Bianca Carretto, 18/6/2007 Corriere della Sera 2007, 18 giugno 2007
BOXBERG
(Germania) - Il pilota di Formula 1, il polacco Robert Kubica, è diventato suo malgrado un il testimonial ideale della sicurezza automobilistica moderna. Schiantatosi contro un muro di cemento, a circa 280 km/h, nell’ ultimo Gran Premio del Canada, è uscito quasi illeso dal terribile incidente, grazie alle soluzioni tecnologiche d’ avanguardia con cui era equipaggiata la sua monoposto. La Bosch, il più importante gruppo fornitore di tecnologia e sicurezza automobilistica, persegue con tenacia l’ obiettivo di minimizzare il rischio di lesioni a carico delle persone coinvolte in collisioni sulle strade di tutti i giorni. Nel 2006 i decessi causati da questi eventi si sono ridotti dieci volte rispetto al 1970, pur con un cresciuto volume del traffico. «L’ Unione Europea vuole dimezzare il numero di morti entro il 2010, i nostri sistemi di sicurezza offriranno determinanti contributi - dice Bernd Bohr, amministratore delegato di Automotive Group di Bosch Group -. Ad esempio nel mercato americano dal 2011 è prevista l’ adozione obbligatoria del dispositivo elettronico per il controllo della stabilità ESP». Ma intanto il settore Ricerca e Sviluppo di Bosch punta verso il CAPS (Combined Active and Passive Safety), ossia la sicurezza passiva ed attiva integrate. In estrema sintesi gli airbag funzionano come centri di controllo per l’ intera catena di difesa di tutti gli occupanti dell’ automobile, sul filo dei millisecondi, in cui viene definita la gravità dell’ impatto, la provenienza delle forze d’ urto ed il numero e la posizione delle persone da proteggere. Dodici sensori rilevano i dati anche durante lo schianto, automaticamente vengono attivati i pretensionatori delle cinture, gli airbag collocati intorno all’ abitacolo (nel caso di cabrio anche contro il ribaltamento). La vera innovazione introdotta dal gruppo tedesco riguarda l’ interazione immediata tra le informazioni trasmesse e l’ ESP. Quest’ ultimo è in grado di anticipare l’ imminenza di una sbandata, comunicandolo agli airbag che reagiscono in un tempo abbreviato. Questa funzione, chiamata EPCD (rilevamento anticipato dell’ incidente) dovrebbe essere già disponibile dal 2008. La strada delle meraviglie non finisce qui: i tecnici stanno già lavorando al SCM ( mitigazione della collisione secondaria, a listino dal 2009) che interpreta i segnali provenienti dai due sistemi precedentemente descritti per evitare un ulteriore impatto, secondario, che normalmente coinvolge altre vetture. «L’ attenzione verso queste tecnologie è certamente suggerita anche dal forte incremento di guidatori inesperti ed anziani - ha sottolineato Rainer Kallenbach, vice presidente della divisione elettronica di Bosch - stiamo lavorando a pieno ritmo allo sviluppo della sensitive car». Questa vettura, una sorta di grande fratello, percepisce ed interpreta l’ ambiente circostante. I suoi occhi sono telecamere che forniscono un panorama di 80 metri, le sue antenne sensori ad ultrasuoni con un raggio d’ azione di quattro metri tutto intorno ed un radar scandaglia, con una portata di 200 metri. Una interpolazione tra i dati e i sistemi di navigazione satellitare elabora le notizie che sostituiscono od affiancano il conducente, avvertendolo dei pericoli imminenti. Nessuna prevaricazione, il piacere di guida resta intatto, le prestazione sensoriali dell’ uomo sono semplicemente amplificate. Bianca Carretto