Sandra Riccio, La Stampa 9/9/2007, 9 settembre 2007
SANDRA RICCIO
TORINO
Le abitudini degli italiani stanno cambiando. Nel Paese del credito pietrificato è partita la corsa alla rottamazione del mutuo. Negli ultimi mesi, spinte dal rialzo dei tassi d’interesse, sempre più famiglie hanno sostituito il loro vecchio mutuo con uno nuovo tanto che oggi circa il 30% dei nuovi prodotti sono di sostituzione. Il popolo dei mutuatari punta alla rinegoziazione del contratto con la vecchia banca oppure al passaggio a un istituto di credito che garantisca loro condizioni migliori per risparmiare e in alcuni casi ottenere in aggiunta una piccola iniezione di liquidità. Il fenomeno è imponente: secondo l’Osservatorio di MutuiOnline, da inizio anno il numero dei mutui erogati per finalità di sostituzione è triplicato raggiungendo il 14% del totale dei contratti stipulati. A fine 2006 le sostituzioni erano state soltanto il 4,7% del totale mentre un anno prima raggiungevano un misero 2%. Che cosa è successo? Il fenomeno è agevolato dall’eliminazione delle penali per estinzione introdotta dal decreto sulle liberalizzazioni firmato dal ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani (pubblicato lo scorso 2 febbraio sulla Gazzetta Ufficiale). Ma anche una maggiore concorrenza tra le banche ha dato una mano a quelle famiglie che sull’onda del rialzo dei tassi d’interesse si sono messe a caccia di condizioni più vantaggiose.
E il fenomeno sembra destinato ad aumentare. «I dati che stiamo registrando in questo periodo sulle richieste di nuovi prestiti lasciano ipotizzare che a fine anno la quota di chi avrà cambiato il proprio mutuo sarà ben sopra all’attuale livello del 14%», sostiene Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline. «I numeri mostrano una tendenza marcata e, dato il progressivo innalzamento dei tassi d’interesse, sono sempre di più le persone che stanno valutando una sostituzione del proprio mutuo», aggiunge Anedda.
Per intercettare la domande e facilitare il trasloco del mutuo alcune banche hanno deciso di accollarsi alcuni costi di trasferimento come la penale di estinzione ancora in vigore per chi ha sottoscritto il contratto prima del decreto Bersani. Inoltre, alcuni istituti per attirare i clienti hanno eliminato o abbassato al minimo altri costi come le spese di istruttoria e perizia, l’assicurazione e i costi di gestione. Quanto si risparmia? Dipende molto dalle condizioni fissate dalle banche di origine e si va dal 2 al 4% dell’importo da rimborsare anticipatamente. la strada seguita tra gli altri dal Mutuo Arancio di Ing Direct. La nuova ricetta ha funzionato perché dal maggio 2006 (data di inizio del progetto) all’agosto di quest’anno l’istituto olandese ha registrato oltre 20 mila domande di sostituzione mutuo. «Da inizio 2007 stiamo assistendo a un vero e proprio boom delle rottamazioni: il 74% delle richieste infatti si concentra nell’anno in corso con due terzi delle richieste attuali che sono proprio di sostituzione, un risultato superiore alle nostre aspettative», spiega Bernd Geilen, direttore generale di Ing Direct.
Per attirare i mutuatari tartassati dalla rata sono nati poi prodotti appositi che offrono anche una piccola somma di denaro extra. La britannica Barclays sul mercato ha da poco lanciato il suo Cambio Mutuo Cash che consente di sostituire il finanziamento preesistente, aggiungendo una somma di extraliquidità. Ad agosto le sostituzioni rappresentavano il 33% del totale dei mutui erogati dalla banca. Un anno fa si fermavano al 3%.
Tuttavia i risparmi sulle spese sono affidati molto all’accortezza dei mutuatari e alla disponibilità delle banche. Per esempio, è necessario che sia il cliente a premurarsi di chiedere al proprio istituto di credito il trasferimento dell’ipoteca da un prestito all’altro attraverso una scrittura privata. Qualsiasi errore procedurale potrebbe costare caro, cioè costringere a tornare dal notaio.