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 2007  settembre 06 Giovedì calendario

La lealtà emotiva degli animali. Il Sole 24 Ore 6 settembre 2007. Temple Grandin, nata negli Stati Uniti nel 1947, è una delle persone affette da autismo più famose al mondo, anche grazie al racconto che Oliver Sacks ha dedicato alla sua storia nel libro «Un antropologo su Marte»

La lealtà emotiva degli animali. Il Sole 24 Ore 6 settembre 2007. Temple Grandin, nata negli Stati Uniti nel 1947, è una delle persone affette da autismo più famose al mondo, anche grazie al racconto che Oliver Sacks ha dedicato alla sua storia nel libro «Un antropologo su Marte». Ma Temple Grandin è anche professore associato dell’Università del Colorado ed è molto nota, in America ma non solo, per la sua attività di progettista di attrezzature per il bestiame. Secondo la scienziata il suo successo nel lavoro di progettista dipende proprio dal suo essere autistica. infatti in grado di soffermarsi su dettagli minutissimi ed è in grado di utilizzare la memoria visuale come fosse un supporto audiovisivo, sperimentando mentalmente le diverse soluzioni da adottare. In tal modo riesce a prevedere anche le sensazione che proveranno gli animali sui quali verrà utilizzata l’attrezzatura. Il brano che segue è tratto da «La macchina degli abbracci. Parlare con gli animali», appena tradotto da Adelphi. DI TEMPLE GRANDIN I mammiferi e gli uccelli hanno gli stessi sentimenti fondamentali degli esseri umani e secondo le ultime scoperte probabilmente anche lucertole e serpenti condividono la maggior parte di queste emozioni con noi. Solo per fare un paio di esempi: le lucertole scincidi, in Australia, sono monogame, e qui negli Stati Uniti le femmine di serpente a sonagli proteggono i loro piccoli dai predatori proprio come farebbe un mammifero. Scoprire che le femmine di alcuni serpenti si prendono cura dei loro piccoli è stata una grossa sorpresa, perché si era sempre creduto che non fossero animali sociali e che le madri abbandonassero i piccoli subito dopo la nascita. Ancora non sappiamo molto sulla vita sociale dei serpenti, ma almeno sappiamo che ne hanno una. Se possiamo dire che animali ed esseri umani condividono gli stessi sentimenti fondamentali è anche perché conosciamo molte cose sul modo in cui le nostre emozioni vengono create nel cervello, e senza dubbio gli animali condividono con noi quelle basi biologiche. La loro biologia emozionale è talmente vicina alla nostra che, in massima parte, la ricerca sulla neurologia delle emozioni (o neuroscienza affettiva) viene eseguita sugli animali. Quando si tratta degli aspetti fondamentali della vita (per esempio essere divorati da una tigre o proteggere i piccoli), gli animali provano i nostri stessi sentimenti. La principale differenza fra le emozioni degli animali e quelle umane è che i primi non hanno «emozioni miste» nel modo in cui le hanno gli esseri umani normali. Gli animali non sono ambivalenti; non hanno relazioni di amore-odio, né fra di loro, né con l’uomo. Questa è una delle ragioni per cui gli esseri umani amano tanto gli animali: sono creature leali. Se un animale ti ama, ti ama incondizionatamente. Non gli importa nulla del tuo aspetto o dei soldi che guadagni. Questo è un altro punto di contatto fra autismo e animali: anche le persone autistiche hanno in prevalenza emozioni semplici. Ecco perché la gente normale descrive noi autistici come «innocenti». I sentimenti di una persona autistica sono aperti e diretti, proprio come quelli degli animali. Noi non nascondiamo i nostri sentimenti e non siamo ambivalenti. Per quel che mi riguarda, non riesco nemmeno a immaginare come si possa provare odio e amore per la stessa persona. Alcuni forse penseranno che questo sia offensivo nei confronti degli autistici, ma se c’è una cosa che apprezzo, nel fatto di essere io autistica, è proprio il non dover affrontare tutte le assurdità emotive con cui si confrontano i miei studenti. Avevo un’allieva molto brillante, che si fece bocciare agli esami perché aveva rotto con il suo ragazzo. La vita della gente normale è troppo imbevuta di psicodramma. Gli animali non sanno nemmeno che cosa sia, uno psicodramma. E nemmeno i bambini. Dal punto di vista emozionale, i bambini somigliano più agli animali e alle persone autistiche che non agli adulti normali: i loro lobi frontali infatti si stanno ancora sviluppando e non matureranno prima dell’ingresso nell’età adulta. Giulia Crivelli