Sergio Romano, Corriere della Sera 8/9/2007, 8 settembre 2007
Caro Romano, mi pare che nella sua risposta relativa alla nota di Benedetto XV sulla «inutile strage» sia incorso in una inesattezza laddove, parlando della situazione del conflitto alla data dell’1 agosto 1917, in cui il pontefice inviò alle potenze belligeranti il suo appello alla pace, afferma che l’esercito italiano si accingeva a tentare «per l’undicesima volta la conquista di Gorizia»
Caro Romano, mi pare che nella sua risposta relativa alla nota di Benedetto XV sulla «inutile strage» sia incorso in una inesattezza laddove, parlando della situazione del conflitto alla data dell’1 agosto 1917, in cui il pontefice inviò alle potenze belligeranti il suo appello alla pace, afferma che l’esercito italiano si accingeva a tentare «per l’undicesima volta la conquista di Gorizia». In realtà a quella data Gorizia era già stata conquistata da un anno, e precisamente l’8 agosto 1916, a conclusione della sesta battaglia dell’Isonzo. Il nostro esercito, invece, stava per dare inizio all’undicesima battaglia dell’ Isonzo, detta della Bainsizza, che lo aveva portato a ridosso di Trieste preoccupando fortemente gli austriaci, che avrebbero reagito chiedendo l’aiuto dell’alleato tedesco col quale intrapresero la dodicesima battaglia, un’ offensiva «di alleggerimento», che si trasformò per gli italiani nella disastrosa rotta di Caporetto. Conoscendo e ammirando la sua competenza di storico, sono certo che si tratta di una svista o di un lapsus calami, ma credo che sarebbe comunque opportuna una precisazione al riguardo per non lasciare in qualche lettore una dannosa confusione. Bruno Ongaro br1ong@libero.it • Grazie per avere definito «svista» quella che era in realtà un errore.