Luigi Bignami, la Repubblica 10/9/2007 (copyright Washington Post), 10 settembre 2007
LUIGI BIGNAMI
ROMA - L´analisi di oltre 20 anni di misure sul comportamento dei ghiacci artici, quelli attorno al Polo Nord, confermerebbe la peggiore tra le ipotesi disegnate dai climatologi. Intorno al 2050, infatti, i ghiacci estivi dell´Artico si ridurranno in estensione a circa la metà rispetto a quelli presenti negli anni Ottanta. Tutto ciò avrà una catastrofica ricaduta su molti mammiferi che dipendono dai ghiacci marini, primo tra tutti l´orso bianco, un animale considerato a rischio d´estinzione per i mutamenti climatici in atto in prossimità del Polo Nord.
Spiega James Overland, oceanografo del Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration): «Nel 1980, durante l´estate, i ghiacci si ritiravano dalle coste dell´Alaska per circa 65 chilometri. Oggi per incontrare il pack, durante i mesi di luglio e agosto, bisogna percorrere circa 650 chilometri di mare».
I dati rilevati dai satelliti dicono che quest´anno i ghiacci polari estivi si sono ridotti in estensione al punto da raggiungere valori record negativi. Alla fine di agosto il loro sviluppo era di 5,8 milioni di chilometri quadrati (contro la media calcolata su 30 anni di 7,7 milioni di kmq), ben 700 mila kmq (due volte l´estensione dell´Italia) sotto il record precedente segnato nel 2005 negli stessi giorni. In quello stesso anno, tuttavia, i ghiacci raggiunsero il record negativo in assoluto che fu di 5,2 milioni di kmq alla fine di settembre, perché fino ad allora i ghiacci continuano a sciogliersi. Ma stando alle proiezioni fatte anche quel record verrà abbondantemente superato quest´anno.
Poiché gli orsi bianchi cacciano spostandosi da un´isola di ghiaccio all´altra, la riduzione del pack li obbliga a percorrere a nuoto decine e decine di chilometri, superando la resistenza di tale animale che è, al massimo, di un centinaio di chilometri al giorno. Kassie Siegel del Center for Biological Diversity spiega la situazione in questo modo: «Prima o poi gli animali annegano, prima o poi muoiono di fame e già si è notato qualche forma di cannibalismo. E ciò non ha che un drammatico epilogo: l´estinzione di questi animali».
Nel passato non era raro incontrare durante l´estate orsi bianchi alla ricerca di cibo sulla terraferma, ma ora è quasi una regola. Ciò fa si che non vi sia nutrimento per tutti. E quando qualcuno decide di cercarla in mare annega perché il ghiaccio è troppo lontano da raggiungere.
La situazione in atto, inoltre, sta modificando profondamente l´ecosistema. Spiega Siegel: «Con la presenza di ghiacci in superficie le sostanze nutrienti che si formavano sotto di essi erano costrette a precipitare verso il fondo del mare, andando ad alimentare una ricca fauna che viveva nelle profondità marine. Se il ghiaccio scompare il mare di superficie viene popolato da pesci che arrivano da aree vicine i quali fanno incetta delle sostanze nutrienti impedendo loro di precipitare sui fondali, tutto a discapito della sopravvivenza dei pesci abissali. Si hanno così vinti e vincitori le cui conseguenze, anche per l´attività di pesca dell´uomo, sono difficili da prevedere».