Maurizio Molinari, La Stampa 10/9/2007, 10 settembre 2007
Osama bin Laden ha compiuto un piccolo passo avanti verso la definizione del progetto statuale di Califfato jihadista»
Osama bin Laden ha compiuto un piccolo passo avanti verso la definizione del progetto statuale di Califfato jihadista». Così Gary Sick, arabista di punta della Columbia University e già membro del Consiglio della Sicurezza nazionale con Carter e poi Reagan, spiega il contenuto dell’ultimo video diffuso dal leader di Al Qaeda. Perché Bin Laden nel video critica il sistema fiscale e immobiliare degli Usa, proponendo soluzioni islamiche? «Lo fa per proporre il modello bancario e fiscale islamico in sostituzione a quello occidentale. La legge islamica prevede la suddivisione dei profitti fra banca e titolare dei depositi, per Bin Laden si tratta di un pilastro sociale. Se vi ha fatto aperto riferimento è per ribadire il fatto che è portatore di un modello di società opposto a quello degli Stati Uniti, dell’Occidente e del capitalismo». Di che modello si tratta? «Del Califfato islamico. Bin Laden in passato vi si è spesso riferito alludendo alla volontà di unificare con l’arma della Jihad tutti i musulmani, ma in realtà era stato finora assai avaro di dettagli sul modello sociale che si propone di creare. Ora ha compiuto un primo, piccolo ma chiaro, passo in questa direzione. Presto potrebbero arrivarne altri, ad esempio sul fronte delle regole per il funzionamento degli ospedali». Che valore ha questo passo? «Si tratta certo di uno sviluppo limitato ma significativo, anche per la tempistica. Basti pensare al fatto che in Iran le banche non applicano questo modello islamico, ma il presidente Ahmadinejad ha fatto recentemente sapere di volerlo introdurre». Perché Osama fa appello alla conversione degli americani all’Islam? «Sta tentando di reclutare nella classe media americana uomini e donne dalle fattezze non islamiche e dunque meglio capaci di sfuggire ai controlli anti-terrorismo. Quanto avvenuto in Germania, dove uno dei due convertiti all’Islam affiliati ad Al Qaeda si chiamava Franz, lascia intendere come l’intento di Bin Laden sia di farsi largo nel cuore delle società occidentali per arruolare chi cova sentimenti di ribellione e protesta ed è pronto ad usare la violenza contro il modello occidentale, liberale e capitalista». E’ questo il motivo del riferimento a Noam Chomsky? «Chomsky è un radicale dell’estrema sinistra, di origini ebraiche e decisamente ostile al modello sociale americano. Per Bin Laden è l’esempio migliore da additare al pubblico, nell’intento di fomentare il dissenso in America. La sua convinzione è che tale dissenso interno sia in grado di provocare l’implosione degli Stati Uniti. E’ un approccio che ricorda da vicino quanto fecero i pasdaran rivoluzionari iraniani che nel 1979 presero in ostaggio il personale dell’ambasciata Usa a Tehern, scegliendo di liberare subito gli afroamericani. L’intento era di gettare un ponte verso gli afroamericani per indebolire da dentro il sistema americano. Bin Laden segue la stessa strada prendendo a esempio Chomsky. Ma non credo che andrà molto lontano». Stampa Articolo