Franca Selvatici, la Repubblica 11/9/2007, 11 settembre 2007
FIRENZE
«L´impressione è che sia stata una scelta abbastanza opinabile», aveva commentato a caldo il procuratore di Firenze Ubaldo Nannucci. Era il 28 agosto ed era appena entrata in vigore l´ordinanza «contingibile e urgente» dell´amministrazione comunale di Firenze che vietava il mestiere di lavavetri, «esercitato con modalità tali da creare una situazione di grave pericolo», avvertendo che i trasgressori sarebbero stati denunciati per «inosservanza dei provvedimenti dell´autorità» (articolo 650 del codice penale). Al ritorno dalle ferie il procuratore ha studiato l´ordinanza e non ha cambiato idea. Ieri ha deciso di chiedere al gip l´archiviazione per «infondatezza della notizia di reato» di tutti i procedimenti aperti contro i lavavetri, sollecitando la restituzione del denaro e degli attrezzi sequestrati. Tanto più che, ha spiegato, nessuna forza di polizia gli ha segnalato «qualche tipo di condotta che meritasse la definizione di racket».
Ieri Publicares (Gruppo Swg) ha diffuso la sintesi di un´indagine, compiuta dal 5 al 7 settembre su un campione di 1000 cittadini, da cui risulta che il 79% degli italiani approva l´ordinanza anti-lavavetri di Firenze. Questo, peraltro, non è argomento che possa influire sulle decisioni di un magistrato. Il procuratore Nannucci rileva che l´ordinanza qualifica l´attività di lavavetri come mestiere girovago e che l´esercizio abusivo dei mestieri girovaghi è stato depenalizzato nel 1981. Da allora esso è, per la legge dello Stato, un illecito amministrativo, punito con una sanzione dai 10 ai 258 euro. E dunque, in base al principio di specialità, «non è configurabile per tale attività la sanzione penale», che nessuno può far rientrare dalla finestra invocando la violazione dell´articolo 650 del codice penale. Con le norme in vigore, il contrasto ai lavavetri può essere esercitato solo con delle contravvenzioni. «Ne abbiamo fatte decine soltanto fra gennaio e agosto 2007 e non sono servite a nulla», sottolinea l´assessore alla sicurezza Graziano Cioni, che ieri ha preannunciato un´offensiva contro i parcheggiatori abusivi.
Gli argomenti del procuratore Nannucci non convincono il professor Carlo Federico Grosso, ordinario di diritto penale ed ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura: «Il reato penale non è l´esercizio abusivo del mestiere di lavavetri, ma l´inosservanza del provvedimento contingibile e urgente dell´autorità che rileva una situazione di pericolo». Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici esprime «doverosa attenzione e rispetto» per le decisioni del procuratore e annuncia: «Stiamo riflettendo sulle sue osservazioni e stiamo mettendo a punto una nuova ordinanza. Terremo conto delle sue considerazioni mantenendo la finalità di tutela dell´incolumità dei cittadini».