il Venerdì 7/9/2007, 7 settembre 2007
Un anno fa John Pendry, dell’Imperial College di Londra, aveva dato un fondamento scientifico all’invisibilità con una teoria centrata sui metamateriali, strutture artificiali che interagiscono in modo anomalo con la luce
Un anno fa John Pendry, dell’Imperial College di Londra, aveva dato un fondamento scientifico all’invisibilità con una teoria centrata sui metamateriali, strutture artificiali che interagiscono in modo anomalo con la luce. La sua tesi, messa in pratica dagli scienziati della Duke University del North Carolina, era che è possibile nascondere a una videocamera sensibile solo alla frequenza delle microonde (ma non all’occhio umano) un oggetto circondato da un anello di metamateriali. Ora un nuovo passo avanti, protagonisti lo stesso Pendry e tre fisici francesi dell’Istituto Fresnel di Marsiglia. «Tra dieci anni potremo costruire una bolla fatta di metamateriali che renda trasparente se stessa e il suo contenuto», spiega uno dei fisici francesi. «La luce, incontrandola, non seguirebbe il tragitto più corto, ma una traiettoria curva, come un fiume che incontra un masso lungo il percorso». Il problema è che il rivestimento di questa bolla deve essere composto da mattonelle con lati lunghi non più di 50 nanometri, 50 milionesimi di millimetro. Quasi invisibili.