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 2007  settembre 10 Lunedì calendario

Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa aspetta la serata di oggi con qualche preoccupazione. Ha già capito che i piani per il 2008 che ha chiesto ai ministri difficilmente saranno tutti a «costo zero»

Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa aspetta la serata di oggi con qualche preoccupazione. Ha già capito che i piani per il 2008 che ha chiesto ai ministri difficilmente saranno tutti a «costo zero». Le nuove spese dovrebbero essere compensate, ma pochi sono disposti a farlo e molti offrono proposte di tagli incerti a fronte di spese certissime. C’è chi accampa priorità politiche, chi il Programma, chi il Dpef per ottenere nuovi fondi. «Le coperture delle nuove spese dovranno essere reali e possibili» ha detto ai suoi colleghi. Assicurando «una verifica molto minuziosa». LA POLIZIA AL PALO Gli Interni chiedono almeno la conferma dei fondi aggiuntivi recuperati nel 2007 dopo i tagli della Finanziaria che si sono rivelati insostenibili: 200 milioni per la Polizia, 120 per il riordino delle carriere, 150 per le spese correnti. Ma non basterà: da aprile le auto della Polizia sono in parte ferme. Non ci sono soldi per benzina e manutenzione. Bisogna poi potenziare i Vigili del fuoco e pagare gli affitti. Il budget degli Interni è il più consistente: 24 miliardi. PER LA CASA 1,7 MILIARDI Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, chiederà 1,7 miliardi per il piano casa: 1,2 miliardi per l’edilizia popolare e 500 milioni di sostegno per le fasce più deboli. «Sono a disposizione di Padoa-Schioppa, ma io ho già dato, tagliando di un quarto i miei dipendenti ». Per i Trasporti, invece, il ministro Alessandro Bianchi punta al «saldo zero» chiesto dal Tesoro. Anche se nel suo bilancio sono state rimodulate spese per «diverse centinaia di milioni». LA DIFESA BATTE CASSA «Gli impegni internazionali - dice il ministro Arturo Parisi - vanno rispettati. Abbiamo assicurato alla Nato che avremmo destinato alla Difesa il 2% del pil, quando oggi siamo solo all’1%». Raddoppiare è naturalmente solo un desiderio. «Se non otterremo un buon aumento rispetto al 2007 - avverte il sottosegretario Lorenzo Forcieri - non potremo finanziare le missioni estere, già oggi in grave difficoltà». Il budget 2007 della Difesa è stato di 18 miliardi di euro, poco di più rispetto al 2006. Il personale assorbe circa il 70% del bilancio, lasciando il resto alle missioni e al rinnovo dei mezzi. Parisi vorrebbe fondi per arrivare a contenere la spesa per il personale al 50%. «Purtroppo - dice - le guerre esistono ancora e per questo un sistema nazionale di Difesa è tuttora necessario» UN MILIARDO PER KYOTO Saldo zero per la gestione amministrativa, ma un miliardo di spesa in più nei prossimi tre anni per la difesa del suolo e l’attuazione del Protocollo di Kyoto. «Abbiamo tagliato consulenze e comitati, e useremo i risparmi per stabilizzare i precari del ministero e dare qualche soldo in più ai Parchi» spiega il ministro Alfonso Pecoraro Scanio. Poi, però, ci sarà la richiesta aggiuntiva di 350 milioni l’anno. «Del resto - spiega il ministro - è il Dpef a dire che almeno il 40% delle maggiori entrate debba essere speso per l’ambiente, Kyoto e il clima». 100 MILIARDI ALLA SANITA’ Il fondo sanitario 2008 salirà da 97 a 100 miliardi di euro, ma l’aumento è già scontato nei tendenziali della spesa. Livia Turco ha detto di apprezzare molto la logica del ministro Padoa-Schioppa della compensazione delle spese. Per la gestione del ministero il criterio sarà rispettato, anche grazie all’accorpamento delle sedi. Ma il ministro della Sanità proverà a chiedere anche per il 2008 fondi aggiuntivi per gli investimenti, dopo lo stanziamento di 3 miliardi che venne concesso con la Finanziaria 2007. WELFARE SENZA SOLDI Il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha detto a Padoa-Schioppa che non presenterà richieste aggiuntive di spesa. Anche se chiederà il finanziamento del Protocollo sul Welfare e la conferma per il 2008 di alcune misure per i giovani previste dal decreto di luglio. In tutto 2 miliardi. Il Protocollo, spiega Damiano, non può essere considerato come spesa di competenza del ministro del Lavoro «perché impegna tutto il governo ». Il Lavoro chiederà anche risorse per gli Ispettori, che comunque sarebbero coperte dal gettito assicurato dalle maggiori verifiche ispettive. SOSTEGNI AGLI ANZIANI Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà Sociale, ha già fatto sapere al Tesoro che non farà alcun piano a «saldo zero ». Lamenta organici scarsi e, soprattutto, chiede che siano stanziate risorse importanti, poco meno di un miliardo di euro, per gli anziani e gli immigrati. «Non tutti gli aumenti di spesa possono essere compensati dai tagli» sostengono al ministero. Dove richiamano alle priorità definite dal Dpef per giustificare la richiesta dei maggiori fondi per il 2008. MASTELLA NON MOLLA A fronte di risparmi per 30-40 milioni su intercettazioni, fotocopie e auto blu, e nonostante il Libro Verde del Tesoro individui margini enormi di risparmio, il Guardasigilli presenterà un conto da diverse centinaia di milioni. Clemente Mastella chiede investimenti per «tagliare tempi e costi dei processi », per l’edilizia penitenziaria, il processo telematico, lo smaltimento dell’arretrato, il nuovo casellario giudiziario e la banca dati dei carichi pendenti. BERSANI A COSTO ZERO Il ministero dello Sviluppo Economico riuscirà probabilmente a rispettare le indicazioni del Tesoro. Nessuna spesa aggiuntiva, quindi. Del resto Pierluigi Bersani è stato tra i pochi ministri ad aver già attuato una ristrutturazione profonda del ministero, portando a casa qualche risparmio. Per il 2008 punta al rinnovo degli incentivi per l’energia e la ricerca, varati quest’anno, assicurando la copertura della maggior spesa con tagli ad altri sostegni riservati all’Industria. INCOGNITA AGRICOLA Il ministro De Castro punta alla riforma della previdenza e dell’assistenza nel settore agricolo, ma l’operazione allo studio con il ministero del Lavoro è piuttosto costosa. Tra le ipotesi che si stanno ancora studiando per la copertura finanziaria, c’è anche quella di smantellare il regime attuale che consente a chi lavora almeno 51 giornate l’anno di avere disoccupazione e pensione integrali. a cura di