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 2007  settembre 09 Domenica calendario

A 29 anni, Maria Callas pesava più di 100 chili: in sedici mesi fu capace di perderne trentacinque

A 29 anni, Maria Callas pesava più di 100 chili: in sedici mesi fu capace di perderne trentacinque. A 53 anni, nel settembre 1977, nel suo appartamento a Parigi non rispondeva mai al telefono; non vedeva nessuno, respingeva gli amici che volevano portarla fuori, teneva la televisione accesa giorno e notte, non si lavava nè vestiva. Quando morì, per eccesso di barbiturici o chissà come altrimenti avvelenata, dopo la cremazione le sue ceneri vennero subito rubate, e magari il ladro ricattatore ne restituì altre. Quando le ceneri vennero sparse sul mare, come lei aveva voluto, il vento le rigettò sulle facce dei presenti. Diva infelice, bravissima, antipatica, Maria Callas è protagonista di Callas assoluta del francese Philippe Kohly, presentato in Orizzonti. Strano film: realizzato con un montaggio di veri materiali fotografici e cinematografici, quindi in rigoroso rispetto della realtà, ma commentato da una biografia romanzata, ricca di ipotesi psicologiche e di analisi sentimentali. Affascinante, perché il personaggio grandissimo risulta antipatico: modi bruschi e aggressivi, finzioni, eleganze insicure e pesanti da ricca «sciura» borghese, piccinerie, diffidenze, atteggiamenti angusti. Voce sublime, certo: la si sente in arie di Gioconda, Puritani, Medea, Don Carlo, Vestale, Aida, Sonnambula, Traviata, Trovatore, Turco in Italia, Vespri Siciliani, ed è un incanto come sempre. Narrazione cronologica: tra ascesa nella musica e café society. Sconfitta d’amore: l’amatissimo Onassis che la pianta per Jacqueline Kennedy (e la sposa, lei), il dolore dopo le crociere nell’Egeo sul «Christina» e le cene di Parigi. Le fotografie col flash nell’oscurità della sera: Anni Settanta. La gente che sorride e batte le mani («Viva gli sposi!») vedendola stretta a Pier Paolo Pasolini, al tempo di «Medea» al cinema. Gioielli scintillanti. Fasci di fiori, la mano portata al collo come per difenderlo. Winston Churchill a bordo, per sei anni insieme in crociera. Essere un’artista. Tutto molto toccante, nostalgico da piangere. /