Marco Del Corona, Corriere della Sera 9/9/2007, 9 settembre 2007
(vedi scheda 141539, con commento della Hack) BERLINO – uno strumento piccolo e di un rassicurante colore verde
(vedi scheda 141539, con commento della Hack) BERLINO – uno strumento piccolo e di un rassicurante colore verde. Lo ha tirato fuori e mostrato al pubblico di un dibattito elettorale qualche giorno fa Roger Kusch, ex assessore alla Giustizia di Amburgo e fondatore di una lista civica alle prossime elezioni di ottobre. Il nome della macchinetta è «Sterbehilfe Automat», dove «Automat » si usa generalmente per i distributori di merendine a gettone e «Sterbehilfe» significa «aiuto a morire». Per come l’ha presentata Kusch, probabilmente convinto di guadagnare consensi in questo modo, la macchina è concepita per l’uso da parte di persone che si vogliono suicidare: una sorta di strumento automatico per l’eutanasia, che permetterebbe di aggirare i vincoli di legge esistenti in Germania anche sui malati terminali. La piccola macchina verde è progettata in particolare per loro: basta premere anche debolmente un piccolo bottone per potersi fare un’iniezione letale. «La mia intenzione è solo di mostrare quali siano le possibili opzioni per l’eutanasia», è stata la spiegazione del politico di Amburgo. In realtà l’uso di quello strumento renderebbe la «dolce morte» in Germania perfettamente legale anche per i casi di persone che non siano quasi più in grado di muoversi. Nella Repubblica federale è infatti proibito aiutare un malato terminale a morire, anche se è quest’ultimo a richiederlo. A differenza che in Italia, il suicidio invece non è punibile. In teoria, sarebbe dunque legale se un malato terminale ricevesse da un parente la macchinetta verde, quindi la facesse funzionare lui stesso schiacciando il bottone. I parenti e i medici hanno però l’obbligo di correre in aiuto della persona che ha tentato il suicidio, non appena questa perda conoscenza. Kusch, da sempre impegnato per l’eutanasia, ha trovato una falla nel sistema giudiziario tedesco che la proibisce. Non è dunque un caso se l’uscita dell’ex ministro della Giustizia della città di Amburgo ha sollevato immediatamente una ridda di reazioni. Per ora, tutte negative. Per l’arcivescovo di Amburgo Werber Thissen l’idea dell’«Automat» denota un «orribile smarrimento». Anche il candidato sindaco della Sdp Michael Naumann ha definito l’uscita «immorale e scandalosa», mentre Eugen Brysch della fondazione Hospizstiftung ha accusato Kusch di essersi «completamente squalificato». Il dibattito però non finirà semplicemente con il rifiuto di una macchina comparsa in un giorno di campagna elettorale. In Germania operano infatti numerose associazioni favorevoli all’eutanasia, alcune anche molto strutturate come Dignitas. Nessuna di loro però si spinge fino al punto di fornire strumenti di suicidio al malato, soprattutto per non sfidare i vincoli di legge sull’obbligo di soccorso successivo. Certamente in Germania si fa sentire l’approccio più tollerante sulle questioni etiche di alcune delle chiese protestanti. Ma il radicamento cattolico resta molto solido soprattutto al sud e nelle regioni della valle del Reno e non mancherà di farsi sentire se la campagna per l’eutanasia dovesse farsi più intensa. La riprova giunge proprio in questi giorni da Monaco di Baviera. Il governo del Land guidato da Edmund Stoiber sta infatti per imprimere una svolta in nome dell’osservanza religiosa: un obiettivo a lungo perseguito dal ministro- presidente, vicinissimo ormai alla pensione. Un’iniziativa di legge del governo monocolore dei cristiano-sociali mira così ad allargare notevolmente il concetto di oltraggio alla religione perseguibile penalmente o punibile con una multa. Soggette a sanzioni, secondo il progetto di legge, saranno tanto le bestemmie che le espressioni che «svalutano o irridono» la religiosità: anche queste ultime sarebbero un segno di «intolleranza » che offende «convinzioni religiose o visioni del mondo di altre persone». «Volevamo avere più protezione», ha commentato in proposito la rappresentante dell’Ufficio cattolico di Monaco di Baviera Bettina Nickel. Ma la chiesa evangelica, anche su questo punto, prende una posizione diversa. Per i protestanti l’ironia o la critica alla religione non sono «fattori rilevanti sul piano legale e non c’è nessun bisogno di occuparsene ».