Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  settembre 09 Domenica calendario

«I viaggi di Nina» (La 7, venerdì, ore 23.30) sono caratterizzati da un espediente narrativo abbastanza singolare: la narratrice è sostituita da un fumetto (una figura di reporter sbarazzina con capelli rossi e lentiggini)

«I viaggi di Nina» (La 7, venerdì, ore 23.30) sono caratterizzati da un espediente narrativo abbastanza singolare: la narratrice è sostituita da un fumetto (una figura di reporter sbarazzina con capelli rossi e lentiggini). In questo modo Nina può nascondersi dietro l’anonimato, mascherare il suo imbarazzo nell’affrontare temi anche scabrosi. Come quello delle escort, donne che grazie a internet hanno deciso di «diventare imprenditrici del proprio corpo». Lavoratrici autonome senza partita Iva. Nonostante il nome, è facile intuire il mestiere che fanno. Dopo molte ricerche e richieste di appuntamento (per un’intervista), Nina riesce finalmente a trovare tre donne: Silvia di Treviso, che è aiutata nel lavoro dal marito (collaboratore domestico, per non usare altri nomi più antichi), Marika di Roma e Silvana di Verona, una «fetish dea» che convive con due ragazzi «sottomessi ». Silvia sostiene che il suo è un lavoro come un altro, che tutto nasce da una ribellione familiare, che è ancora innamorata del marito. Mentre parla è scossa continuamente da un riso nervoso, quasi isterico. Marika ha avviato la professione quando il marito ha avuto un ictus ed è ora costretto su una sedia a rotelle. Ha anche una figlia da crescere e lo stipendio da impiegata non sarebbe bastato. Però è pronta a innamorarsi ancora. Nascosto dentro la bardatura sadomaso batte il cuore di Silvana (naturalmente anche lei ne ha uno che soffre per un rapporto travagliato con il figlio...). L’inchiesta, o docu-reality come preferiscono chiamarla i curatori Giovanna Nina Palmieri (sarà lei Nina?) e Claudio Canepari vive però su una incongruenza linguistica. vero che l’inchiesta si «nasconde» dietro il cartone animato ma è altrettanto vero che la voce fuori campo è molto personale, invasiva, a tratti petulante nel proporci la sociologia spicciola della escort. Per certi mestieri gestiti in proprio bisognerebbe almeno aver il coraggio di non trovare tante scuse, se no alla fine ne esce fuori l’ennesimo atto d’accusa alla società, all’altro, a un destino cinico e crudele. Come diceva Totò: «Perché si chiamano donnine allegre se ridono così poco?».