell’accordo che porta alla chiusura della Electrolux di Scandicci e alla successiva reindustrializzazione dell’ area, un’operazione riuscita. Poi le sue competenze si allargheranno alle due ruote. E qui finirà per vedersela col numero uno della Piaggio, Roberto Colaninno, e conoscerà una grave sconfitta [...] Era il marzo 2009. Fim-Cisl, Uilm-Uil e Ugl firmano con l’azienda un contratto integrativo che Landini si rifiuta di sottoscrivere perché ritiene insufficienti gli aumenti concessi dall’azienda. Ma accetta la sfida di misurarsi nel referendum dei lavoratori e adeguarsi al risultato. Che sarà una vittoria netta del sì all’accordo. Passa qualche giorno e Landini va a firmare. [...] Eppure, dice chi lo conosce, Landini è un trattativista più dei predecessori. uno che conosce come pochi tutte le pieghe contrattuali delle tute blu. Il suo, rispetto a quello dei predecessori, è un profilo più sindacale che politico. Iscritto in gioventù al Pci, poi al Pds e ai Ds, dopo la nascita del Pd non ha rinnovato la tessera. Serio, rigoroso, è difficile farlo ridere. Incline più alla malinconia, come testimonia la grande foto di scena di Massimo Troisi in bicicletta nel film ”Il postino” che campeggia nella sua stanza di segretario generale» (Enrico Marro, ”Corriere della Sera” 15/6/2010).