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 2007  settembre 10 Lunedì calendario

11 settembre 2001 per Giorgio • Alle 8.45 dell’11 settembre 2001 l’American Flight 11 (un Boeing 767 dell’American Airlines partito alle 7

11 settembre 2001 per Giorgio • Alle 8.45 dell’11 settembre 2001 l’American Flight 11 (un Boeing 767 dell’American Airlines partito alle 7.59 da Boston per Los Angeles con a bordo 81 passeggeri, 9 assistenti di volo e 2 piloti) si schiantò contro la torre nord del World Trade Center di New York (costruita nel 1970, 110 piani). Autori della strage 5 kamikaze: l’egiziano Mohamed Atta (colui che si ritiene essere stato la mente degli attacchi), Satam A. A. Al Suqami (Emirati Arabi Uniti), i sauditi Waleed M. Alshehri, Ail M-Alshehri, Abdulaziz Alomari. Tranne Suqami, tutti avevano fatto corsi d’addestramento per piloti (gli istruttori raccontarono poi che non erano interessati al decollo e all’atterraggio ma solo alla navigazione) • Alle 9.03 il volo 175 della United Airlines (un Boeing 767 partito da Boston alle 8.14 in direzione Los Angeles con a bordo 56 passeggeri, 7 assistenti di volo e 2 piloti) si schiantò in diretta (tutte le televisioni del mondo si erano collegate dopo il primo incidente) contro la torre sud (costruita nel 1972, 110 piani). Cinque i kamikaze autori della strage: Marwan Al-Shehhi (Emirati Arabi Uniti, grande amico di Atta) e i sauditi Fayez Rashid Ahned Hassan Al Qadi Banihammad, Mohamd Alsehri, Ahmed Alghamdi, Hamza Alghamdi • Alle 9.40 l’American Flight 77 (un Boeing 757 partito per Los Angeles dall’aeroporto Dulles di Washington alle 8.10 con a bordo 58 passeggeri, 4 assistenti di volo e 2 piloti) colpì il Pentagono. Cinque kamikaze: Hani Hanjour (pilota con brevetto), Khalid Almihdhar, Nawaf Alhazmi, Majed Moqed, Salem Alhazmi (tutti sauditi) • Alle 9.58 crollò la torre sud, sventrando gli edifici sottostanti • Alle 10.10 il volo 93 della United (un Boeing 757 partito alle 8.01 dall’aeroporto di Newark, nel New Jersey, in direzione San Francisco con 38 passeggeri, 5 assistenti di volo e 2 piloti) si schiantò a Shanksville, 80 miglia da Pittsburgh: avrebbe dovuto distruggere la cupola del Campidoglio o la Casa Bianca, un ritardo nel decollo permise ai passeggeri di capire quel che stava succedendo e sventare l’attentato. Quattro kamikaze: Ziad Samir Jarrah (libanese con brevetto di pilota, nell’appartamento gli trovarono una replica scala 1 a 1 della cabina di pilotaggio di un Boeing) e i sauditi Saeed Alghamdi, Ahmed Ibrahim A. Al Haznawi, Ahmed Alnami • Alle 10.29 crollò la torre nord, abbattendosi sui sopravvissuti. Manhattan fu ricoperta da circa 450 mila tonnellate di macerie • Messo in atto il piano d’emergenza preparato per gli attacchi nucleari, a New York furono evacuati l’Empire State Building e il palazzo delle Nazioni Unite, in California Disneyland, a Chicago le Sears Tower, a Seattle lo Space Needle ecc. Quando il secondo aereo si schiantò contro la torre sud del World Trade Center, Bush si trovava nella scuola elementare Emma Booker di Saratosa, in Florida, un bambino stava leggendo una favola (al momento di entrare in classe lo avevano avvisato del primo schianto, la cui dinamica non era ancora chiara). Quando gli dissero che «un aeroplano ha colpito l’altra torre, l’America è attaccata», impallidì, ma restò per altri sei minuti nell’aula coi bambini. Poi, rilasciata una breve dichiarazione («sembra essere un attacco terrorista contro il nostro paese»), fu trascinato sull’Air Force One, che decollò senza che nessuno a bordo ne conoscesse la destinazione. Bush vide crollare le torri mentre era a bordo dell’aereo presidenziale. Gli fu consigliato di non tornare a Washington, il vicepresidente Cheney gli chiese di raggiungere la Offutt Airforce Base in Nebraska, il bunker dove rifugiarsi in caso di attacchi nucleari. Volendo parlare il prima possibile alla nazione, il presidente decise di fare scalo alla base militare di Barksdale, in Louisiana, dove fece la seconda dichiarazione della giornata: «La libertà stessa è stata attaccata stamattina da vigliacchi senza volto». Tornato alla Casa Bianca alle 7 di sera, alle 8.30 fece un annuncio alla nazione dall’Ufficio Ovale: «Oggi i nostri compatrioti, il nostro modo di vivere, la nostra stessa libertà sono stati attaccati in una serie di attacchi terroristici deliberati e mortali. Le vittime erano in aerei o in uffici: segretarie, imprenditori e imprenditrici, militari e lavoratori del governo, madri e padri, amici e vicini di casa» • Al World Trade Center morirono 2750 persone (80 diverse nazionalità), Al Pentagono morirono 126 persone. Le vittime che stavano negli aerei precipitati furono 266. I danni economici sono stati stimati in 750 miliardi di dollari.