Varie, 10 settembre 2007
BOCCIARELLI
BOCCIARELLI Vincenzo Mantova 22 febbraio 1974. Attore. Il Maurizio De Santis de Il bello delle donne, l’Andrea Obrofari di Orgoglio, il Caligola de L’inchiesta, l’Aniceto di Pompei • «[...] è uno di quegli attori che lasciano trasparire senza retorica e senza risparmio il famoso ”sacro fuoco”. Bello, culturalmente curioso e sempre ”alla ricerca del meglio”, alle spalle ha una storia ”da manuale”. Di famiglia lombarda, cresciuto a Siena, a 16 anni vede in tv l’Orlando Furioso di Ronconi e rimane folgorato: molla l’Istituto d’arte e decide che farà l’attore. A Milano si presenta a Strehler, ”che mi prende insieme ad altri 15 dopo aver visto 1.500 aspiranti attori. Ma mi dice: ti farò recitare solo se finisci gli studi. Fu la scintilla che diede origine a tutto”. Vincenzo studia ”come un matto” da privatista, prende il diploma e comincia la sua entusiasmante carriera teatrale: a 17 anni debutta nel Faust , poi lavora accanto a mostri sacri come Mauri, Albertazzi, Valeria Moriconi. Nel ”99, mentre fa Edgar nel Re Lear di Mauri, secondo incontro decisivo: all’Eliseo il giovane attore viene notato dal celebre agente Giuseppe Perrone che gli propone di fare cinema e tv. ”All’inizio ero perplesso”, racconta Bocciarelli. ”Poi ho scoperto una dimensione nuova e ho finito per innamorarmi di cinema e televisione...”. Il grande successo di pubblico viene con le fiction più seguite: Il bello delle donne 2, Incantesimo, Cinecittà venduto in tutto il mondo, La squadra , Orgoglio. ”Per arrivare, ho dovuto combattere molte battaglie che mi hanno temprato”, ricorda Bocciarelli. ”In Italia, purtroppo, anche lo spettacolo è governato più da clientelismi e giochi di potere che dalla meritocrazia. Ma io non mi arrendo e continuo il mio viaggio”. [...] ”La gente mi ferma per la strada e mi chiede cosa fa, dove va, cosa pensa Andrea Obrofari: anche se l’ambiente a volte è avaro di riconoscimenti, il pubblico premia sempre l’impegno di un attore”» (Gloria Satta, ”Il Messaggero” 15/4/2005).