Varie, 10 settembre 2007
BOCCI
BOCCI Cesare Camerino (Macerata) 14 marzo 1958. Attore. Noto soprattutto come il Mimi Augello de Il commissario Montalbano • «[...] La sua storia di attore conta decine d’interpretazioni [...] Eppure, di lui, un flash prevale su tutti: un bel ragazzo col viso spigoloso, gli occhi chiari e la fossetta sul mento, seduto alla scrivania in un commissariato di fronte al superiore Salvo Montalbano. Subisce l’ennesima ramanzina per esser corso dietro a qualche gonnella invece di concentrarsi sul materiale sequestrato a casa dell’indiziato di turno. ”Mimì, ma guante volte tte lo devo dire che ddevi mettere la testa a ppartito”, gli dice il capo, in un siciliano leggero e melodioso. Eccolo là, il vicecommissario Augello, nel Commissario Montalbano. Modi da ”piacione” (che certe amiche gli attribuiscono pure fuori dal set!) dietro cui c’è l’attore Cesare Bocci. Origini marchigiane, da tempo cittadino di Roma, città dove vive [...] una faccia intensa, sorridente e comunicativa. L’abbiamo visto anche in Elisa di Rivombrosa [...] Qui Bocci è il dottore innamorato della sorella del conte Ristori. Ancora un tipo mite, dolce, sentimentale. [...] io questo mestiere l’ho scelto per una passione sfrenata e volevo farlo seriamente. A 24 anni ho mollato tutto e mi ci sono buttato con tutto me stesso [...] Sì, ho fondato insieme con altri la Compagnia della Rancia che poi ho lasciato perché chiamato in tv a fare un programma comico di grande successo, Zanzibar. C’erano Bisio, Orlando, Riondino, la Finocchiaro. [...] Da ragazzo andavo a lavorare nelle campagne vicino Saluzzo. Raccoglievo le mele, pagavano bene. Dormivamo tutti assieme, noi braccianti e i padroni, nelle cascine. Una vita semplice e rigorosa, magnifica [...] I miei avevano un pezzetto di terra e io pensavo che il mio lavoro sarebbe stato coltivarla. Mi sono iscritto a Geologia e sostenuto tutti gli esami, tranne la tesi. Poi ci siamo accorti che più che dare soldi, quel terreno ne succhiava e l’abbiamo venduto. A quel punto ho lasciato famiglia e università e ho scelto l’altro mio grande amore, lo spettacolo [...]”» (’La Stampa” 8/11/2004).