Lucia Annunziata, La Stampa 9/9/2007, 9 settembre 2007
Nuovo inizio, nuova fine e nuovo 8 settembre Se si andasse a chiedere a molti italiani quale evento storico è ricorso l’8 settembre, ho la presunzione che i più avrebbero difficoltà a rispondere, in particolare tra gli Under 50
Nuovo inizio, nuova fine e nuovo 8 settembre Se si andasse a chiedere a molti italiani quale evento storico è ricorso l’8 settembre, ho la presunzione che i più avrebbero difficoltà a rispondere, in particolare tra gli Under 50. Al di là di quanto realmente accaduto, cerchiamo di dare un significato che si riflette ancora oggi di quell’8 settembre 1943. In quel momento molti italiani decidevano di porre fine a errori commessi da altri italiani che male avevano visto la loro statura, le loro idee di grandezza, i loro mezzi e le loro capacità volti a raggiungere determinati fini di successo e di egemonia. In quel momento molti italiani si impegnavano e impegnavano la loro Patria a provvedere a pagare le riparazioni dei torti arrecati a terzi da loro stessi seguendo gli ordini di chi avevano posto al Governo. Torneranno altri 8 settembre magari anche a rischio di similitudine con quello che fu l’8 settembre 1943? Nel debito pubblico elefantesco, nella scarsità di fonti di energia, nella scarsità di acqua, nei problemi legati all’ambiente, negli sprechi nella pubblica amministrazione, nel «nanismo» delle imprese italiani, nella mancanza di concorrenza, nelle strutture pubbliche da Terzo mondo, nel degrado ambientale, nel sistema fiscale labile si rispecchiano molti errori di chi ha agito nel passato. Senza fare Cassandra penso che molti sono gli 8 settembre in corso e che dovranno arrivare nel futuro. Una cosa mi auguro non si debba ripetere. Chi ha sbagliato mi auguro fortemente non abbia a continuare a errare e si metta da parte affinché la riparazione inizi fin da oggi e i cittadini italiani non siano costretti ad aspettare per la riparazione dei loro precedenti errori un non precisato futuro post «25 aprile», perché forse quel giorno sarà troppo tardi. AGOSTINO DE ZULIAN L’8 settembre è forse un po’ dimenticato perché rappresenta un momento ancora oggi di complessa lettura nella lista dei significati nazionali della nostra storia. Nuovo inizio, nuova fine e, insieme, collasso e ambiguità, la data può anche essere considerata, come lei dice, un ricordo di tutti gli atti di irresponsabilità sociali e politici cui la classe dirigente italiana ha spesso e volentieri cercato di sottrarsi con rimedi peggiori dei mali. Colgo l’occasione per ricordare che quest’anno la data è stata scelta per la raccolta di firme di un disegno di legge popolare, sostenuto da Beppe Grillo. La legge popolare detta «Parlamento Pulito» prevede tre punti: la non eleggibilità in Parlamento dei condannati in via definitiva; l’impossibilità di essere eletti per più di due legislature; l’elezione diretta del candidato da parte dei cittadini. A proposito di storia: la richiesta di un «Parlamento Pulito» è certo in perfetta continuità con la nostra storia repubblicana. Stampa Articolo